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“No alla diplomazia della forza. Sì alla diplomazia dei diritti!”, nuovo presidio in Piazza Mentana

Rete spezzina Pace e Disarmo promuove il 173° presidio “Se vogliamo la Pace prepariamo la Pace”, in programma lunedì 19 gennaio alle 17.00 in Piazza Mentana, invitando la cittadinanza a partecipare. “No alla diplomazia della forza. Sì alla diplomazia dei diritti!”, il tema dell’iniziativa. “Stiamo passando da un’era di ‘sicurezza collettiva’, basata sul diritto, a una di ‘sicurezza militare’, basata sulla deterrenza. Si tratta in questo caso di una falsa sicurezza che ci espone ad un rischio molto maggiore vista la potenza degli arsenali in campo”, si legge in una nota diffusa dalla Rete, che tocca poi una serie di punti.
“Marginalizzazione dell’Onu: oggi gli organismi internazionali sono ostaggio dei veti incrociati e della mancanza di volontà politica degli Stati membri, che preferiscono investire in arsenali piuttosto che nel rafforzamento delle istituzioni multilaterali – si legge  nel comunicato -. Appello alla Riforma: l’alternativa non è l’abbandono dell’Onu, che anzi deve essere difesa e valorizzata, ma semmai una sua profonda riforma che tolga il potere di veto e restituisca centralità all’Assemblea Generale, vista come l’unico luogo di democrazia internazionale rimasto. Neutralità attiva: in merito a conflitti e crisi in atto l’Unione Europea deve evitare di essere un soggetto di parte e diventare invece promotore di conferenze di pace che affrontino le cause strutturali (risorse, confini, diritti, …) anziché solo la tregua militare. Se investissimo in potenziamento della diplomazia una minima quota di quanto stiamo investendo in armi, raggiungeremmo in tempi piuttosto brevi risultati di pace ma anche di giustizia sociale ed economica, che sono tutti diritti fortemente correlati. Il nuovo ordine mondiale che si sta delineando non può essere l’esito di un precario equilibrio del terrore o della supremazia tecnologica delle armi. È necessario tornare allo spirito della Carta delle Nazioni Unite e dell’Articolo 11 della nostra Costituzione: la pace non è solo assenza di guerra, ma la costruzione di un sistema di sicurezza collettiva e umana. Occorre sostituire la ‘diplomazia della forza’ con una ‘diplomazia dei diritti e della cooperazione’, l’unica capace di governare le grandi sfide globali — dalla crisi climatica alle disuguaglianze — che nessuna spesa militare, per quanto ingente, potrà mai risolvere. Un ordine mondiale multipolare richiede tavoli negoziali permanenti, non nuovi arsenali”.

“È questa la direzione in cui Rete Italiana Pace e Disarmo, di cui la Rete spezzina è parte, intende continuare a impegnarsi, in un’azione collettiva condotta insieme ai principali network globali per la pace, come l’International Peace Bureau, contribuendo a costruire visioni e pratiche di sicurezza fondate sulla cooperazione, sulla giustizia e sul rispetto dei diritti umani”, conclude la nota.