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Aree Enel, Pd: “Al tavolo sieda anche lo Stato. Abbiamo già avuto esperienza ex Ip”. Piana: “Più efficace governance regionale e locale”
Il cantiere di demolizione dell'ex centrale Enel

Si è discusso anche delle aree ex Enel spezzine stamani in Consiglio regionale, complice un ordine del giorno del Partito democratico che intendeva impegnare la giunta Bucci “ad attivarsi nei confronti del Governo affinché venga costituito presso il ministero competente un comitato di coordinamento, nelle stesse modalità già utilizzate per la riconversione e il risanamento per le aree di Brindisi e Civitavecchia, per il rilancio delle attività imprenditoriali e dei livelli occupazionali e per il sostegno dei programmi di investimento e sviluppo imprenditoriale delle aree industriali della Spezia”. L’odg, che sarà poi respinto con il voto contrario della maggioranza e favorevole dell’opposizione, è stato illustrato in aula dal consigliere Davide Natale. “Una decisione assunta dal governo nel 2022 ha previsto per le aree delle ex centrali di Brindisi e Civitavecchia un progetto di riconversione ambientale e di produzione da fonti rinnovabili”, ha rilevato in apertura il consigliere spezzino, osservando che a questi fini “sono stati istituiti due tavoli alla presenza del ministero dell’Industria, della Transizione energetica e della Presidenza del consiglio dei ministri attraverso il dipartimento della Coesione territoriale oltre alle Regioni, le amministrazioni locali, rappresentanti delle categorie industriali e dei sindacati”, che “il governo ha nominato per ogni area un commissario per la riconversione” e, ancora, che per Civitavecchia “nel 2025 il governo ha stanziato 100 milioni di euro e destinato 20 milioni di fondi europei e dato incarico a Invitalia di affiancare il tavolo occupandosi della istruttoria e valutazione dei 52 progetti” presentati nell’ambito di una manifestazione di interesse. “Sono esempi importanti, perché anche alla Spezia c’è una centrale termoelettrica dismessa che insiste su oltre settante ettari che sono in attesa di riconversione – ha proseguito il segretario regionale Dem -. Il tema è prendere come esempio quanto accaduto a Brindisi e Civitavecchia, dove Regioni e amministrazioni comunali di colori politici diversi hanno deciso di fare un percorso comune per l’interesse generale. Un processo di cui diamo un giudizio molto positivo e che vorremmo fosse proposto anche per la Spezia ed Arcola”, con obiettivo “la riconversione industriale, la transizione energetica e ma anche la riambientalizzazione”. E, ha aggiunto Natale, “il sito spezzino è più avanti perché la centrale è dismessa e parzialmente smantellata e non potrà essere rimessa in funzione a differenza delle altre due”.

Il cantiere di demolizione dell'ex centrale Enel
Il cantiere di demolizione dell’ex centrale Enel

E’ quindi intervenuto l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Alessio Piana, per illustrare il parere, negativo, della giunta Bucci sull’odg. “Nel 2023, proprio grazie a un’azione intensa di Regione nei confronti della proprietà Enel della centrale Montale, la società ha avviato una manifestazione di interesse per parte delle aree dismesse, cioè quelle non interessate dal progetto di sviluppo degli accumulatori. La Regione così come il Comune della Spezia non hanno contezza dell’esito delle manifestazioni pervenute (di cui si è recentemente parlato in commissione a Palazzo civico, ndr) e non ne devono neppure averne, per rispetto sia del principio di non conflitto sia di quello di trasparenza, indipendentemente dalla voci di stampa”, ha detto l’assessore. “Con questo odg chiedete alla Regione un percorso che veda l’individuazione di un commissario, ed è evidente che probabilmente lo fate perché ritenete inadeguata la governance regionale, e proponete di nazionalizzarla, e questo ci vede assolutamente contrari: noi siamo convinti che la governance della riconversione sarà molto più efficace se rimarrà a livello regionale e locale”, ha proseguito Piana. “Il collega assessore Ripamonti (assessore regionale all’Energia, ndr) sta seguendo gli sviluppi, per quanto di competenza, dialogando costantemente con Enel e Terna e i proponenti di progetti merchant come il collegamento tra Nord Africa e Liguria per il trasporto delle energia rinnovabile – ha aggiunto l’assessore -. L’interlocuzione è costante anche con le amministrazioni locali, in particolare con il Comune della Spezia, che ha resa pubblica qualche mese fa, in merito alla pianificazione urbanistica per la riqualificazione dei tre distretti che saranno liberati dai resti della vecchia centrale, che la pianificazione si svilupperà attraverso un piano particolareggiato che, nel solco tracciato dalla variante del 2022, escluderà installazioni inquinanti e consentirà invece lo sviluppo economico e sociale della città attraverso delle puntuali norme urbanistiche”. L’assessore ha trattato anche della Zona logistica semplificata porto e retroporto della Spezia, recentemente istituita: “Subito dopo Pasqua – ha detto – ci sarà il primo comitato di indirizzo e ci siamo premurati di fare in modo che le aree ex Enel siano inserite nel perimetro della Zls; quindi tutte le realtà che, all’esito della pianificazione urbanistica e del percorso che vedrà lo sviluppo delle manifestazioni di interesse, andranno a insediarsi in quel contesto, potranno beneficiare dei vantaggi amministrativi e fiscali che sono propri dello strumento”.

