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Gli interventi delle forze sindacali sulla base dei dati Istat
|Lavoro nel turismo in Liguria, Cgil: “Persi oltre 10mila occupati”. Cisl: “Profonda crisi salariale”
“A fronte dell’aumento dei turisti in Liguria che nel primo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso conta un + 9,7 degli arrivi e un + 12 per cento delle presenze, il settore commercio, alberghi e ristoranti perde 10.271 occupati. Il dato emerge dall’ultima rilevazione Istat relativa all’occupazione nel primo trimestre 2026; il quadro complessivo dell’occupazione in Liguria è di sostanziale stabilità seppur con alcune ombre”. Lo riferisce in una nota la Cgil della Liguria. “L’elemento più preoccupante è sicuramente la contrazione degli occupati nel settore turismo che nonostante stia meglio dello scorso anno perde occupati ed è un fenomeno che si può spiegare solo con il ricorso al lavoro nero – dichiara Maurizio Calà, segretario generale della Cgil ligure –. Una anomalia tutta ligure, che segna la fragilità del mercato del lavoro nella nostra regione, è rappresentata anche dal continuo andamento ondivago dei settori, condizione che emerge anche dai dati Istat. In questo trimestre industria e costruzioni crescono, ma l’occupazione nel turismo, numericamente importante per la Liguria, subisce un tracollo. Questo significa che in questi anni una parte significativa di imprese del settore si sono collocate in una situazione di evasione fiscale e contributiva. Siamo fortemente preoccupati da questa realtà e chiederemo un incontro all’assessore regionale al Turismo perché questo fenomeno va affrontato celermente”.
Nel primo trimestre 2026 “si sono registrati 650.953 occupati pari a più 188 unità ossia lo 0,03 per cento, cifra frutto di andamenti opposti: da un lato, l’aumento delle occupate donne e dei dipendenti del settore industria, dall’altro la contrazione della componente maschile dei dipendenti (lavoratori subordinati) e degli indipendenti (lavoratori autonomi)”, dice infine Marco De Silva, responsabile ufficio economico Cgil Genova e Liguria, che ha elaborato i dati Istat relativi ai primi tre mesi ’26 in raffronto con lo stesso periodo dell’anno precedente.
Sempre a tema occupazione ecco anche la voce della Cisl ligure. “Nel primo trimestre 2026, in Liguria, l’occupazione resta stabile a 651mila unità rispetto all’anno precedente. Aumentano però i disoccupati, che passano da 34mila a 39mila, con il tasso di disoccupazione in crescita dal 5,2% al 5,8% – si legge nella nota della forza sindacale, che si rifà sempre a dati Istat -. In forte calo il settore dei servizi (-12mila occupati, da 508mila a 496mila), con particolare sofferenza nel comparto commercio, alberghi e ristorazione, che scende da 144mila a 134mila addetti, soprattutto per la perdita di 13mila lavoratori dipendenti (da 103mila a 90mila) mentre crescono i lavori indipendenti che passano da 41mila a 44mila. In controtendenza l’industria, che sale a 146mila occupati rispetto ai 138mila del I trimestre 2025”.
“I dati Istat ci consegnano una fotografia a chiaroscuro che richiede un’analisi lucida e priva di allarmismi, ma estremamente pragmatica. Se da un lato si evidenzia la resilienza del nostro tessuto sociale, dall’altro non possiamo chiudere gli occhi di fronte a un’anomalia tutta ligure. La nostra regione è infatti l’unica del Nord-Ovest a registrare un aumento dei disoccupati – afferma Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria -. Il dato che desta maggiore preoccupazione, e su cui intendiamo porre la massima attenzione, è il netto travaso negativo nel settore dei servizi. Questa contrazione si concentra quasi interamente nel comparto strategico di commercio, alberghi e ristorazione. E’ il sintomo visibile di due zavorre che stanno piegando il nostro turismo, a partire da una profonda crisi salariale. C’è una frammentazione del settore con salari non più adeguati al costo della vita e contratti troppo spesso precari o stagionali. Per questa ragione è importante il Patto per il lavoro nel Turismo, fortemente voluto dalle organizzazioni sindacali: anche in questa edizione sta cercando di garantire una maggiore stabilità e un lavoro di qualità con nuove assunzioni anche a tempo indeterminato. A questo si aggiungono le storiche difficoltà infrastrutturali che la Liguria continua a pagare in termini di isolamento e criticità logistiche. Cantieri, autostrade paralizzate e collegamenti complessi non solo scoraggiano i flussi turistici al di fuori dell’altissima stagione, ma pesano enormemente sulla gestione delle imprese e sulla vita dei lavoratori”.





