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L'opinione di un ex consigliere comunale
|La lettera: “Da Golfo dei Poeti a Golfo degli zombie: la movida spezzina vista con gli occhi di chi ci vive”
“C’era una volta il Golfo dei Poeti, terra di ispirazione per scrittori e anime romantiche. Oggi, a sentire chi la città la vive davvero e ne conosce i palazzi storici per averci lavorato dentro, il rischio è che si sia trasformato nel “Golfo degli Zombie”. Un’evoluzione guidata da una politica locale accusata di muoversi con gli occhi rigorosamente velati di fronte agli effetti collaterali del proprio operato.
Il mantra amministrativo è chiaro: turismo di massa, serate in piazza e folle nelle vie del centro. Ma grattando via la vernice degli slogan, emerge la realtà di un territorio fragile. La Spezia si ritrova a gestire un turismo “mordi e fuggi” che consuma la città senza lasciare vero valore, incapace per sua natura di accogliere flotte infinite di persone.
Le tappe di questa metamorfosi sono scritte nell’urbanistica recente. Si parte dalla stazione ferroviaria, di fatto convertita a hub logistico per le Cinque Terre senza pensare alla viabilità dei pullman e dimenticando le esigenze dei residenti. Si passa poi per la stazione marittima, sorta quasi in una notte: un benvenuto per migliaia di crocieristi che si traduce in caos e inquinamento.
Il centro storico ha subìto una “personalizzazione” selvaggia. Le strade sono state invase da strutture esterne di bar e ristoranti, nate per accogliere consumatori di cibo e alcol a basso costo. Il risultato? Dal venerdì alla domenica sera va in scena il festival della sosta selvaggia. Piazze e vie storiche vengono invase da giovani che vagano ubriachi con bicchieri di plastica poi abbandonati per strada. Come se non bastasse, in questa “mala movida” le risse sono ormai diventate una triste abitudine, trasformando il centro in un’area sempre più preoccupante e allo sbando.
Di fronte a questo scenario, l’atteggiamento della giunta lascia perplessi. Gli assessori di riferimento sembrano prontissimi a presentarsi in prima fila alle inaugurazioni e alle rappresentazioni pubbliche, collezionando presenze utili soprattutto come pubblicità politica. Quando però si tratta di governare il problema, la tendenza è quella di scaricare il barile su Prefettura e Polizia, quasi come se la sicurezza e il decoro urbano non fossero compiti di chi gestisce il Comune. Chi amministra dovrebbe avere il coraggio di affrontare a viso aperto le problematiche, assumendo iniziative concrete anziché trincerarsi dietro le competenze altrui.
L’appello che si leva è un invito diretto a sindaco e assessori: abbandonate l’arroccamento sulle vostre fresche e tranquille colline spezzine. Venite in centro la sera a rendervi conto di come si è trasformata la città, invece di ignorare le dinamiche di un territorio che non frequentate nelle ore critiche. Una città viva e turistica è un obiettivo condivisibile, ma deve rimanere compatibile con la vivibilità di chi ci abita.
In vista delle prossime tornate elettorali, sorge spontaneo un auspicio ironico ma non troppo: nella composizione delle liste si valuti attentamente anche il luogo di residenza dei candidati. Forse, inserire esponenti che provengono dal centro cittadino aiuterebbe la futura amministrazione a ritrovare la vista, portando sui banchi della politica persone davvero consapevoli di cosa significhi vivere, oggi, alla Spezia”.
Paolo Messuri – ex consigliere comunale



