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Anniversario Avis Santo Stefano, Battistini: “No alla messa in sala consiliare, calpesta principio laicità istituzioni”

“Domenica 14 giugno in occasione dei festeggiamenti per la ricorrenza del sessantesimo anniversario della fondazione dell’Avis di Santo Stefano Magra, che colgo l’occasione per ringraziare dell’importante lavoro che svolge sul territorio, è prevista anche la celebrazione della santa messa nella sala del consiglio comunale. Sia chiaro, non é assolutamente mia intenzione criticare in alcun modo la scelta di Avis che penso sia liberissima di praticare per l’occasione anche un rito religioso, ma ritengo un fatto molto grave che la sindaca (Paola Sisti, ndr) ne abbia autorizzato lo svolgimento all’interno della sede istituzionale per eccellenza del nostro comune”. Lo dichiara in una nota Eva Battistini, consigliera comunale santostefanese di Rifondazione comunista.

“La laicità delle istituzioni é un principio supremo dell’ordine costituzionale, che in questo caso viene palesemente calpestato. La sala consiliare deve essere utilizzata per scopi istituzionali, amministrativi o per iniziative culturali e sociali aperte a tutti, senza ledere il principio di uguaglianza dei cittadini non credenti o di fedi diverse – afferma ancora la consigliera di maggioranza -. Utilizzare la sala consiliare per una funzione religiosa subordina la natura pubblica del luogo a un culto specifico facendo venire meno quanto garantito dalla Costituzione che stabilisce che la pubblica amministrazione deve garantire equidistanza e imparzialità a tutte le confessioni religiose. La sede del consiglio non è e non deve trasformarsi in un luogo di culto, non si può confondere la sfera religiosa con quella pubblica e istituzionale”.

“Per queste ragioni, nel prendere la mia più totale distanza dall’autorizzazione per la celebrazione della santa messa in sala consiliare, rinnovo alla sindaca la richiesta, ad oggi a me rifiutata, di tornare a riflettere sulla sua decisione e, se per motivi logistici Avis ha difficoltà a far praticare il rito in chiesa, di trovare una soluzione alternativa sulla location”, conclude l’esponente di Rifondazione.