La chiesa di San Lorenzo in corsa ai Luoghi del cuore Fai: “Un simbolo del territorio che rischia di scomparire”
C’è anche la chiesa di San Lorenzo, edificio medievale che sorge isolato tra i boschi del Caprione, tra i beni che partecipano all’annuale censimento “I luoghi del cuore”, promosso dal Fai – Fondo per l’ambiente italiano. Un candidatura pubblicamente lanciata stamani a Villa Rezzola (bene Fai), a Pugliola, dalla Fondazione Pro Monte Caprione – affiancata dalla delegazione Fai spezzina -, ch intende realizzare un progetto di salvaguardia del sito, al quale certo farebbero gioco le risorse messe sul tavolo dal censimento Fai, che, oltre a premiare i primi tre beni classificati, dedica altresì un bando per possibili contributi (fino a 50mila euro) a quelli che raggiungeranno i tremila voti (San Lorenzo ha ad ora varcato i 500 ed è attorno alla ventesima posizione su scala nazionale).
“Il nostro è un progetto di studio e recupero della chiesa, diroccata e abbandonata da secoli, esistente da mille anni e forse più. Vogliamo fare il possibile per trovare i finanziamenti e le forze per indagarla e consolidarla, senza mutarne il fascino. Un grande risultato avere avuto la possibilità di inserirla nel censimento de I Luoghi del cuore. Un ringraziamento al Fai e a tutti gli altri enti che ci stanno supportando e alla famiglia De Biasi, che ci ha donato il bene”, ha detto Attilio Bencaster, presidente della Fondazione Pro Monte Caprione, aprendo l’iniziativa di fronte al pubblico raccoltosi presso Villa Rezzola, per la quale ha portato un saluto la responsabile Chiara Allegri. “Mi fa piacere essere qua oggi a dare un imprimatur a un’iniziativa molto bella, in un luogo meraviglioso. Non possiamo fare altro che dire grazie a tutti quelli che credono nel nostro bellissimo territorio”, ha detto Marinella Caporuscio Curre, capo delegazione del Fai spezzino. “Ringraziamo realtà come la Fondazione Monte Caprione, che colgono e capiscono l’opportunità che I Luoghi del cuore rappresentano per valorizzare un luogo, fare sapere che esiste, che ha un’identità e un valore, e che c’è una comunità che gli riconosce un significato non solo culturale ma anche affettivo”, ha aggiunto, sempre per il Fai, Emanuele Costamagna, responsabile regionale del ‘I Luoghi del cuore’, iniziativa che, ha sottolineato, “non è una gara dove uno vince e gli altri perdono: si può davvero vincere tutti, perché l’obiettivo è far sapere a tutti che questi luoghi esistono e hanno un valore. Quindi, se dalla provincia ne emergeranno altri, non dovrannno essere visti come concorrenti, ma come partner”.

Ha poi preso parola il presidente onorario della Fondazione, Pietro Tedeschi, ex presidente del Parco di Montemarcello, Magra e Vara, dando lettura di un messaggio trasmesso dal presidente della Provincia Pierluigi Peracchini: “La Provincia della Spezia aderisce con convinzione a questa importante iniziativa”, dice Peracchini, che definisce il progetto della Fondazione “fondamentale perché consente a un luogo significativo della nostra provincia di essere ulteriormente conosciuto dalla cittadinanza e dai turisti”; con Tedeschi che ha poi evidenziato “il grande lavoro svolto in questi anni per far sì che fosse possibile – prima per l’associazione, poi per la fondazione – occuparsi del Monte Caprione, un importante patrimonio storico-culturale”. “Il Fai è una realtà fondante della conservazione e della promozione della nostra identità nazionale, europea e occidentale – dichiarato il sindaco lericino Leonardo Paoletti -. Sono sempre stato entusiasta della presenza del Fai e sono entusiasta delle persone che hanno realizzato il sogno di avere una fondazione che si occupa dei valori storici e umanistici che hanno consolidato il nostro modo di vivere e pensare. Chiudo la mia esperienza da sindaco con questo regalo enorme: una fondazione che è stata in grado di assumersi la responsabilità di difendere un simbolo importante e pieno di significati”. Parola quindi a Joshua Pagano, vice presidente della fondazione: “La chiesa di San Lorenzo credo rappresenti il simbolo principale del territorio Caprione, un territorio agrario innanzitutto – e un territorio unico, in cui c’è ancora tanto da scoprire. La chiesa però rischia di scomparire. La vegetazione cresce dentro le murature, le radici spingono tra le pietre, l’acqua penetra nelle crepe. Alcune parti sono già crollate. I rilievi tecnici parlano chiaro: senza interventi urgenti, potrebbe andare perduta per sempre”, ha osservato Pagano. “Tre anni fa abbiamo cominciato una attività di sensibilizzazione sulla presenza del bene e sul fatto che sta crollando, con inziative come visite guidate e convegni – ha detto ancora a CdS -. Ora come fondazione abbiamo in programma una serie di attività: le più urgenti sono la messa in sicurezza e il consolidamenteo strutturale di ciò che rimane ancora in piedi. Parallelamente intendiamo condurre indagini archeologiche, perché dobbiamo restituire la verità al bene. E poi, una volta completate queste fasi, vorremmo riattivare il bene per l’intera comunità, ad esempio con attività ed eventi culturali”. Pagano delinea anche quello che potrebbe essere un importo di massima per concretizzare i programmi dellla fondazione per l’antica chiesa – “Con 200mila euro la salviamo sicuramente” – e la meta auspicata nell’ambito del censimento Fai: “Abbiamo bisogno di almeno tremila voti per entrare nella graduatoria finanziabile”.










