I dati della Uil e del Dossier Donne Inail
|Alla Spezia quasi tremila infortuni sul lavoro in un anno. In Liguria settemila coinvolgono le donne
Il focus della Uil sul territorio regionale: “Le aggressioni al personale sanitario: colpiscono il 44% delle lavoratrici”. Il sindacato chiede anche più tutele contro lo stress e le molestie.
Alla Spezia sono 2.798 gli infortuni registrati nel 2025 su un totale regionale di 18.640 casi. Questi i numeri forniti da Uil nell’incontro con la segretaria nazionale Ivana Veronese per affrontare il tema della sicurezza di genere sui luoghi di lavoro. Nel dettaglio regionale, il totale degli infortuni femminili in Liguria è pari a 7.108, un dato in crescita dell’1,2% rispetto al 2024 e che incide per il 38% sul totale complessivo. Di questi, 5.165 eventi si sono verificati in occasione di lavoro, mentre 1.943 sono avvenuti in itinere.
La Uil precisa che la salute e la sicurezza si collocano oggi in un contesto di profonda trasformazione, dove ai rischi tradizionali si affiancano pressioni organizzative, criticità nei rapporti interpersonali e difficoltà nella conciliazione casa-lavoro. Secondo i dati del Dossier Donne INAIL, la presenza femminile è predominante nei comparti più esposti a rischi psicosociali e aggressioni: sanità e assistenza sociale (74,7%), servizi domestici (90%), confezionamento abbigliamento (71,6%) e attività finanziarie (56,8%). In particolare, il 5,5% degli infortuni femminili deriva da aggressioni, che nel 44% dei casi coinvolgono il personale sanitario.
“La contrattazione collettiva offre un patrimonio prezioso di strumenti e idee per una nuova stagione della prevenzione, centrata non solo sulla protezione dal pericolo, ma sulla cura della persona, sulla qualità delle relazioni e sulla costruzione di ambienti lavorativi inclusivi, sostenibili e capaci di valorizzare il benessere come leva strategica di innovazione e competitività – dichiarano Roberta Cavicchioli e Giuseppe Gulli, segretari confederali regionali Uil Liguria – La contrattazione collettiva, in particolare quella aziendale, emerge come uno degli strumenti più dinamici e adattivi per affrontare tali sfide. Gli accordi aziendali mostrano come le parti sociali abbiano sviluppato soluzioni che non si limitano a recepire le previsioni normative, ma le estendono e sperimentano nuove forme di tutela”.
L’organizzazione sindacale intende rivolgere l’attenzione allo stress lavoro‑correlato, l’isolamento nel lavoro agile e al supporto psicologico post-traumatico. “Tra i rischi emergenti possiamo inserire anche quelli legati alle nuove organizzazioni aziendali, la precarietà e la discontinuità dei percorsi lavorativi – proseguono i sindacalisti – Invitiamo le imprese a intraprendere un percorso con istituzioni e sindacato per declinare forme di tutela in accordi aziendali. Occorre trovare un metodo per tracciare le forme di disagio, violenza e stress anche attraverso la costituzione dei coordinamenti per le Pari Opportunità all’interno delle aziende e sportelli dedicati alle discriminazioni”.






