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Ponte, via libera a Santo Stefano al passaggio di due strade alla Provincia: “Non concederle significa non usare i 30 milioni”

Dopo l’ok in Provincia, anche il Consiglio comunale di Santo Stefano Magra ha approvato il protocollo tra ente provinciale e Comune valligiano per il passaggio a Via Veneto di tratti di due arterie comunali – le vie Togliatti e Arenelle – e la connessa realizzazione di opere di collegamento del nuovo ponte sul Magra (tra Santo Stefano e Ceparana) con la viabilità locale santostefanese. “Questa è la prima delibera propedeutica a dare il via alla progettazione e poi ai lavori inerenti i 30 milioni destinati da Concessioni del Tirreno a Santo Stefano nell’ambito dell’intesa con Provincia e Regione siglata nei mesi scorsi, finalizzati a messa in sicurezza e realizzazione di opere lungo le vie Togliatti e Arenelle, considerate di collegamento al ponte. La Provincia (individuata quale soggetto beneficiario e attuatore degli interventi, ndr), come il Comune, può spendere solo su strade di sua proprietà, è quindi necessario dargliele in carico”, ha detto la sindaca Paola Sisti, che ha definito i 30 milioni “una vittoria trasversale ottenuta grazie all’impegno di tutti”. Per quanto riguarda la progettazione “la costruiremo insieme alla Provincia – ha aggiunto la prima cittadina Pd -. Dovremo decidere cosa fare in modo da rendere il quartiere (siamo nella zona della Macchia, ndr) più vivibile e alleggerire i disagi. Dobbiamo realizzare tutto in cinque anni, durata della concessione messa a gara”. La sindaca ha altresì detto che, “da Codice della Strada, il Comune manterrà sulle due strade potere di ordinanza”, riferendo inoltre di ritenere che, “una volta fatti i sopralluoghi, i funzionari della Provincia abbiano capito che l’ordinanza di divieto relativa ai mezzi pesanti abbia fondamento e non abbiano quindi nessuna intenzione di toglierla”.

Microfono poi al consigliere di opposizione Emanuele Cucchi. “Comprendo l’importanza della convenzione, ma ho delle perplessità: concedere le strade alla Provincia da un certo punto di vista ha dei vantaggi, pensiamo alle spese per la manutenzione; ma nel caso – e saranno strade molto trafficate – non vengano tenute come si deve? Qualora l’ente tra dieci anni sia inadempiente? Il Comune rimane inerme, se non per la possibilità di segnalare criticità”, ha affermato il rappresentante di Fratelli d’Italia, che sceglierà l’astensione. Si esprimerà invece in modo contrario, divergendo dalla maggioranza di cui fa parte, Eva Battistini. La consigliera ha esordito richiamando una sua mozione di un anno e mezzo fa: “Approvando quel documento ci eravamo impegnati a non assumere decisioni vincolate alla firma del protocollo d’intesa del Piano strategico infrastrutturale di Confindustria, all’interno del quale il lotto 2 – che prevede una sopraelevata da via Arenelle a via Bertoni – non veniva preso in considerazione, ma si prospettava un adeguamento di via Arenelle, con rifacimento del cavalcavia autostradale, costo stimato 4 milioni, e la realizzazione di una rotatoria, costo 2 milioni. Di qui il ragionamento, visto lo studio di Confindustria, unito alle dichiarazioni dell’assessore Giampedrone – che aveva detto che il ponte sarebbe stato aperto al traffico al netto della realizzazione del lotto 2, poggiando sulla viabilità esistente -, per il quale appunto il lotto 2 sarebbe stato sostituito da un intervento che è quello che stanno per fare oggi; e nella progettazione di Confindustria c’era anche il progetto del bypass di Santo Stefano, che guardacaso si andava a collegare a pennello con via Arenelle nella zona dove venivano previsti rifacimento del cavalcavia e rotonda. Ecco, come ricordato con quella mozione ci eravamo impegnati a non assumere decisioni vincolate alla firma del protocollo e perché quanto ho descritto non si attuasse”, ha detto l’esponente di Rifondazione comunista. “Quello per cui siamo ora tanto contenti è ciò contro cui ci siamo sempre battuti. Questo Consiglio è stato unito perché si è battuto per il lotto 2. Invece l’unico vero risultato portato a casa è il lotto 0, un grande risultato che però non riguarda direttamente la zona che riceve il traffico legato al ponte”, ha aggiunto Battistini. “Sono contenta anch’io dei 30 milioni ma se il rifacimento del cavalcavia e la rotatoria costano 6 milioni, cosa facciamo con il resto? Sono tanti soldi e, se sono vincolati alle due vie, mi vengono tante domande. La politica a volte prende decisioni immediate, invece bisogna avere uno spettro più ampio, capire magari che quello fai oggi ti si ritorcerà contro domani”, ha proseguito, dicendosi inoltre convinta che “un’altra strategia si potesse trovare e che avremmo potuto continuare ad opporci, insistendo per il lotto 2”, con la convinzione che “una volta spesi 30 milioni sulla viablità esistente la sopraelevata non sarà mai fatta”. Da Battistini perplessità anche sul potere di ordinanza sulle due vie una volta passate alla Provincia: “A quanto detto in commissione, su via Arenelle non lo avremo; resterà su via Togliatti, sentito però il parere dell’ente gestore. E non abbiamo la garanzia che l’attuale ordinanza di divieto nei confronti di mezzi pesanti resti in vigore”.

