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Dal presidio di Levanto al nuovo Felettino, il Manifesto per la sanità: “Le comunità locali siano ascoltate”

Occhi puntati sui servizi sanitari tra Levanto e la Riviera. Il Manifesto per la Sanità Locale, coordinato da Cittadinanzattiva, ha diffuso una nota per analizzare lo stato dell’assistenza territoriale, partendo da quelli che gli attivisti definiscono due elementi positivi: la riattivazione dell’ospedale di comunità e la forte mobilitazione civica che ha visto cittadini e associazioni impegnati in sopralluoghi e interlocuzioni con l’Asl 5.

Secondo il coordinamento, questa partecipazione democratica è fondamentale per garantire che tutti i servizi necessari tornino pienamente operativi. Per il Manifesto, l’azione di pressione punta anche a valorizzare le eccellenze del sistema provinciale: “Questo impegno di mobilitazione ha anche la finalità di sostenere gli aspetti positivi della sanità provinciale: dall’impegno degli operatori sanitari, ad alcune buone pratiche come il rispetto dei termini previsti dal Pnrr per l’ospedale di comunità, ma anche l’auspicata riattivazione della dialisi a Levanto, servizio di cui possono fruire villeggianti nefropatici e che rappresenta l’unico esempio in tal senso in tutta la Regione”.

Nonostante i segnali di ripresa, il giudizio complessivo sulla gestione regionale resta severo. Per gli attivisti, la sanità spezzina continua a soffrire di un trattamento non equo rispetto alle altre zone della Liguria: “Da anni, però, sosteniamo che la nostra Asl è depauperata rispetto alle altre della Liguria ed abbiamo sempre rivendicato i nostri diritti per avere le corrette dotazioni di personale e posti letto rispetto alla media regionale senza i quali è difficile, se non impossibile, fornire adeguata assistenza ai cittadini e continueremo a farlo anche nel contesto dei cambiamenti imposti dalla Regione e del nuovo polo ospedaliero spezzino che dovrebbe vedere la luce nel 2028”.

In attesa del nuovo nosocomio, secondo il coordinamento è già tempo di pianificare il futuro. Il gruppo sta infatti incontrando personale medico e infermieristico per raccogliere suggerimenti sull’organizzazione del nuovo Felettino. L’obiettivo, per il Manifesto, è evitare che il potenziamento del capoluogo svuoti di significato i presidi periferici: “È importante partecipare e far sentire la voce delle comunità spezzine sui servizi che dovranno rimanere presso la ex ASL 5, sia nell’ospedale di Levanto, ma anche in quello di Sarzana con le sue grandi potenzialità, dopo l’attivazione del nuovo Felettino, senza dimenticare i territori dei tre distretti sanitari spezzini”.