Primi allestimenti per la Fiera di San Giuseppe in via Campanella e piazzale del Marinaio
Il sole sembra più caldo e l’aria cambia profumo, gli occhi fanno il resto. Sono suggestioni che toccano, quasi, tutti gli spezzini quando il calendario si avvicina alla seconda metà di marzo e alla tradizionale fiera di San Giuseppe. L’allestimento prende forma e si intravedono i primi segnali, inequivocabili, di una scadenza ormai vicinissima.
In queste sono già ben visibili alcune giostre e attrazioni montante in Via Tommaso Campanella e negli spazi antistanti di piazzale del Marinaio. In quell’area è presente la giostra Grand Canyon, giochi per bambini e altre attività che gli spezzini conoscono bene perché da tempo sono entrate a far parte della tradizione.
Manca una settimana alla fiera di San Giuseppe per la qualche c’è sempre un po’ di attesa, per chi deve capire dove parcheggiare e chi deve trovare il “pezzo” da fiera.
San Giuseppe ha una tradizione, antica, antichissima e “curativa”, un rimedio “anticrisi” antichissimo che risale al 1654. In quegli anni la città viveva una crisi profonda a causa anche della peste e l’amministrazione di quell’epoca chiese al Senato di Genova di istituire un’iniziativa commerciale affinchè l’intero insediamento, all’epoca non ancora considerato una vera e propria città, potesse respirare economicamente parlando. Genova non si tirò indietro, levò i dazi e le tassi ai commercianti che si sarebbero radunati per la fiera in principio nella sola giornata del 19 marzo per passare ai canonici tre giorni, che poi diventarono cinque e poi ridivennero tre.









