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25-29 maggio
|Sarà stop del trasporto merci, Cna e Confartigianato spezzine: “E’ un atto di sopravvivenza, lavorare in perdita non è più possibile”
È ufficiale: Unatras, l’associazione nazionale che riunisce una serie di rappresentanze datoriali dell’autotrasporto ha proclamato il fermo dei servizi di trasporto merci dal 25 al 29 maggio prossimi. “Una decisione sofferta, ma necessaria a fronte del perdurare della mancanza d’ascolto da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alle istanze di un comparto in crisi sistemica, aggravata dagli ultimi provvedimenti governativi che hanno reso l’attività d’impresa non più sostenibile”, dicono congiuntamente Cna Fita e Confartigianato Trasporti, che fanno parte di Unatras.
“Parliamo in questo caso del taglio generalizzato delle accise che ben poco ha inciso sulla collettività, visto che è davvero risibile e, oltretutto, a tempo ma che, di fatto, ha privato i bilanci aziendale di liquidità vitale – affermano in una nota il presidente di Cna Fita La Spezia, Pierluca Mainoldi, e il presidente di Confartigianato Trasporti La Spezia, Stefano Ciliento -. La nostra non è una scelta di comodo ma un atto di sopravvivenza: lavorare in perdita non è più possibile e il silenzio assordante delle istituzioni ci costringe a questa drastica decisione. Eppure, noi siamo essenziali per il Paese, se spegniamo i motori all’interno dei nostri piazzali le conseguenze saranno evidenti. Il nostro gesto vuole essere un messaggio concreto e potente rivolto alla politica, alle istituzioni e alla società tutta”.
“La nostra sarà una protesta ordinata, non serviranno manifestazioni o blocchi del traffico, parlerà per noi la nostra assenza dalle strade e poi, purtroppo per i tanti cittadini, la mancanza di merce sugli scaffali – proseguono Mainoldi e Ciliento -. Ci auguriamo che le imprese rispondano compatte perché in questo momento siamo messi a durissima prova dai rincari del carburante che gravano per oltre 1.000 euro al mese su ogni mezzo pesante, un costo che, visto il clima internazionale, è destinata a durare. Le aziende non hanno più la forza di sostenere questi aggravi e il rischio di chiusura è alle porte, con conseguenze anche per migliaia di autisti senza più lavoro e impossibilità di soddisfare la richiesta di servizi di trasporto”.






