Logo

Temi del giorno:

Aree militari, Franciosi: “Montagna, Falcomatà e Cadimare, ultimi accordi utili li fece il centrosinistra”

L’attacco della presidentessa provinciale di Italia Viva: “Non si capisce cosa manchi a questa amministrazione di centrodestra per interloquire con il Ministro della Difesa, passaggio sempre cruciale, né per quale motivo a tal fine non siano riuscite ad adoperarsi le parlamentari Gagliardi e Frijia che si sono succedute, come l’assessore Cimino, nell’adempimento di una vuota forma anziché di un incarico all’indirizzo della collettività”. 

“E’ necessario intervenire sulla polemica che riguarda le aree militari per restituire un minimo di verità ai fatti storici e prendere tristemente atto delle dichiarazioni che ogni giorno rilascia l’assessore Cimino. L’ultima stagione del centrosinistra è la stagione dei grandi accordi con Marina Militare”. Così Antonella Franciosi, presidente provinciale di Italia Viva s’inserisce nel corposo dibattito sulle aree militari che ha acceso questi primi giorni di maggio, rivendicando il lavoro passato: “E’ in seguito a questi – continua l’avvocatessa spezzina – che la città ha potuto utilizzare pienamente il campo sportivo Montagna e ampliare l’Università nei locali dell’ex ospedale Falcomatà. Questi accordi hanno avuto, a tutti gli effetti, la capacità di restituire a una fruizione pubblica due aree decisive anche se con una destinazione specifica. Oggi le società sportive hanno una pista per l’atletica ed è stato ripristinato un grande polmone verde alle porte del centro storico destinato a tutti coloro che amano fare sport. Sull’ampliamento dell’Università, sulla sua importanza, c’è ben poco da spiegare siccome risulta uno dei progetti più riusciti nella storia recente della città”.

“Con Aereonautica, a Cadimare, – prosegue Franciosi – si è liberata l’area della vecchia lavanderia che ha permesso un importante sfogo alla piazza principale, spazio oggi trasformato grazie ai soldi del Pnrr, comunque risultato del primo accordo che si sia potuto fare con quella Forza Armata. Certamente accordi complicati vanno gestiti e possono essere ridiscussi ma il punto politico è che la stagione del centrodestra ha lasciato tutto fermo all’ultimo giorno della giunta Federici. A dimostrazione, vale la pena ricordare che rimane inesplorata una seconda fase di negoziazioni sull’Arsenale, che ben avrebbe dovuto riguardare, ad esempio, l’area di parcheggio all’altezza di Piazza del Mercato e, più ambiziosamente, la striscia a ridosso delle mura storiche – che non ha destinazione militare salvo un capannone – e, naturalmente, l’occasione perduta dello spazio a mare di fronte a Marola”.

“Rispetto a questa ultima si è sempre detto che i costi sarebbero stati troppo alti, ma le soluzioni che, al tempo, l’accordo prospettava erano destinate a risolvere il problema dell’accesso allo spazio a mare per la cittadinanza senza compromettere la sicurezza dell’area militare. Francamente sconcerta che non ci si sia resi conto che questo problema era già stato affrontato senza troppi irrigidimenti considerando le barche civili che sono sempre state raggiunte, ogni giorno, da marolini e Lega Navale. Il fatto è che i problemi non finiscono quando si diventa assessori coronando un sogno, semmai iniziano e poi vanno risolti o almeno affrontati con l’unica moneta che non è mai passata di corso nella civiltà occidentale: le buone idee. Infine, non si capisce cosa manchi a questa amministrazione di centrodestra per interloquire con il Ministro della Difesa, passaggio sempre cruciale, né per quale motivo a tal fine non siano riuscite ad adoperarsi le parlamentari Gagliardi e Frijia che si sono succedute, come l’assessore Cimino, nell’adempimento di una vuota forma anziché di un incarico all’indirizzo della collettività”.