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"se ne decide il futuro senza un vero confronto pubblico"
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/Aree Enel, Tinfena: “Manca visione condivisa, Provincia rinuncia al suo ruolo di pianificazione”
29 marzo 2026 | 11:58
“La Provincia deve esercitare fino in fondo il proprio ruolo di pianificazione e coordinamento territoriale”. È netto l’intervento di Gianluca Tinfena, che nell’ultimo consiglio provinciale ha riportato all’attenzione il dibattito pubblico il futuro delle aree dell’ex centrale ENEL nel territorio spezzino. Al centro della riflessione il ruolo istituzionale della Provincia. La normativa vigente assegna ancora a all’ente una funzione chiave nel coordinamento tra pianificazione urbanistica e sviluppo territoriale sovracomunale sugli insediamenti produttivi. “La legge urbanistica regionale n. 36/97 – evidenzia Tinfena – attribuisce alla Provincia un ruolo attivo e strategico, non notarile: deve indirizzare e coordinare le scelte che riguardano grandi aree, infrastrutture e sviluppo economico, proprio come nel caso delle aree ENEL”.
In questo quadro, pesa quanto accaduto nell’ultimo Consiglio provinciale, dove la maggioranza di centrodestra ha bocciato una mozione presentata dal gruppo di centrosinistra che chiedeva proprio alla Provincia di riappropriarsi di un ruolo attivo di coordinamento su una partita strategica di ENEL. “È un segnale politico miope – commenta Tinfena – perché conferma la volontà di restare spettatori anziché protagonisti in una fase decisiva per il nostro territorio”. Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, fermo ai primi anni Duemila, non è stato aggiornato nonostante le profonde trasformazioni in atto. “Era questa l’occasione per avviare una visione strategica – afferma Tinfena –. Invece si arriverà a rincorrere decisioni già prese altrove”. “Negli ultimi mesi, le informazioni emerse sulla destinazione delle aree risultano frammentarie e, soprattutto, non inserite in una visione complessiva di sviluppo.” Tra queste l’ipotesi, ormai sempre meno riservata, dell’interesse di grandi gruppi industriali, tra cui Leonardo, per l’insediamento di nuove attività produttive legate anche al comparto militare. Una prospettiva che apre interrogativi non solo economici, ma anche strategici e territoriali. “Non siamo di fronte a scelte neutre – sottolinea Tinfena –. Si sta decidendo il futuro di una delle aree industriali più rilevanti della nostra provincia senza un vero confronto pubblico e senza una pianificazione condivisa. Inoltre uno dei punti più critici resta quello delle bonifiche”. Il tema si inserisce in un contesto già delicato per il territorio spezzino, segnato da precedenti esperienze incomplete sul fronte ambientale.
Il confronto con altre realtà italiane rende ancora più evidente il divario. A Civitavecchia, ad esempio, la dismissione di una grande centrale ha dato vita a un percorso concertato tra istituzioni, imprese e parti sociali, con obiettivi chiari: sviluppo dell’eolico offshore, filiera dell’idrogeno, hub portuale per le nuove tecnologie energetiche. “Gli esempi virtuosi esistono – conclude Tinfena –. Quello che è mancato fino ad oggi è la volontà politica di chi amministra città e provincia di costruire un percorso condiviso. Si rischia di lasciare il futuro del territorio alle sole logiche di mercato e agli interessi più forti”. Un passaggio cruciale, dunque, non solo per il destino delle aree ENEL, ma per il modello di sviluppo dell’intero territorio spezzino nei prossimi decenni.



