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Quando la classe incontra l’autore: gli studenti della IV C intervistano Paolo Asti su Aqua

Nel dicembre scorso ai ragazzi agli studenti della 4ª C del Liceo Classico Lorenzo Costa. È stata data come lettura del periodo di vacanze natalizie il libro “Acqua. 21 giorni con l’acqua alla gola”, di Paolo Asti. Nei giorni scorsi si è svolto un incontro con gli studenti che hanno intervistato l’autore. L’attività è stata compiuta in quanto gli studenti e le studentesse in questione fanno parte della classe una parte di alunni appartenenti alla curvatura della comunicazione i quali, insieme ai compagni della curvatura matematica, hanno così avuto l’opportunità di confrontarsi con l’autore.”Ringrazio gli studenti e la professoressa Valentina Zocco che, nell’ambito delle attività di comunicazione della classe, hanno voluto incontrarmi ponendomi domande di grande interesse e per me utili a comprendere le opinioni e aspettative dei lettori più giovani”, ha detto Asti a margine dell’incontro.

INTERVISTA DELLA CLASSE IVa C A PAOLO ASTI SUL LIBRO AQUA
A Rocco Chigi è bastato un pomeriggio di pioggia e l’incontro con una sconosciuta per ricordarsi che il passato non si cancella, ma si nasconde. Parte da questo episodio lo sconvolgimento improvviso che dà inizio ad “Aqua: ventuno giorni con l’acqua alla gola”, romanzo di Paolo Asti, autore nostro concittadino che abbiamo avuto la possibilità di intervistare nella nostra scuola, il “Liceo Classico Lorenzo Costa”. Se pensate che Paolo Asti sia venuto da noi per la consueta chiacchierata di presentazione del suo libro, siete fuori strada. Abbiamo infatti potuto scoprire i segreti che si nascondono tra le pagine di Aqua e dar voce alla nostra curiosità con domande mirate a conoscere più profondamente il processo che si cela dietro l’ideazione, la scrittura e la pubblicazione di un libro. Ciò che fin da subito ha attirato la nostra attenzione è il titolo. Aqua, scritto senza la C, potrebbe sembrare una scelta insolita, però parlando con Paolo Asti abbiamo potuto comprenderne il motivo. La sua risposta ci ha sorpreso: la sgrammaticatura infatti vuole attirare l’attenzione di un possibile acquirente. Questo di conseguenza lo ha portato anche a spiegare la scelta della copertina che è ricaduta sul quadro River dell’artista Giovanni Frangi. I colori del quadro sono il rosso, che richiama simbolicamente l’immaginario del lettore al sangue e al tema del crimine, e il blu che rimanda all’acqua come elemento di abisso, di profondità e di introspezione. In seguito gli abbiamo domandato perché avesse scelto di inserire nei vari capitoli estratti di canzoni e digressioni di carattere storico e geografico. È emerso che questa decisione è dovuta alla sua volontà di far immedesimare il lettore nelle singole situazioni, rendendo la trama, secondo l’autore, più coinvolgente. Il libro spazia tra i generi, dal giallo al fantastico, con aspetti realistici anche inerenti a fatti di cronaca nera accaduti in Italia e ancora irrisolti che possono generare interesse e curiosità nel lettore, rendendo la lettura più avvincente. Asti ha inoltre raccontato di essersi recato in prima persona nei luoghi degli avvenimenti da lui narrati così da poterli descrivere al meglio. Essendo rimasti incuriositi e affascinati dal processo che si cela dietro alla creazione di un libro, abbiamo pensato di chiedere a Paolo Asti quale fosse il metodo da lui utilizzato per la scrittura di Aqua. L’autore in realtà ha svelato di non aver seguito un vero e proprio metodo, di aver scritto di getto, cercando di scrivere e aggiungere, di giorno in giorno, nuovi elementi al suo romanzo. Concludendo, l’esperienza è stata molto interessante e il fatto di aver avuto un riscontro diretto con l’autore ci ha dato una migliore prospettiva su cosa significa realmente dedicarsi alla documentazione, alla creatività e alla scrittura in sè di un romanzo.