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"Bucci osserva senza proferire parola"
|Natale: “Con riforma governo porto spezzino rischia di perdere oltre 3,5 milioni e una riduzione del personale”
“Il porto della Spezia ha bisogno di investimenti, personale e una governance sempre più vicina al territorio per affrontare le sfide dei prossimi anni. La riforma portuale proposta dal governo va invece nella direzione opposta e rischia di indebolirlo. Lo sviluppo delle attività, gli investimenti per assicurare la compatibilità con la città, le
infrastrutture di collegamento con le piattaforme logistiche richiedono una strategia di rafforzamento del sistema spezzino. Invece, secondo le stime elaborate da autorevoli riviste specializzate, L’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale rischia di perdere oltre 3,5 milioni di euro solo per effetto delle nuove modalità di ripartizione
delle tasse e della quota delle autorizzazioni ex art 16. A questo si aggiunge il rischio di una riduzione del personale. Ci troveremmo quindi di fronte a un paradosso: meno risorse e meno personale proprio nel momento in cui servirebbero più investimenti e maggiori competenze per accompagnare lo sviluppo sostenibile del porto e realizzare le infrastrutture necessarie per i collegamenti logistici con il Nord Italia”. Lo dichiara in una nota Davide Natale, segretario regionale ligure del Partito democratico.
“C’è poi un tema altrettanto grave che riguarda la governance. Con la nuova riforma, la pianificazione strategica e gli interventi infrastrutturali verrebbero progressivamente centralizzati. Le decisioni sulle opere da realizzare sarebbero assunte attraverso accordi di programma definiti tra Ministero e la nuova Porti d’Italia, relegando le Autorità di sistema portuale a un ruolo marginale e consultivo, la cui effettiva capacità di incidere resta tutta da verificare. La Spezia rischia così di perdere risorse economiche, personale, capacità di programmazione e autonomia nelle scelte che riguardano il proprio futuro”, aggiunge Natale.
“Perdita di autonomia significa meno centralità nel panorama nazionale e di conseguenza meno attrattività nei confronti di potenziali investitori per un’infrastruttura che negli anni si è rivelata fondamentale non solo
per il territorio spezzino ma per l’intera economia ligure e del Paese. Non a caso ci sono tante città portuali che si stanno muovendo per difendere gli interessi delle loro comunità minacciati dalla riforma centralista della destra. In Liguria invece Bucci osserva senza proferire parola. Eppure questa è una riforma che non può interessare solo il Parlamento ma deve passare anche dalle Regioni”, conclude il segretario del Pd ligure.