Il cantiere di demolizione dell'ex centrale Enel
Il cantiere di demolizione dell’ex centrale Enel

“Penso ci sia stato un fraintendimento di fondo: non vogliamo una governance nazionale, vogliamo la garanzia del fatto che lo Stato non si ritragga da un percorso i cui contorni sono tutt’altro che definiti”, ha replicato il consigliere Andrea Orlando. “Il problema è che si affronta questo tema come se riguardasse un pezzetto di realtà produttiva a parte, mentre, per le dimensioni, si tratta della possibilità di ridisegnare la città. L’area andrebbe concepita nell’insieme dello sviluppo”, ha aggiunto l’ex ministro, il quale ha sostenuto che “la strada intrapresa è di scarsa ambizione, perché c’è una variante che rinvia a un piano particolareggiato, mentre probabilmente ci sarebbe l’esigenza di pensare a una cosa che in qualche modo andrebbe legata alla città nel suo insieme e avesse anche l’ambizione di una programmazione di carattere strategico, perché il rischio è che, anziché definire l’utilizzo dell’area in modo organico, la si venda o la si impegni a pezzetti in funzione della congiuntura. Oggi abbiamo una forte domanda del militare ed è molto probabile che nell’area ci sarà la presenza di Leonardo; ma siamo certi che quella sia la monocoltura a cui ci vogliamo dedicare? Ha un senso pensare a una progettazione di tre comparti senza pensare all’insieme dell’utilizzo dell’area? Ripeto, c’è una scarsa ambizione e anche il rischio di schiacciarsi sulla situazione contingente senza vedere quella che può essere la prospettiva”. L’esponente Pd ha poi affermato che “Enel è stata a Spezia sulla base di decreti che in qualche modo ne hanno imposto la presenza a prescindere dalla pianificazione territoriale ed è andata in proroga rispetto alle autorizzazioni ambientali: la prima gliela abbiamo imposta noi nel 2013/14. Sostanzialmente è passata sopra la pianificazione territoriale”, aggiungendo l’ex ministro che “non sappiamo esattamente cosa ci sia in quell’area, perché in larga parte gli interventi che Enel ha fatto, parliamo degli anni sessanta, non prevedevano all’epoca autorizzazioni di carattere ambientale” e che “Enel, che oggi se ne va, ha una responsabilità concreta dal punto di vista ambientale e anche economico”. Orlando ha infine concluso il suo intervento tornando sul tema del ruolo dello Stato: “Non fatevi sfilare e fate in modo che lo Stato sia presente a quel tavolo, perché noi abbiamo già avuto un’esperienza nella nostra città che riguardava un’altra area nella quale operava una grande realtà energetica, mi riferisco all’Ip, la quale ne andò dicendo che tutto era a posto, poi via via si è scoperto che la sotto c’era un sacco di roba – ha detto -. Non si tratta dunque di togliervi la governance: vi chiediamo di esercitarla pienamente, di fare una pianificazione territoriale che guardi oltre l’immediato e di tenere a quel tavolo lo Stato, anche come azionista di Enel, perché è molto importante che non ci sia una deresponsabilizzazione e perché in qualche modo non si trovino sorprese in futuro. I governi passano ma quello che deve rimanere è che ci sia una garanzia generale su un’area che riveste una funzione fondamentale e strategica per il futuro della città”.

Sopralluogo ex Centrale Enel: Peracchini e Bucci
Il presidente Bucci e il sindaco Peracchini nel corso di un sopralluogo dall’ex centrale

Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere di maggioranza Gianmarco Medusei. “Scarsa ambizione? La sinistra ci ha fatto respirare carbone per tantissimi anni, la centrale l’abbiamo chiusa noi come centrodestra – ha affermato l’esponente spezzino di Fratelli d’Italia -, e il presidente Bucci quando è venuto a Spezia ha detto una cosa molto logica: squadra che vince non si cambia; non c’è bisogno di un commissario. Anche perché l’area è di Enel, non è del Comune – che sta interagendo con l’azienda – o della Regione. D’accordo sul fatto che ci si gioca il futuro della Spezia, questo tema può essere veramente molto importante per dare lavoro ai giovani del territorio”.
Nuovamente intervenuto in aula dopo la presentazione della pratica, il consigliere Natale ha altresì affidato le sue considerazioni a un comunicato. “In merito al destino dell’ex centrale Enel della Spezia, oggi abbiamo avuto la conferma che la Regione Liguria amministrata dalla destra ha deciso di lavarsene totalmente le mani. Non è di suo interesse. Nemmeno proporre ciò che ha fatto il centrodestra della Meloni in altre realtà ha scosso chi, purtroppo, governa la Regione. Sulla riconversione industriale di un’area che determinerà il volto della città per decenni, si è deciso alzare le mani in maniera volontaria, abdicando a qualsiasi reale ruolo di incidere sul futuro di intere generazioni”, afferma Natale. “Per la riconversione delle centrali di Civitavecchia e Brindisi, messe poi in stand by dal possibile ritorno al carbone ventilato di recente dal governo, sono stati istituiti due tavoli alla presenza del ministero dell’Industria, della Transizione energetica e della Presidenza del consiglio dei ministri, create norme dedicate, individuati finanziamenti per la riconversione ambientale e industriale e nominati due commissari – prosegue il consigliere e segretario regionale Pd -. Per la destra è così assurdo chiederlo anche per la Spezia? Lo abbiamo fatto con un ordine del giorno che è stato bocciato. Si è respinta l’idea di lavorare assieme a ogni livello per ottenere lo stesso tipo di interesse, sia in termini di interlocuzioni che di fondi”. Natale lamenta “un muro di fronte a un processo che poteva essere proposto anche per la nostra provincia” e sostiene che “la giunta Bucci ha fatto spallucce con il supporto, triste a dirsi, anche dei consiglieri regionali spezzini della maggioranza. Dritti per la loro strada, sordi alle necessità del territorio”. Per il consigliere inoltre “La Spezia rischia di perdere finanziamenti utili al rilancio dell’economia e di precludersi tante opportunità. La destra mette una pesantissima ipoteca su quell’area con il proprio immobilismo”.