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Murativivi: “Una barriera alla Darsena Duca degli Abruzzi? Sarebbe elemento di conflittualità coi marolini”

“L’installazione di una barriera permanente antintrusione rappresenterebbe il mero tentativo di inasprire i rapporti con una comunità, quella marolina. Un intervento che non ha alcuno scopo, se non quello di rendere ancora più improbabile la convivenza che appare sempre più aspra e conflittuale”. In merito a quanto accade alla darsena Duca degli Abruzzi, l’associazione Murativivi di Marola esprime la propria opinione sul posizionamento di uno sbarramento che “rappresenterebbe unicamente un ulteriore elemento di conflittualità”. Si chiedono, gli attivisti dell’associazione, se non possa trattarsi del preludio allo sfratto delle piccole imbarcazioni dei marolini: “Piccoli natanti – si legge nella nota –  che si tramandano di generazione in generazione, mantenendo una tradizione di amore di una comunità nei confronti del mare, e del suo accesso sottratto dalla Marina militare da 150 anni, collocati in un area demaniale pubblica, come il molo San Vito. Peccato che tale realtà sia circondata da una base, che invece di essere razionalizzata e riorganizzata, si vuole addirittura raddoppiare, in una logica incomprensibile, sia in termini di costi pubblici, sia in termini di impatto. Alcuni pochi posti barca furono sottratti dalla Lega Navale a suo tempo. Forse oggi un segnale potrebbe essere lo spostamento della Lega medesima in altro sito, magari al Mirabello”.

E ancora: “L’installazione della barriera impedirebbe, o renderebbe tale, l’uscita delle imbarcazioni maroline. Semplicemente, prima ci hanno murato l’accesso al mare, ora lo impedirebbero letteralmente. Oppure si arrotolerà e srotolerà ad ogni chiamata? Forse si dimentica che a San Vito c’è anche la sede della borgata marinara. Come avrebbe accesso al mare la realtà sportiva? Per chi arricciasse il naso, assieme alla borgata La Spezia Centro, Marola è l’unica ad avere l’autorizzazione ad allenarsi all’interno della darsena, come è altrettanto risaputo è che gli allenamenti quotidiani comprendono uscite al di fuori dello specchio acqueo militare. Evidentemente le retoriche sul Palio, sul rapporto tra la nostra città e il mare non comprendono la borgata marolina, che oltre ad essere murata viva rimane impigliata anche nelle reti in mare, o tra le Fremm e i rottami ormeggiati nella darsena Duca degli Abruzzi”. Da qui l’invito all’amministrazione comunale di prendere posizione: “Chissà se il concessionario dell’area, il Comune della Spezia, avrà qualcosa da dire in difesa dei suoi cittadini, che dovrebbe rappresentare? Ad ora un silenzio tombale su Basi blu. Certo è che la scorsa assemblea tenuta a Marola ha dimostrato che la comunità non starà in silenzio”, si domandano.