Logo

Temi del giorno:

Atc, sindacati all’attacco: “Numeri aziendali fuori dalla realtà: il servizio regge su straordinari e riposi saltati”

“Leggendo le recenti dichiarazioni sulla stampa del direttore generale di Atc, Massimo Bellavigna, si ha l’impressione che esistano due aziende diverse: quella descritta negli uffici della dirigenza e quella che i lavoratori vivono ogni giorno sulla strada. Il direttore ha snocciolato una sequenza di cifre su organico e straordinari che ci ha lasciato sbalorditi; non sappiamo bene da quale “cilindro” siano usciti questi numeri, ma una cosa è certa: la realtà dei fatti racconta tutta un’altra storia”. Lo affermano in una nota stampa le segreterie e le Rsa dei sindacati Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl e Cobas di Atc Esercizio, commentando le dichiarazioni rese dall’amministratore delegato nel corso della commissione consiliare di giovedì pomeriggio.

“Partiamo dall’organico. Da documenti interni ad Atc ai quali possiamo accedere senza dover chiedere autorizzazioni alla direzione ci risultano 281 autisti dei quali 13 stanno ancora frequentando il corso per conseguire la patente, di conseguenza saranno forse autisti nel prossimo futuro (scriviamo forse perché quando si scontreranno con la vita lavorativa quotidiana il numero presumibilmente diminuirà), arriviamo così alla cifra di 268, da questa andrebbero tolti ancora gli autisti che non possono guidare per motivazione di carattere medico e messi a fare altri lavori anche per mesi, siamo magnanimi e non li contiamo, ma dobbiamo tenere conto che il nostro – ricordano le cinque sigle di categoria – è un lavoro usurante, l’età pensionabile è stata prolungata e lo stato di salute dei colleghi sarà sempre di più impattante. Il problema, però, non è solo una questione di tabelline sbagliate. Il punto è che l’azienda si ostina a voler garantire un servizio tarato su 300 autisti avendone quasi 40 in meno. Il risultato? Un sistema in costante stato di emergenza che costringe gli autisti a pesanti straordinari e slittamenti dei giorni di riposo, ma anche questo non è sufficiente a coprire il servizio e si ricorre a tagli pesanti, come quelli subiti dalla linea 3”.

Per Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl e Cobas anche il capitolo dello straordinario merita un approfondimento. “Sentirsi dire che la media pro-capite è di sole 2 ore e mezza ogni tre mesi fa quasi sorridere, se non fosse tragico. È una statistica che pecca di trasparenza: la dirigenza omette di dire che il servizio oggi sta in piedi solo perché i conducenti vengono richiamati sistematicamente durante il loro giorno di riposo per coprire turni interi. Non è uno straordinario occasionale, è una pressione strutturale che grava soprattutto sui nuovi assunti e su chi si sente “in dovere” di dare disponibilità per non far saltare le corse. I riposi – lamentano i sindacati – vengono spostati a piacimento dell’azienda per garantire le uscite, con il risultato che poi si negano le ferie domenicali perché “manca personale”. Dobbiamo essere onesti: non è solo “sottorganico”, è una vera e propria fuga. La carenza di autisti è un tema nazionale, certo, ma nel nostro territorio c’è un’aggravante locale: assistiamo a un esodo di professionisti con 10 o 15 anni di esperienza che scelgono di andare altrove, verso realtà dove il loro lavoro viene rispettato e valorizzato meglio”.

“A peggiorare il quadro c’è la gestione finanziaria. Il Comune della Spezia ha operato tagli da 500.000 euro annui (quasi 5 milioni sotto l’amministrazione Peracchini), a cui si somma lo spostamento di 1,5 milioni di euro di risorse operato dalla Regione Liguria a favore dell’azienda di Imperia nel 2024. Il Tpl spezzino – concludono Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl e Cobas – è stato ridotto all’osso da scelte sbagliate e reiterate nel tempo. È indispensabile agire sulla qualità di lavoro e di vita del personale, fermare “l’emorragia” e salvare il TPL, prima che sia troppo tardi, serve un cambio di rotta serio, il personale è stanco di pagare il prezzo di una pessima organizzazione sulla propria pelle ed ora che la proprietà e la dirigenza si assumano le proprie responsabilità”.

Diversa la posizione di Fit Cisl, che affida a una nota della segreteria provinciale la sua posizione. “La situazione del Trasporto pubblico nella provincia spezzina, senza la necessità di esasperare i toni, non è sicuramente delle migliori. Esiste realmente un problema di organico e di una gestione in particolare del personale neo assunto che va assolutamente rivista e su questo personale la richiesta di straordinario è estremamente eccessiva tenendo anche conto della poca esperienza di servizio. Vi è sicuramente un trend che sta portando ad una riduzione costante del personale autista e della manutenzione che se non verrà bloccato presenterà il suo conto, come già sta facendo. Serve assolutamente come denunciamo da tempo un miglioramento delle condizioni lavorative e salariali dei lavoratori di Atc. Per quanto riguarda il cambio di gestione del subappalto come organizzazione sindacale vogliamo solo evidenziare il fatto che siamo stati costretti ad aprire le procedure di raffreddamento per tutelare i nostri iscritti, e le continue penali che Atc commina alle società dell’Ati sono la dimostrazione di una situazione problematica. Per concludere serve un ripensamento del servizio di Trasporto pubblico locale dello Spezzino che può solo passare attraverso un aumento delle risorse. Lunedì in Regione ci sarà un incontro tra sindacati, Province e aziende per un confronto sulla crisi del settore ed è importante che il nostro territorio sia tutelato”.