Bellegoni e Pieraccini: "Non arretreremo di un millimetro"
|Striscione “Remigrazione” davanti alla sede Pci: “Tentativo di intimidazione verso chi difende i valori dell’antifascismo, della solidarietà e dell’uguaglianza”
“Denunciamo con fermezza la provocazione organizzata dalla cosiddetta Comunità Militante Autonoma, gruppo riconducibile all’area dell’estrema destra neofascista, che ha scelto di inscenare un’azione intimidatoria davanti alla nostra sede di Santo Stefano di Magra per poi pubblicizzarla a mezzo social con tanto di foto eloquenti”. Lo scrive in una nota il Partito comunista italiano attraverso i segretari regionale, Matteo Bellegoni, e provinciale, Enrico Pieraccini, a proposito della temporanea esposizione davanti alla sede provinciale Pci (a Santo Stefano, lungo la Via Cisa) di uno striscione recante la scritta “Remigrazione”. Immagini relative al ‘blitz’, tra cui un selfie di gruppo a volto travisato dalla terrazza della sezione comunista, sono poi state condivise sui social network dalla menzionata Comunità Militante Autonoma.
“Esporre uno striscione con la parola d’ordine ‘remigrazione’ davanti a una sezione comunista, fotografarsi a volto coperto nel terrazzo privato della stessa non è una semplice bravata propagandistica: è un gesto deliberatamente politico che richiama parole d’ordine razziste e xenofobe e che rappresenta un tentativo di intimidazione nei confronti di chi difende quotidianamente i valori dell’antifascismo, della solidarietà e dell’uguaglianza sanciti dalla Costituzione repubblicana – proseguono Bellegoni e Pieraccini -. Ancora più grave è il contenuto del messaggio con cui questo gruppo, abituato ad agire, di notte, vigliaccamente, come è nello stile fascista, rivendica l’azione, affermando di poter ‘fare quello che vuole’ sul territorio e di non riconoscere alcuna forma di opposizione o critica. È un linguaggio arrogante e provocatorio che richiama ad una concezione autoritaria e antidemocratica della politica tipica di una certa storia, incompatibile con i principi della convivenza civile. Se pensano di poter intimidire il Partito Comunista Italiano e la sua storia si sbagliano di grosso; le sezioni comuniste sono nate dalla lotta antifascista e dalla Resistenza che ha liberato questo Paese. Sono luoghi di partecipazione democratica e di organizzazione popolare e non saranno certo dei ridicoli nostalgici dell’ideologia fascista a cancellarne il significato o a imporre la loro presenza con provocazioni e minacce. Il Pci non arretrerà di un millimetro e continuerà a denunciare pubblicamente la natura politica di questi gruppi e a contrastare ogni tentativo di diffondere propaganda razzista e neofascista nel nostro territorio”.
“Allo stesso tempo rivolgiamo un appello chiaro alle istituzioni e alle forze dell’ordine affinché intervengano con la dovuta attenzione e fermezza di fronte a episodi di questo tipo che potrebbero essere legati a precedenti eventi come quello riguardante la devastazione dell’insegna nella stessa sede vandalizzata. La diffusione di messaggi discriminatori, l’intimidazione politica e le provocazioni organizzate da gruppi riconducibili all’estrema destra non possono essere sottovalutate né tollerate – concludono dal Partito comunista italiano -. Chiediamo che vengano accertate le responsabilità di quanto accaduto e che si garantisca il rispetto della legalità e dei principi costituzionali, nati dalla lotta antifascista e fondamento della nostra democrazia. La Val di Magra, La Spezia e tutto il nostro territorio provinciale hanno una storia profondamente antifascista. È una storia fatta di lotte popolari, di lavoro, di solidarietà e di impegno civile che nessuno potrà mai cancellare e da cui è necessario ripartire per risollevare le sorti del Paese. Il Partito Comunista Italiano continuerà a essere, con determinazione, dalla parte dei lavoratori, della solidarietà tra i popoli e della difesa dei valori antifascisti su cui si fonda la Repubblica”.
Sull’accaduto interviene la Cgil della Spezia, che “esprime piena solidarietà al Partito Comunista Italiano e ai suoi dirigenti per il grave episodio avvenuto davanti alla sede di Santo Stefano Magra, dove è stato esposto uno striscione provocatorio con la scritta ‘Remigrazione’ da parte di un gruppo riconducibile all’area dell’estrema destra neofascista”, dichiara il segrerario generale Luca Comiti. “Si tratta di un gesto intimidatorio e inaccettabile che si inserisce in un clima che purtroppo vede riaffiorare simboli, linguaggi e provocazioni tipiche dell’estrema destra. Azioni di questo tipo non possono essere sottovalutate, perché mirano a colpire organizzazioni politiche e sociali e a diffondere messaggi di odio e discriminazione”, prosegue Comiti. “Di fronte a questi episodi è necessario ribadire con forza l’attualità e la centralità dei valori antifascisti che sono alla base della nostra Repubblica. La nostra democrazia si fonda sulla Costituzione nata dalla Resistenza, frutto della lotta contro il nazifascismo e patrimonio comune di tutte le cittadine e i cittadini”, aggiunge il segretario della Cgil spezzina. “La Cgil continuerà a difendere quei valori di libertà, uguaglianza, solidarietà e democrazia che sono il cuore della Carta costituzionale. Per questo esprimiamo la nostra vicinanza al Partito Comunista Italiano e a tutte le realtà democratiche del territorio: contro ogni provocazione neofascista la risposta deve essere sempre più partecipazione, più diritti e più democrazia”, conclude Comiti.
“Quanto successo stanotte davanti al sede del Pci di Santo Stefano di Magra non è una semplice bravata propagandistica, ma un gesto deliberatamente politico che richiama parole d’ordine razziste e xenofobe e che rappresenta un tentativo di intimidazione nei confronti di chi difende i valori dell’antifascismo e dell’uguaglianza sanciti dalla Costituzione”. Lo dichiarano in una nota Luca Marchi ed Eva Battistini, rispettivamente segretario provinciale e consigliera comunale santostefanese di Rifondazione comunista. “La proposta di legge sulla remigrazione è il modo con cui i fascisti riparlano di deportazione. Vogliono impaurire e togliere voce e diritti ai lavoratori e lavoratrici migranti, per continuare a sfruttarli. Vogliono creare il nemico, aizzare la guerra tra poveri – aggiungono gli esponenti di Rifondazione comunista -. Esprimiamo la nostra solidarietà alle compagne e ai compagni del Pci, chi sostiene il nazionalismo è sempre stato dalla parte dei padroni. Noi ci troverete sempre dalla parte di chi è sfruttato, senza guardare all’etnia o alla provenienza. Dividere la classe lavoratrice è il modo più efficace per indebolirla e difendere gli interessi di chi detiene il potere economico”.




