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"La Spezia ha una vocazione naturale e già riconosciuta a livello internazionale"
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/Nautica e arsenale, Pld: “Pieno sostegno alle dichiarazioni di Perotti”
19 aprile 2026 | 18:07
Il Partito Liberale Democratico della Spezia con una nota esprime “pieno sostegno alle dichiarazioni di Massimo Perotti, che hanno il merito di riportare al centro del dibattito una questione decisiva: quale modello di sviluppo vogliamo per il sistema portuale ligure e, in particolare, per La Spezia”. “L’idea di una Liguria come “unico porto” – si legge – rappresenta una visione condivisibile solo se accompagnata da una chiara definizione delle vocazioni territoriali. Non si tratta di omologare, ma di integrare: Genova, Savona, Imperia e La Spezia devono essere parte di una strategia coordinata, capace di valorizzare le specificità di ciascun scalo.In questo contesto, La Spezia ha una vocazione naturale e già riconosciuta a livello internazionale: la nautica, la cantieristica di alta gamma, le tecnologie legate all’economia del mare e alla difesa. Non è un caso che l’Italia sia oggi leader mondiale nella produzione di yacht sopra i 24 metri, con oltre il 50% degli ordini globali concentrati nei cantieri italiani, e che la filiera della nautica da diporto generi decine di miliardi di euro di fatturato e occupi direttamente e indirettamente oltre 200.000 addetti. Si tratta di un ecosistema industriale unico, che genera occupazione qualificata, innovazione ed export, e che trova proprio nel distretto ligure e spezzino in particolare uno dei suoi principali poli di eccellenza. Tuttavia, questo potenziale è oggi limitato da una carenza evidente di spazi adeguati allo sviluppo. Per questo riteniamo centrale la riflessione proposta da Perotti sull’utilizzo delle aree strategiche oggi sottoutilizzate o inutilizzate, a partire da quelle dell’Arsenale militare e dalle aree ex industriali come il sito Enel. Si tratta di centinaia di ettari che, se recuperati con una visione moderna e sostenibile, potrebbero diventare il fulcro di una nuova stagione di crescita per il territorio.Non è più rinviabile una scelta politica chiara: continuare con una gestione frammentata e difensiva, oppure imboccare con decisione la strada dello sviluppo, puntando sui settori in cui La Spezia è già leader nel mondo. La competizione internazionale impone rapidità, programmazione e coraggio.Il PLD della Spezia ritiene che il futuro del porto non possa essere legato esclusivamente al traffico container, ma debba articolarsi in modo più equilibrato, rafforzando in particolare i comparti a più alto valore aggiunto come la nautica e l’industria del mare. Per questo chiediamo alle istituzioni locali, regionali e nazionali di aprire un confronto serio e operativo sul riutilizzo delle aree disponibili, coinvolgendo imprese, autorità portuale e forze sociali, con l’obiettivo di costruire una strategia condivisa di medio lungo periodo. La sfida è trasformare una visione in progetto. La Spezia ha tutte le carte per essere protagonista: ora servono decisioni”.
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