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Pontremolese, Azione: “Le tre Regioni firmino ora un protocollo d’intesa vincolante”
Stefano Leccese e Carlo Calenda

“Le notizie di questi giorni sulla Pontremolese, la denuncia sull’assenza di nuovi finanziamenti statali e l’apertura del presidente della Toscana Eugenio Giani a cofinanziare il raddoppio tra Parma e Vicofertile, riportano al centro del dibattito un’opera che da troppo tempo viene non solo rimandata, ma soprattutto sotto stimata nella sua utilità. Come Azione Spezia riteniamo doveroso intervenire, ma vogliamo farlo nel merito, con i numeri e con proposte concrete, evitando l’ormai noto tifo di parte che, su questo tema, ricordiamo non ha mai fatto avanzare un solo cantiere”. Si apre così un intervento di Stefano Leccese, segretario provinciale di Azione.

“Partiamo dai fatti, perché sono questi a misurare la serietà di chi governa. La linea Parma-La Spezia è lunga circa 112 chilometri di cui solo 54 chilometri sono stati raddoppiati nel tempo, restano da completarne circa 64, suddivisi nelle tratte Parma–Osteriazza, Berceto–Pontremoli e Pontremoli–Chiesaccia. L’ultimo intervento davvero significativo realizzato, vale a dire il raddoppio Solignano–Osteriazza, è stato inaugurato a fine 2014 – prosegue il segretario Leccese -. Da allora, al netto delle risorse del Decreto Rilancio 2020, l’opera procede a singhiozzo ed è un’immobilità che attraversa governi di colore diverso e che oggi va onestamente riconosciuta come un problema strutturale, non come l’arma di una contesa elettorale. Detto questo, l’attuale governo ha una responsabilità precisa e verificabile: nelle ultime leggi di bilancio e nei decreti infrastrutture non ha stanziato le risorse necessarie a far ripartire i cantieri, pur a fronte di un piano di Rete Ferroviaria Italiana che prevede oltre 100 miliardi di investimenti e circa 1.300 cantieri tra il 2025 e il 2034. Di fatto questo certifica che i fondi per investimenti ci siano, ma se non sono destinati per la Pontremolese è solo una scelta politica, non un’impossibilità contabile”.

“La buona notizia è che esiste un primo passo concreto, già a portata di mano, perchè la tratta Parma–Vicofertile, otto chilometri, è progettata e autorizzata dal 2024: costa circa 516 milioni, è coperta per 360 e mancano circa 150 milioni (le stime più recenti parlano di 156) per aprire i cantieri – si legge ancora nel comunicato diffuso dal segretario provinciale di Azione -. È il classico intervento con il miglior rapporto costi-benefici: sblocca capacità in uscita da Parma e, come ricordato nei giorni scorsi, ridurrebbe di circa un quarto d’ora i tempi tra La Spezia e Parma. E’ evidente l’urgenza che quei fondi vengano reperiti subito e che, parallelamente, si finanzino le progettazioni definitive degli altri lotti, a partire dalla galleria di valico Pontremoli–Berceto: senza progetti esecutivi pronti, nessun finanziamento, nazionale o europeo, potrà mai essere speso. Sul fronte istituzionale, l’apertura del presidente Giani al cofinanziamento è positiva e va raccolta. Ma una ‘santa alleanza‘ tra Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna non può restare lo slogan di un tour, né essere subordinata, come è stato detto, alla ‘giusta omogeneità politica‘ o rinviata a ‘quando arriveremo al governo‘. Le infrastrutture strategiche non aspettano il colore di chi amministra, devono essere realizzate nell’interesse di tutti: chiediamo, quindi, che le tre Regioni firmino ora un protocollo d’intesa vincolante, che metta nero su bianco impegni finanziari e cronoprogrammi, indipendentemente dagli schieramenti. È esattamente ciò che il mondo produttivo, a partire da Confindustria, chiede da tempo. C’è infine la leva che cambia la scala del discorso: l’Europa. La Pontremolese è l’anello mancante per connettere il porto della Spezia, e quello di Marina di Carrara, con cui va integrato, al Corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete TEN-T. Il suo riconoscimento come infrastruttura dual use, a valenza civile e militare, apre l’accesso a strumenti di finanziamento europei oggi inutilizzati. Inserirla stabilmente nella programmazione TEN-T è la condizione per non scaricare l’intero costo sulle sole casse nazionali”.

“Riteniamo che la Pontremolese non sia solo un’opera locale, è un asse nazionale ed europeo. Servono meno comunicati di parte e più fatti misurabili come i fondi per la Parma–Vicofertile, le progettazioni definitive, un patto vero tra le Regioni e l’aggancio ai corridoi europei. Azione c’è, monitora e su questo terreno è pronta ad aiutare le attività di chi decida finalmente di trasformare decenni di discussioni in cantieri operativi”, conclude Leccese.