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Rete spezzina pace e disarmo torna in piazza: “La Costituzione è da applicare non da modificare”

Il referendum al centro del 178° presidio “Se vogliamo la pace prepariamo la pace” di “Rete spezzina Pace e Disarmo” in programma lunedì 16 marzo alle 16.30 in piazza Mentana.
In una nota la rete si schiera apertamente a favore del no e sottolinea: “Di fronte al moltiplicarsi delle guerre, alle violazioni inaccettabili del diritto internazionale , alle morti di tanti innocenti, alla crescita record dell’export militare italiano , perché oggi puntiamo l’attenzione sul referendum? Da quasi quattromila anni, l’umanità ha trovato nella legge il modo di conseguire l’obiettivo della convivenza civile”.
“Noi crediamo al valore fondamentale delle regole condivise e della giustizia come metodo di regolazione dei conflitti nelle comunità umane – si legge ancora nella nota -.Noi pensiamo che chi amministra la giustizia abbia diritto al più alto “riconoscimento” sociale e che debba essere messo in grado di ricoprire il proprio ruolo avendo a disposizione tutte le risorse necessarie. Il referendum chiede a noi cittadini/e di confermare o respingere la riforma costituzionale -già approvata dal Parlamento – che prevede profonde modifiche strutturali al sistema giudiziario, che incidono direttamente sull’equilibrio dei poteri sancito dalla nostra Costituzione. La Costituzione della Repubblica Italiana, nata dal sacrificio e dagli ideali di chi ha resistito alla dittatura fascista e ha costruito la democrazia nel dopoguerra, è la carta dei nostri diritti fondamentali, il patto che unisce i cittadini, la garanzia che nessuno — nessun potere politico, economico o istituzionale — possa porsi al di sopra della legge”.

Per la rete la “Costituzione è da attuare non da modificare. Inoltre modificare gli assetti costituzionali richiede valutazione accurata ed ampio consenso; non si può basare sulla prevalenza della parte politica più forte in un certo momento e frutto di contingenze politiche alimentate da un inaccettabile e continuo attacco ai magistrati quando non intervengono a favore degli interessi del governo. Siamo profondamente convinti che la tutela dell’indipendenza della magistratura — nella sua unitarietà — sia un presidio fondamentale dello Stato di diritto e della tutela dei più deboli”.

“Così come siamo contrari ad ogni tentativo di attacco alle Istituzioni ed alle Norme internazionali, che tanti sforzi e sacrifici hanno comportato per essere create. Le guerre sono la più aberrante violazione dei diritti umani, primo fra tutti quello alla vita – concludono -. Rispettando pienamente la libertà di coscienza di ciascuno, e consapevoli della complessità del dibattito in corso, riteniamo che, in questa fase storica, le ragioni a favore della conservazione dell’assetto costituzionale attuale siano molto più solide e convincenti di quelle a sostegno della riforma proposta”.