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Vallestrieri, Lerici Domani: “Sospendere iter”. Europa Verde: “Critiche Landini chiare e fondate”. Pd: “Ci sia coerenza tra decisioni di oggi e futuro Piano del Parco”

Critiche dal versante del centrosinistra all’approvazione del protocollo d’intesa tra il Comune di Lerici e Parco Montemarcello, Magra e Vara relativo al Puo (Piano urbanistico operativo) presentato per Vallestrieri. La lista Lerici Domani, attraverso la sua candidata sindaca Aurora Minichini, in una nota esprime “ferma opposizione all’approvazione del protocollo”, varato dal Consiglio direttivo dell’ente Parco con il voto favorevole dei quattro consiglieri e il pronunciamento contrario della presidente Eleonora Landini. “Consideriamo questo atto politicamente inopportuno e tecnicamente lacunoso. Un protocollo ‘al buio’ su dati incerti – afferma Minichini -. L’approvazione è stata definita un ‘atto dovuto’, ma come si può sottoscrivere un impegno istituzionale su un progetto i cui parametri urbanistici sono del tutto incerti? Il protocollo si basa su un Puo che dichiara di voler ampliare volumi esistenti del 10% senza però conoscere la reale consistenza di tali superfici, ammettendo persino l’impossibilità di individuare alcuni ruderi a causa della vegetazione infestante. Approvare un protocollo in queste condizioni significa firmare una ‘cambiale in bianco’ a favore di un privato, a scapito della certezza del diritto e della tutela del territorio”.

“È gravissimo che il protocollo faccia riferimento al Piano del Parco del 2001, uno strumento ormai obsoleto che non recepisce le normative europee sulle Zone speciali di conservazione (Zsc) istituite successivamente. Tutto avviene mentre è in corso la redazione del nuovo Piano integrato del Parco, che prevede per Vallestrieri una classificazione di massima tutela come Riserva generale orientata. L’amministrazione accelera su un protocollo basato su vecchie ‘Aree di Sviluppo’. Perché questa fretta di blindare un accordo prima che le nuove e più rigorose tutele ambientali divengano operative?”, afferma ancora Minichini a nome della lista. “Non possiamo non stigmatizzare il voto favorevole espresso in sede di Consiglio del Parco dal sindaco di Lerici sul protocollo di un progetto già adottato dalla sua stessa giunta – prosegue la nota -. Una sovrapposizione di ruoli che, seppur formalmente permessa, svuota di senso la dialettica tra enti controllori e controllati. Grave la messa in minoranza della presidente Eleonora Landini, di cui sosteniamo con forza la posizione, l’unica ad aver espresso voto contrario denunciando il rischio di una ‘trasformazione sostanziale’ del contesto ambientale mascherata da recupero edilizio. Il protocollo d’intesa non deve essere il grimaldello per aggirare le tutele ambientali”. Minichini e Lerici Domani chiedono infine “fermamente” che “l’iter venga sospeso in attesa della stesura del nuovo Piano integrato del Parco, per garantire coerenza con le attuali direttive di conservazione; il progetto venga sottoposto a Vas (Valutazione ambientale strategica) ordinaria, data la presenza di habitat prioritari nella Zsc che il protocollo non sembra tutelare adeguatamente; venga fatta immediata chiarezza sulla superficie utile reale, senza la quale ogni protocollo o autorizzazione risulta privo di legittimità”. Il gruppo conclude inquadrando Vallestrieri come “un patrimonio della comunità che merita una pianificazione trasparente e moderna, non accordi basati su norme del passato”.

