ancora uno scambio sull'ospedale
|Montefiori: “Teja vuol dire che Toti e Giampedrone non avevano letto il bando del Felettino?”
“Si contesta che la Pessina fu il solo concorrente? Anche la Guerrato è stato l’unico soggetto a partecipare alla gara per i lavori del nuovo ospedale”.
“Come può una persona dotata di intelletto dire che ‘avevano preso per buono l’appalto preparato dal centrosinistra’ come ha fatto il consigliere Teja parlando del primo bando per la costruzione del Felettino? Vuole fare credere che si affidino lavori per centinaia di milioni di euro senza valutare attentamente cosa contenga? Vuole smentire l’ex presidente Toti, l’allora assessore Viale e l’assessore Giampedrone che avevano assicurato che non solo lo avevano controllato, ma che non vi erano più problemi? Ma non solo, se fosse vera la ricostruzione del consigliere emergerebbe una disinvoltura nello spendere le risorse pubbliche che non ha eguali nella storia delle amministrazioni pubbliche. Si addice, in questo caso, l’adagio secondo il quale la toppa, messa da Teja, è peggio del buco”. Lo dice il consigliere Andrea Montefiori del Partito Democratico rispondendo al collega di maggioranza che aveva paralta di un centrodestra che nel 2015, inaugurando la prima pietra del cantiere “si fidò, in buona fede, di un appalto che il centrosinistra aveva costruito male”.
“Periodiche e puntuali, dal centrodestra in grande difficoltà nella gestione della sanità, si alzano cortine di fumo sull’appalto del nuovo Felettino. Innanzitutto è offensivo, sciocco e ridicolo pensare che l’opposizione faccia il tifo contro la realizzazione dell’ospedale: saremmo degli irresponsabili. L’ospedale nuovo è stato, ed è, un obiettivo della città tutta – continua Montefiori -. Rimane, però, diritto e dovere dell’opposizione ristabilire i fatti e mettere in luce rischi e criticità dell’appalto in essere”.

“I fatti: nel 2015 vennero aggiudicati i lavori i lavori e nel 2016 venne avviato il cantiere. Si contesta che ci fu un solo concorrente? Anche la Guerrato è stato l’unico soggetto a partecipare alla gara per i lavori del nuovo ospedale. Ripeto… e quindi? La prima pietra nel 2016 venne messa dal presidente Toti, scortato da molti rappresentanti del centrodestra in grande spolvero. C’è una grande differenza tra il progetto di allora e questo. L’opera era finanziata totalmente con soldi pubblici, che rappresentavano una certezza e una più lineare procedura. La presenza del privato cambia lo scenario, è evidente, la necessità del profitto diviene protagonista”.
“I problemi che si presentarono successivamente rimango convinto potessero e dovessero essere superati con una transazione. Mantenere in piedi l’appalto del 2015 equivaleva ad avere il nuovo ospedale già a regime da alcuni anni. I costi sarebbero stati ben più bassi, perché non saremmo incappati nella fase della crescita esponenziale e sconsiderata dei prezzi dell’edilizia e perché non avremmo dovuto sostenere un canone di 16 milioni all’anno per 25 anni per ristorare il privato intervenuto con capitale proprio nella realizzazione del nosocomio. Canone che non si sa ancora da chi verrà sostenuto, forse con una riduzione dei servizi sanitari? Le vostre scelte si traducono così: se tutto filerà diritto avremo un ospedale costato quasi il doppio e disponibile con 10 anni di ritardo. Fuori dal tifo e dalla parzialità, questa è la realtà che sarà trasferita nei libri di storia della città”.








