La mobilitazione contro il progetto Basi Blu e l’adeguamento dell’Arsenale Militare agli standard NATO prosegue alla Spezia. La Rete spezzina Pace e Disarmo ha infatti convocato un nuovo presidio per la pace in programma lunedì 15 giugno, dalle 18 alle 19, in piazza Mentana, invitando la cittadinanza a partecipare attivamente al confronto sul futuro del Golfo.
L’iniziativa arriva a pochi giorni dall’assemblea pubblica che si è svolta a Lerici l’11 giugno, durante la quale, secondo gli organizzatori, è emersa una forte unità di intenti tra associazioni, movimenti e cittadini. Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come il progetto Basi Blu interessi l’intero comprensorio del Golfo della Spezia, coinvolgendo i territori dei comuni della Spezia, Lerici e Porto Venere.
La Rete ritiene che il piano rappresenti un intervento invasivo sotto il profilo territoriale e ambientale e che possa determinare un’ulteriore militarizzazione dell’area. Gli organizzatori sostengono inoltre che il progetto non goda di un ampio consenso popolare e chiedono un maggiore coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte che riguardano il territorio.
Durante l’assemblea è stato affrontato anche il tema delle produzioni militari presenti nel territorio spezzino. Pur riconoscendo la complessità della questione e il peso occupazionale del comparto, i partecipanti hanno evidenziato la necessità di avviare una riflessione sulle prospettive di sviluppo future, nella convinzione che un modello economico fortemente legato all’industria della difesa possa non garantire stabilità sociale e occupazionale nel lungo periodo. Tra le proposte emerse figura anche il recupero e la restituzione a uso pubblico di alcune aree dell’Arsenale Militare, attraverso progetti che la Rete intende approfondire e presentare nei prossimi appuntamenti pubblici.
Il presidio di lunedì sarà inoltre l’occasione per rilanciare la partecipazione all’assemblea popolare in programma a Marola mercoledì 17 giugno alle ore 18 nell’area verde del quartiere. L’incontro è stato convocato per discutere della decisione della Marina Militare di limitare l’accesso al mare attraverso l’installazione di barriere anti-intrusione, con tre finestre giornaliere di apertura della durata di un’ora ciascuna. Secondo la Rete, il confronto con la popolazione dovrà proseguire attraverso una mobilitazione permanente su temi che riguardano il futuro del Golfo e l’utilizzo degli spazi militari presenti sul territorio.