Riomaggiore
|Franco Faggiani con “Una luce del primo mattino”, Beatrice Pera con “Bagliori”: nuovo appuntamento con “Castello di parole”
Torna a Riomaggiore la rassegna Castello di Parole, con appuntamento domenica 26 aprile alle 17.30, naturalmente al castello. Protagonisti gli autori Franco Faggiani e Beatrice Pera. Il primo, scrittore, giornalista, fotografo, presenterà Una luce del primo mattino, storia ambientata tra i boschi della Lunigiana e il mare, in cui una donna, Andina, dopo la morte del marito, si reinventa ambulante di libri. “È un romanzo che guarda alla nascita di un mestiere e di una comunità – quella dei librai itineranti – ma soprattutto alla capacità di trasformare una condizione di necessità in un’occasione di apertura, di incontro, di costruzione – si legge in una nota -. La luce del titolo non è solo quella dell’alba, ma quella di un inizio possibile, che si fa strada dentro una realtà aspra”. Beatrice Pera, viaggiatrice e tour leader, sarà invece al castello con Bagliori, suo romanzo d’esordio. Un volume che “si muove in un tempo presente e inquieto, dove i legami sono instabili, spesso dolorosi, eppure indispensabili – si legge ancora -. Camelia e Dalila – le due protagoniste – si incontrano e si scelgono, dando vita a un’amicizia intensa e contraddittoria, che ha la forza di una famiglia improvvisata. Qui la luce è a tratti accecante: non illumina una direzione, ma affiora a lampi, nei momenti in cui si tenta – anche sbagliando – di costruire un proprio posto nel mondo”. Faggiani e Pera dialogheranno con la sindaca di Riomaggiore Fabrizia Pecunia e con la giornalista Ornella D’Alessi.
“A unire i due libri non è solo la suggestione luminosa espressa in entrambi i titoli, ma un’idea più profonda: la possibilità di inventarsi una traiettoria, una strada da intraprendere – si osserva nella nota di presentazione dell’incontro -. Nei boschi dell’Appennino come nelle periferie emotive del presente, le protagoniste di questi autori si muovono in territori incerti, dove crescere significa attraversare la perdita, negoziare con le proprie fragilità e, soprattutto, trovare negli altri una forma di appoggio, anche temporanea.
“Castello di Parole si conferma uno spazio di confronto aperto, in cui la letteratura diventa uno strumento per interrogare il presente attraverso storie che, pur lontane tra loro, condividono la stessa domanda di fondo – dice la sindaca Pecunia -: da dove si riparte, quando tutto sembra mancare? Da un lato Franco Faggiani, con una scrittura che affonda nella memoria e nella lunga osservazione dei territori; dall’altro Beatrice Pera, che porta una voce più giovane, irrequieta e contemporanea. È proprio in questa distanza che si apre uno spazio fertile per la comunità: un dialogo tra generazioni che non contrappone, ma mette in circolo esperienze, fragilità e possibilità. Perché è nell’ascolto reciproco che si costruiscono nuove traiettorie condivise”.



