Presidente del Parco del Magra
|Vallestrieri, Landini: “Norme sono chiare: difficile considerare compatibile realizzazione di 24 edifici in un habitat di rilevanza europea”
“In generale avere visioni diverse è fisiologico e anche salutare, ma non è questo il punto. Ritengo che in questo caso le norme in materia ambientale siano chiare; certo è necessario possedere le competenze adeguate per interpretarle correttamente e saper leggere il territorio insieme alle risorse ambientali che esso offre alla collettività; diversamente il confronto rischia di trasformarsi soltanto in sterile polemica”. Si apre così la replica di Eleonora Landini, presidente uscente del Parco di Montemarcello, Magra e Vara, a un recente intervento Pietro Tedeschi, ex presidente dell’ente; il tema è quello del Piano urbanistico operativo presentato da una realtà privata per l’area collinare lericina di Vallestrieri. “Se prima dell’approvazione del nuovo regolamento europeo sul ripristino della natura la cosiddetta ‘discrezionalità tecnica’ poteva, in alcuni casi, consentire interpretazioni differenti, oggi i contenuti della norma sono molto chiari: mantenere in buono stato gli habitat naturali conservati, ripristinare quelli degradati, garantire il consumo netto di suolo pari a zero fino al 2030 e, dal 2031, avviare processi di recupero del suolo già consumato – prosegue Landini -. Alla luce di questo quadro normativo, ritengo difficile considerare compatibile la realizzazione di 24 edifici all’interno di un bosco classificato come habitat di rilevanza europea; il recupero dei ruderi, data la loro consistenza, configura di fatto, dal punto di vista dell’impatto ambientale, nuove costruzioni. Il bosco esiste, si è evoluto naturalmente, si trova in un ottimo stato di conservazione, svolge pienamente le proprie funzioni ecologiche ed è già oggi fruibile da tutti. Insomma, non stiamo parlando di una landa degradata da ‘salvare’ con il cemento. Ritengo comunque poco utile proseguire il dibattito quando le visioni sul ruolo e sulle finalità di un Parco risultano così profondamente differenti. Del resto, sia la visione dell’ex presidente, il cui incarico si è concluso ormai cinque anni fa, sia la mia, che terminerò tra un mese, hanno inevitabilmente un rilievo limitato rispetto al futuro dell’ente. Sarà infatti il nuovo presidente, a partire dal prossimo 1° luglio, a guidare il Parco con le proprie competenze e sensibilità”.
“Comprendo che l’ex presidente si chieda perché non si sia giunti alla conclusione del nuovo Piano integrato del Parco – afferma ancora la presidente -. Le motivazioni sono state riportate in un atto deliberativo del Consiglio dell’ente regolarmente pubblicato. Allo stesso modo, al nostro insediamento nel luglio 2021, ci siamo interrogati sulle ragioni per cui la precedente governance non avesse avviato, nei due anni e mezzo precedenti, alcuna delle attività necessarie alla redazione del nuovo Piano, nonostante fosse disponibile dal 2019 uno specifico finanziamento regionale pari a 220 mila euro. Altri enti beneficiari dello stesso finanziamento hanno invece portato avanti il lavoro anche durante l’emergenza Covid”.
“Resta comunque un dato concreto e forse meno rumoroso delle polemiche: nel percorso avviato per il nuovo Piano sono stati elaborati i quattro Piani di gestione delle 4 Zone speciali di conservazione, dai quali sono scaturite le nuove Misure di conservazione oggi pienamente valide ed efficaci, poiché approvate da Regione Liguria dopo il confronto con il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Un risultato importante, che chi conosce la materia e il quadro normativo può comprendere pienamente”, conclude Landini.







