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Sarzana celebra la Repubblica e la prima volta del voto delle donne

Anche Sarzana stamani ha celebrato in Piazza Matteotti, presenti autorità civili e militari, l’80mo anniversario della nascita della Repubblica italiana, sancita dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946, quando per la prima volta parteciparono al voto anche le donne; 2 giugno in cui si votò anche per l’Assemblea costituente.
Affiancata dalle volontarie dell’associazione Vittoria, impegnata nella lotta alla violenza sulle donne, la sindaca Cristina Ponzanelli ha dedicato ampio spazio nel suo intervento all’esordio alle urne delle italiane. “Quella mattina nessuno le chiede di aspettare. Nessuno le chiede di stare un passo indietro. Per la prima volta nella storia d’Italia, lo Stato le sta dicendo: Anche la tua voce conta“, ha detto la sindaca in un passaggio, immaginando una donna di ottant’anni fa. Un voto, quello del 2 giugno ’46, dal quale “l’Italia non appartiene più a pochi. Appartiene a tutti. Anche alle donne. Anche a chi fino ad allora era stato troppo spesso ascoltato poco o per nulla”, ha sottolineato la prima cittadina.
“Ottant’anni dopo, siamo qui grazie a quel gesto semplice. Una matita. Una scheda. Una scelta. La Repubblica nasce così. Non dal rumore delle armi. Ma dal silenzio di milioni di coscienze. Non dalla forza. Ma dalla partecipazione.
Non dalla paura. Ma dalla speranza – ha detto ancora Ponzanelli -. E forse è proprio questa la lezione più preziosa che ci arriva dal 1946. Perché oggi siamo portati a pensare che la storia la facciano i grandi leader, i potenti, i governi. Ma la verità è un’altra. La storia cambia quando cambiano le persone. Quando qualcuno decide di partecipare invece di restare a guardare. Quando qualcuno sceglie di costruire invece di distruggere. Quando qualcuno si assume una responsabilità”.

Festa Repubblica Sarzna 2026

La prima cittadina ha poi parlato di un “messaggio del 2 giugno” che “è più attuale che mai”, osservando che “la Repubblica ci ricorda che le differenze non sono una minaccia. Sono una ricchezza. Che la libertà non è il diritto di stare sopra gli altri. Ma la possibilità di camminare insieme. Che la forza di una nazione non si misura da quanto divide. Ma da quanto riesce a unire”. E, ha aggiunto, “a Sarzana questo lo sappiamo bene, perché la nostra città è fatta di storia e di futuro. Di radici profonde e di sguardi aperti. Di persone che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, tengono viva la comunità”. Quindi un messaggio ai giovani: “Non permettete mai a nessuno di convincervi che la partecipazione sia inutile. Che l’impegno non serva. Che la politica, nel senso più alto della parola, non vi riguardi”.

Da Ponzanelli poi un grazie “alle milioni di donne che hanno dato voce alla democrazia italiana” e “a tutti coloro che hanno costruito la Repubblica con il coraggio, il lavoro e la speranza”, con la convinzione che “a ottant’anni da quel voto che cambiò la storia, il modo migliore per onorare quelle donne e quegli uomini non è guardare indietro con nostalgia. È guardare avanti con responsabilità. È continuare a credere che la libertà meriti di essere difesa.
Che la pace meriti di essere costruita. Che la democrazia meriti di essere vissuta. Che la dignità di ogni persona meriti di essere rispettata”.