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Pontremolese, Orlando: “Chiacchiere stanno a zero, Frijia si adoperi per risorse mancanti per tratto Parma-Vicofertile”

“Devo una risposta all’onorevole Frija che a proposito della ferrovia Pontremolese mi rimprovera di non aver agito in passato e di chiedere oggi di intervenire al governo in carica. Se l’argomento fosse vero ed in questo caso non lo è, si tratterebbe comunque di una valutazione a doppio taglio, perché se si utilizzassero le inerzie di chi ci ha preceduto per giustificare le nostre il mondo sarebbe totalmente fermo. E anche se con le polemiche non si farà nemmeno un metro di ferrovia, qualche elemento di riflessione e qualche dato di fatto credo possa essere utile alla diligente attività della parlamentare spezzina”. Si apre così la risposta dell’ex ministro Andrea Orlando, consigliere regionale del Partito democratico, in risposta all’intervento diffuso ieri dalla deputata spezzina Maria Grazia Frijia, esponente di Fratelli d’Italia.

“La ferrovia Pontremolese è stata attivata nel 1897. Né io né i miei colleghi consiglieri della coalizione progressista eravamo al governo. L’inadeguatezza della ferrovia rispetto alla crescita dei traffici e del movimento passeggeri risale al secondo dopoguerra. I governi che si sono succeduti, di destra e di sinistra hanno fatto qualche intervento ma meno del dovuto – prosegue Orlando -. Gli ultimi interventi fatti nella tratta che va sino ad Aulla risalgono a quasi 15 anni fa sulla base di un emendamento fatto da parlamentari dei Ds, io tra questi, alla legge finanziaria del 2007. Gli ultimi stanziamenti risalgono, invece, a luglio 2020, dl Rilancio, governo Conte bis, emendamento parlamentare a mia firma. Sono risorse destinate al raddoppio del tratto Parma-Vicofertile. Purtroppo da allora i costi sono cresciuti e queste risorse vanno incrementate. E qui, come si dice, le chiacchiere stanno a zero: o lo si fa rapidamente o quei soldi saranno destinati ad altro. È molto positivo che l’onorevole Frija segua la questione ma bisogna soprattutto che si adoperi per coprire il delta tra quanto già stanziato e quanto occorre oggi. Fare polemiche sul passato può essere utile per distrarre ma il problema è questo”.

“Giorni fa, il presidente della regione Toscana si è detto disponibile a finanziare per quota parte la realizzazione del raddoppio. Il presidente della provincia di Parma ha proposto l’avvio di un coordinamento di tutte le forze sociali ed istituzionali che intendono promuovere l’opera – conclude l’esponente spezzino del Partito democratico -. Gli altri enti locali che intendono fare sia in termini di intervento finanziario sia riguardo alla pressione politica che si può e si deve fare sul governo e su Rfi? Peraltro la provincia di Spezia oggi può far pesare anche l’avvio della Zls (ricordo, frutto di un altro mio emendamento parlamentare). Il riconoscimento della zona logistica semplificata che riguarda anche Parma, indica il riconoscimento della strategicità di un corridoio che va sostenuto conseguentemente anche sul piano infrastrutturale. Una possibile traccia da seguire a nostro avviso è quella di considerare l’opera anche sotto il profilo della sicurezza nazionale. La Pontremolese nasce come linea supporto della base navale spezzina, oggi vediamo che nel 5% del che il governo Meloni si è inopinatamente impegnato a destinare alla difesa vengono conteggiate opere difficilmente riconducibili alla sicurezza nazionale. La Pontremolese lo è geneticamente. Se in modo unitario si facesse pressione da questi presupposti, io credo ci sarebbero le condizioni per un passo avanti determinante. Speriamo che questo appello non cada nel vuoto”.