Un confronto diretto, articolato e per molti aspetti atteso quello che si è svolto nel pomeriggio di ieri, quando una delegazione di genitori dei bambini frequentanti l’asilo nido “Tendola” è stata ricevuta in Sala Consiliare a Sarzana per portare all’attenzione dell’Amministrazione una serie di criticità legate sia alla struttura sia all’organizzazione del servizio. All’incontro hanno preso parte l’assessore alle Politiche e Servizi Sociali Sara Viola, il dirigente Giovanni Mugnani, la geometra Benedetti e il funzionario dell’Area Affari Istituzionali e Servizi alla Persona Andrea Cargiolli. I genitori presenti hanno voluto anzitutto sottolineare l’elevata qualità del lavoro svolto dal personale educativo della struttura, evidenziandone professionalità, formazione e dedizione quotidiana. Un impegno che – è stato ricordato – si traduce nella capacità di gestire fino a 58 bambini, anche nelle fasi più delicate, con attenzione, cura e una componente umana fatta di passione e affetto.
Entrando nel merito delle criticità strutturali, uno dei temi principali affrontati ha riguardato la mancanza di illuminazione nel piazzale esterno dell’asilo, situazione che crea disagi e potenziali rischi per famiglie e bambini durante le attività serali. Sul punto, il dirigente Mugnani ha spiegato che sono già state effettuate verifiche tecniche, evidenziando un forte degrado dell’impianto elettrico esterno dovuto alla naturale usura dei materiali; sono pertanto in corso le valutazioni economiche per il ripristino.
Particolare preoccupazione è stata espressa anche per lo stato della pavimentazione interna, dopo l’episodio del 28 gennaio scorso quando una porzione di pavimento è esplosa all’interno di una sezione, generando una situazione di potenziale pericolo. Le verifiche tecniche hanno individuato la causa nelle dilatazioni termiche che la struttura attuale non riesce a sopportare, rendendo necessario programmare la sostituzione completa della pavimentazione, trattandosi di un fenomeno potenzialmente replicabile in altri punti. Tra gli interventi già avviati rientra invece la manutenzione straordinaria del tetto per risolvere le infiltrazioni: i lavori, iniziati nel giugno scorso, proseguiranno per fasi, partendo dalle aree più compromesse fino a completare l’intero manto impermeabilizzante.
Altro tema ritenuto prioritario riguarda l’assenza di un adeguato sistema di condizionamento, con i genitori che hanno chiesto un’accelerazione degli interventi in vista della stagione estiva. La struttura, caratterizzata da cemento armato e ampie superfici vetrate, è infatti soggetta a temperature elevate, rese ancora più critiche dalle sempre più frequenti ondate di calore. Sul fronte del servizio, il nodo principale emerso è quello dell’estensione del calendario di apertura. I genitori hanno evidenziato come l’attuale copertura, limitata da settembre a giugno, non risponda alle esigenze delle famiglie, costrette nei mesi estivi a ricorrere a soluzioni private spesso onerose. Da qui la richiesta di introdurre almeno un undicesimo mese di attività, mantenendo le rette calmierate stabilite dal Comune.
Il funzionario Cargiolli ha riconosciuto la centralità del tema, sottolineando come la domanda di servizi educativi estivi sia in costante crescita e in linea con le politiche europee di sostegno alla genitorialità e al lavoro femminile. Tuttavia, eventuali decisioni richiederanno ulteriori valutazioni, anche alla luce delle competenze dirigenziali, con l’ipotesi di inserire la misura nel prossimo contratto di gestione, alla scadenza dell’attuale affidamento prevista tra dicembre 2026 e, in caso di proroga, giugno 2027.
Tra le richieste avanzate anche il ripristino della figura del pediatra di struttura, servizio in passato garantito da ASL5 e oggi sospeso per carenza di personale. Cargiolli ha spiegato che attualmente i nidi fanno riferimento alla Pediatria e Neonatologia dell’azienda sanitaria, ma ha annunciato un tentativo di interlocuzione con la nuova ATS Liguria per valutare forme di supporto, anche a distanza.
L’incontro si è concluso in un clima di confronto costruttivo, segnando un primo passo verso un dialogo più strutturato tra famiglie e amministrazione. Un percorso che, come emerso chiaramente, punta a rafforzare i servizi per l’infanzia e a garantire condizioni adeguate ai più piccoli cittadini, nella consapevolezza che proprio nei primi anni di vita si costruiscono le basi del loro futuro – e, di riflesso, di quello dell’intera comunità.