nuova realtà del Terzo settore
|Con la Fondazione “Corniglia Cinque Terre” nuovo impegno per la tutela del paesaggio terrazzato e delle comunità
Prende ufficialmente avvio la Fondazione Corniglia Cinqueterre ETS, nuova realtà del Terzo settore dedicata alla salvaguardia, al recupero e alla valorizzazione del paesaggio storico terrazzato di Corniglia, nel Comune di Vernazza, nel cuore dell’Area Protetta delle Cinque Terre. La Fondazione nasce dall’esperienza concreta maturata negli ultimi anni sul territorio, ispirandosi al modello virtuoso della Fondazione Manarola e ai risultati ottenuti dal progetto Stone walls for Life, di cui il Parco Nazionale delle Cinque Terre è capofila, che ha dimostrato come il restauro e lo studio dei muri a secco, la formazione specialistica, il coinvolgimento attivo delle comunità locali e la collaborazione strutturata tra soggetti pubblici e privati possano generare benefici ambientali, sociali ed economici duraturi.
Il paesaggio di Corniglia, modellato nei secoli dal lavoro umano attraverso una straordinaria rete di terrazzamenti, è oggi messo a rischio dall’abbandono agricolo, dai cambiamenti climatici, dalla fragilità idrogeologica e da una strutturale frammentazione delle proprietà fondiarie, che rende complesso e oneroso ogni intervento di recupero. Proprio il forte frazionamento dei terreni, caratteristico delle Cinque Terre, rappresenta uno dei principali ostacoli alla ricostruzione di una gestione agricola continua e coordinata del paesaggio. La Fondazione Corniglia Cinqueterre ETS nasce per rispondere a questa sfida, promuovendo un approccio integrato e collaborativo, fondato sull’alleanza tra istituzioni pubbliche, proprietari privati, mondo agricolo e comunità locali, capace di unire tutela del patrimonio culturale, agricoltura sostenibile, formazione e partecipazione attiva.
Tra gli obiettivi prioritari della Fondazione vi sono: il recupero e la messa in sicurezza dei terrazzamenti storici; la trasmissione delle tecniche tradizionali di costruzione dei muri a secco; il rilancio della coltivazione agricola a basso impatto ambientale; la valorizzazione del paesaggio come bene vivo, produttivo e identitario, e non come semplice scenario turistico. Il primo ambito di intervento individuato è la Collina delle Tre Croci, area simbolica e strategica per Corniglia, visibile dal paese e storicamente centrale per la sua identità agricola. “La Fondazione Corniglia Cinqueterre ETS si propone come piattaforma aperta di collaborazione tra cittadini, istituzioni, imprese, mondo agricolo e realtà del Terzo Settore, – sottolinea Guido Galletti, Vicepresidente Fondazione Corniglia Cinqueterre ETS – con l’obiettivo di attrarre competenze, risorse e progettualità a livello locale, nazionale ed europeo, rafforzando il ruolo della cooperazione pubblico–privato nella gestione attiva del territorio.”
“In un ambiente particolare, complesso, fragile, verticale in poche parole unico al mondo come le Cinque terre la nascita della Fondazione Corniglia Cinqueterre rappresenta una delle risposte alle esigenze del territorio dove le istituzioni pubbliche e il privato lavorano assieme ad un obiettivo condiviso e sostenibile. – dichiara il sindaco di Vernazza Marco Fenelli – L’esperienza del PN5T, la collaborazione dell’amministrazione comunale d Vernazza e la Fondazione, in un parco ‘piccolo e denso’ dove l’uomo è parte essenziale e centrale nella confluenza di vari ecosistemi si deve tradurre in un modello virtuoso di coesione e corresponsabilità espressione di condivisione e di sostenibilità.”
“Accogliamo con grande interesse la nascita della Fondazione Corniglia Cinqueterre, un’iniziativa dal basso che si ispira all’esperienza della Fondazione Manarola e che conferma quanto la partecipazione delle comunità locali sia determinante per la tutela attiva del paesaggio – dichiara Lorenzo Viviani, presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre –. Proprio da quel modello ha preso vita anche il progetto Stone walls forlife, di cui il Parco è capofila, che promuove il recupero dei terrazzamenti come tecnica costruttiva ad alta multifunzionalità: non solo manutenzione del paesaggio e prevenzione del dissesto, ma anche trasferimento di saperi, contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici, recupero delle aree abbandonate e rimessa a coltura. L’esperienza maturata dal Parco – continua Viviani – ha dimostrato che il recupero dei terrazzamenti, per essere efficace, deve tenere conto non solo degli aspetti tecnici e ambientali, ma anche della complessità fondiaria del territorio. Il forte frazionamento delle proprietà è una delle principali criticità che caratterizzano le Cinque Terre: affrontarlo attraverso strumenti di collaborazione tra pubblico e privato, fondazioni di comunità e modelli partecipati è oggi una delle chiavi per rendere il paesaggio più resiliente e garantire uno sviluppo fondato sulla rigenerazione territoriale”.