Nel dibattito entra anche Europa Verde – Avs La Spezia, che in una nota esprime “contrarietà a un intervento che torna a proporre trasformazioni edilizie in un contesto boschivo naturale di grande valore”. La forza politica va quindi a quanto accaduto in Consiglio di Parco. “Le critiche espresse dalla presidente Landini sono chiare e soprattutto fondate su competenze tecnico-scientifiche che non possono essere ignorate — affermano Giovanni Cortellezzi e Caterina Truppa, co-portavoce provinciali di Europa Verde —. Landini, biologa e figura con esperienza diretta in ambito ambientale e di tutela della biodiversità, è l’unica tra le voci istituzionali intervenute ad avere un profilo tecnico e scientifico. È quindi la figura più autorevole e competente per valutare, nel merito, l’impatto di un intervento come quello proposto. La presidente ha ricordato un punto centrale: l’area ricade in una Zona speciale di conservazione e ciò comporta vincoli e responsabilità precise. Non si tratta di opinioni politiche o di ‘sensibilità ambientalista’: si tratta di norme, habitat, biodiversità e tutela di un territorio fragile”. Per Europa Verde poi “ancora più grave è che questo progetto venga giustificato richiamandosi a un Piano del Parco approvato nel 2001, ormai evidentemente datato e superato rispetto alle trasformazioni ambientali e normative intervenute negli ultimi vent’anni”. Per la forza politica “la migliore azione che l’uomo possa compiere oggi per valorizzare contesti come Vallestrieri è semplice ma fondamentale: lasciare sviluppare la natura, proteggerla, monitorarne lo stato di salute e rafforzarne la funzione di presidio climatico e ambientale” e “valorizzare Vallestrieri significa promuovere un rapporto rispettoso con la natura, anche attraverso percorsi di fruizione sostenibile e turismo lento, non inseguire trasformazioni invasive”.

Sul tema interviene anche il Partito democratico con una nota di segreteria provinciale e Forum ambiente Pd. “Un voto che divide e che ha visto contraria la stessa presidente del Parco, Eleonora Landini, che ha sollevato questioni di merito che non possono essere liquidate con superficialità”, dicono i Dem sul recente pronunciamento del Consiglio dell’ente. “Per Vallestrieri serve una scelta chiara: o si tutela davvero un’area di grande valore ambientale, oppure si apre la strada a una trasformazione che rischia di comprometterla in modo irreversibile. Noi stiamo dalla parte di uno sviluppo che non consumi ciò che rende unico questo territorio, ma che lo valorizzi nel rispetto delle regole e dell’interesse collettivo – si legge ancora nel comunicato del Partito democratico -. Qui il punto è semplice, anche se si prova a renderlo complesso: il progetto viene presentato come recupero di 24 fabbricati storici, ma nella realtà parliamo in gran parte di ruderi — muri perimetrali senza copertura, abbandonati da oltre un secolo. Chiamarlo ‘recupero’ non cambia la sostanza della questione: siamo di fronte a un intervento che assume i tratti di una nuova edificazione dentro un contesto naturale protetto. Oltre 7 ettari dell’area ricadono in una Zona speciale di conservazione europea, dove la trasformazione del bosco è soggetta a vincoli stringenti. Il Piano del Parco utilizzato come riferimento risale al 2001, quindi precedente all’introduzione delle attuali tutele. Oggi però esiste un percorso di aggiornamento del Piano, basato su monitoraggi ambientali, che per Vallestrieri propone una classificazione più coerente con il valore ecologico reale dell’area. Viene quindi spontaneo chiedersi se sia sensato impegnare oggi il territorio su un protocollo che potrebbe risultare incoerente con la pianificazione in aggiornamento”. Quindi il Pd, osservato che “il sindaco di Lerici ha partecipato e votato in sede di Parco su un progetto già adottato dal Comune che guida, in una sintomatica sovrapposizione di ruoli”, chiede infine “massima trasparenza su ogni passaggio del procedimento; il pieno coinvolgimento della cittadinanza; una valutazione rigorosa e aggiornata degli impatti ambientali; coerenza tra le decisioni assunte oggi e il futuro Piano del Parco”, con la convinzione che “non si può decidere il futuro di un’area così delicata ignorando il contesto in cui si sta aggiornando la sua stessa pianificazione.
Vallestrieri non è un’area da ‘sbloccare’.
 È un bene comune da governare con responsabilità, non con fretta”.