L’ordinanza sui mezzi pesanti è stata essenziale perché senza probabilmente non saremmo neanche a discutere di un risultato che porta sul territorio un investimento infrastrutturale di 30 milioni. Il ponte, piaccia o meno – e abbiamo tanti motivi per non farcelo piacere – ce lo abbiamo, ci troviamo perciò in una situazione difficile da governare con gli strumenti di un Comune. Il problema quindi andava affrontato: di lì è iniziato un percorso con la Provincia, di confronto e anche scontro istituzionale”, ha detto il vice sindaco e assessore Jacopo Alberghi, per il quale “con i 30 milioni sarà eseguito un intervento che non potrà che essere totalmente risolutivo”. Quindi sul passaggio delle tratte a Via Veneto: “Ci è sempre stato rappresentato – il riferimento è l’art. del Codice della Strada – come una acquisizione necessaria in relazione alle mutate caratteristiche delle arterie. La Provincia dovrà mantenerle a regola d’arte; noi avremo comunque un dovere di vigilanza, contestando eventuali problematiche; abbiamo già situazioni del genere, pensiamo alla Cisa che è di Anas”. Alberghi ha altresì osservato che “gli interventi che saranno realizzati con i 30 milioni, per come descritti, non saranno esclusivamente improntanti a un funzionamento industriale o commerciale, ma avranno anche una grossa parte tesa a dare risposte ai cittadini con tutte le necessarie opere di sicurezza e mitigazione”. Poi un passaggio sull’ordinanza anti-tir, oggetto di un ricorso della Provincia: “Spero che se tutto va come deve andare, se quindi la strada verrà adeguata, ci sia anche la possibilità di una cessata materia del contendere. Un contenzioso è sempre un contenzioso”. Dalla giunta ecco anche l’intervento dell’assessore Gionni Giannarelli. “Ci siamo raccomandati presso i tecnici della Provincia: rotonde, mitigazione, messa in sicurezza della zona abitata”, ha riferito in un passaggio in merito a progettazione e futuri interventi. “I 30 milioni sono tanti, mi auguro si possano fare tantissime cose, attraverso le quali tutta la provincia e tutta la politica provinciale possano ‘chiedere scusa’ a quel territorio in relazione all’accanimento che lo ha caratterizzato”, ha aggiunto.

Tornando ai banchi dell’opposizione, sarà favorevole il voto della consigliera Eleonora Aiesi: “Il Consiglio finora è stato e unito e abbiamo raggiunto il risultato di portare a casa questi soldi per provare a sistemare le condizioni in cui versa quella zona. Astenermi o votare contro sarebbe andare contro me stessa. Voglio fidarmi anche io delle istituzioni”, ha detto l’esponente della Lega. Contrario invece il pronunciamento dell’altro consigliere di opposizione presente, Luciano Mondini di Italia viva, che, presa la parola, ha semplicemente espresso consonanza con l’intervento della consigliera Battistini e ha annunciato il suo no.

“Mi spiace si sia un po’ perso lo spirito costruittivo con cui abbiamo affrontato il tema in precedenza – dirà poi Sisti in un secondo intervento -. Non dare le strade alla Provincia significa non usare i 30 milioni. Da opposizione ci si può permettere di farlo, come maggioranza e sindaco no. Se la Provincia avrà cura o no delle strade? Il dubbio ce l’ho anch’io. Tant’è che la prima cosa che ho chiesto è se abbiamo potere d’ordinanza – e come detto lo abbiamo -, ma per essere tranquilli l’ho fatto riportare anche nella delibera; perché in questo momento il primisssimo obiettivo è impedire il passaggio dei tir, in quanto la viabilità non è adeguata. Ad ogni modo mi voglio fidare di un’altra istituzione, a prescindere dal colore politico: se la Provincia mi dice con atti pubblici che mi destina 30 milioni, che facciamo il progetto e che miglioriamo la situazione, io mi fido, come mi fido e mi voglio fidare quando dicono ‘non rinunciamo al lotto 2, però oggi è questo che possiamo fare’; perché hanno sbagliato la programmazione in passato? Sì, e ce lo siamo detti innumerevoli volte. Ma se oggi non diamo le strade alla Provincia facciamo un danno inenarrabile alla comunità”.
Infine la votazione, con l’atto approvato col voto favorevole della maggioranza di centrosinistra (eccezion fatto per il no di Eva Battistini) e della Aiesi, l’astensione di Cucchi e il no di Mondini.