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Nautica e arsenale, Perotti: “Negli ultimi dieci anni nemmeno un metro quadrato ma ci sono 120 ettari disponibili”

Torna d’attualità il tema degli spazi per la nautica, con il settore che chiede nuove aree per sostenere crescita e competitività internazionale. Dal convegno sull’economia del mare promosso a Genova da Confindustria, il presidente e ceo di Sanlorenzo Massimo Perotti ha rilanciato la necessità di intervenire sull’utilizzo dell’Arsenale militare. Il distretto del “Miglio Blu” rappresenta uno dei poli mondiali dei superyacht ma negli ultimi dieci anni non ha registrato espansioni. Al centro del confronto anche il possibile equilibrio con il Polo nazionale della subacquea, guidato da Roberta Pinotti. La questione resta quindi politica e strategica per lo sviluppo industriale dello Spezzino.

Perotti ha ribadito che “la nautica è già decollata ma il problema non è tanto l’innovazione quanto gli spazi. Negli ultimi dieci anni nel porto di Spezia non si è dedicato un metro quadrato alla nautica”. Un limite che, secondo il manager, rischia di frenare un comparto già leader globale e fortemente orientato all’export. Ha quindi richiamato anche l’impatto economico e occupazionale sul territorio: “Quando ho comprato il cantiere alla Spezia c’erano 62 dipendenti in cassa integrazione. Dopo pochi anni oggi diamo da mangiare a mille persone al giorno. Il 90 per cento è composto da artigiani italiani che guadagnano più di tremila euro al mese. Siamo molto lontani dal salario minimo. Quando un dipendente guadagna tremila euro vuol dire che spende. Tutta l’area dello Spezzino ne gode. Chiedo ai politici di pensare al futuro”.

Il numero uno di Sanlorenzo ha quindi rilanciato la proposta sull’Arsenale: “Esistono 120 ettari disponibili nell’Arsenale della Spezia. Tutte le volte che parlo coi militari mi sembra di essere blasfemo a voler fare gli yacht in quegli spazi”. Pur riconoscendo il ruolo strategico della subacquea e delle attività legate alla difesa, ha invitato a una riflessione più ampia sull’equilibrio degli spazi: “Qualche anno fa nessuno avrebbe creduto alla grande espansione militare odierna, oggi la dobbiamo a Putin e Trump, ma noi vogliamo sperare, in futuro, di costruire tante navi militari o forse fare sempre più refitting degli yacht di cui siamo primi al mondo?. Abbiamo creato il Miglio Blu, non sto parlando soltanto di Sanlorenzo. Alla Spezia abbiamo anche Riva, Baglietto, Perini. Grandissimi nomi che esportano più del 90 per cento della produzione”. Da qui la proposta concreta: “Proviamo a spostare l’area di quasi 100mila metri quadrati sul mare con i moli all’interno dell’Arsenale e farla là la subacquea. Diamo alla nautica questi 100mila metri”. E l’appello finale alle istituzioni: “Noi abbiamo bisogno di spazi, non abbiamo bisogno di grande innovazione. I politici ci devono aiutare per smuovere qualcosa che continua a essere granitico e ferma la crescita dell’industria che è leader al mondo”.