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L'appello alle istituzioni
|Rigassificatore di Panigaglia, nuovo allarme sicurezza del Comitato per la dismissione: “Rischi ignorati mentre si pensa all’espansione”
Alla luce degli scenari internazionali di crisi, il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza della Spezia, su direttive del Viminale, ha disposto un rafforzamento dei servizi di controllo del territorio e delle misure di vigilanza sugli obiettivi sensibili della provincia. Tra questi figurano l’Arsenale militare, Fincantieri, Leonardo e Mbda, oltre alle numerose installazioni militari presenti tra il golfo e l’entroterra, dal comparto della Marina alla base dell’Aeronautica di Cadimare fino al Comsubin del Varignano. Nel mirino anche il Centro di ricerca Nato, il Polo nazionale della dimensione subacquea e le infrastrutture ritenute critiche sotto il profilo energetico e logistico, tra cui il rigassificatore di Panigaglia, unico terminale onshore realizzato in Italia.
Le misure previste comprendono un incremento dei controlli e dei passaggi delle pattuglie nell’arco delle 24 ore, il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e una più capillare attività di monitoraggio informativo per intercettare eventuali segnali di rischio.
In questo contesto si inseriscono anche le notizie relative a un vertice tenutosi il 13 marzo a Palazzo Chigi, nel quale sarebbero state affrontate le criticità legate alla presenza di gasolio e gas naturale liquefatto a bordo della metaniera russa Arctic Metagaz, segnalata alla deriva tra Lampedusa e Malta. Secondo quanto riportato da diversi media, le autorità maltesi avrebbero istituito una fascia di sicurezza vietando il transito di imbarcazioni entro un raggio di cinque miglia.
Sempre il 13 marzo, il Consiglio supremo di difesa ha espresso preoccupazione per l’evolversi della guerra in Iran e per i possibili effetti destabilizzanti, tra cui minacce ibride e il rischio di azioni da parte di organizzazioni terroristiche.
A partire da questi elementi, Fabio Ratto, portavoce del Comitato per l’immediata dismissione del rigassificatore di Panigaglia, interviene criticamente sulla gestione dell’impianto spezzino. In una nota, Ratto contesta la posizione dell’amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, accusato di sottovalutare i rischi per la popolazione e di proseguire nel progetto di espansione dell’impianto, ritenuto non esposto agli effetti dei conflitti in corso.
Secondo il Comitato, una valutazione che contrasterebbe con le preoccupazioni espresse a livello istituzionale e con le caratteristiche stesse del sito di Panigaglia, situato in un contesto fortemente antropizzato e a ridosso di abitazioni e attività civili e militari. Il portavoce del Comitato sottolinea inoltre come l’impianto, classificato a rischio rilevante ai sensi della direttiva Seveso, avrebbe dovuto essere dismesso già nel 2013.
Nella sua presa di posizione, Ratto chiama in causa anche gli enti locali e i rappresentanti istituzionali del territorio, accusati di non aver assunto iniziative adeguate per la tutela della sicurezza dei cittadini, né rispetto alla permanenza dell’impianto né in relazione alle attività aggiuntive autorizzate negli ultimi anni, come il truck loading e il vessel reloading.





