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Campo in ferro, Murati vivi: “Non c’è fine al peggio, occorre mobilitare la città”
“Di fronte a quanto sta accadendo, alla gravità del metodo e del merito, non c’è che da prendere atto che occorre mobilitare la città intera, l’intero golfo spezzino contro queste scelte calate dall’alto, nocive e pericolose”. Lo afferma da Marola l’associazione Murati vivi, commentando le notizie sul futuro dell’area del Campo in ferro, pubblicate nei giorni scorsi da CDS.
“Scopriamo a mezzo stampa che il progetto basi blu sarà raddoppiato ancor prima che inizi. Questo significa che l’alibi dei progetti immodificabili era una delle tante bugie che i finti rappresentanti dei cittadini usano per far tacere il pensiero critico. Basi blu passa da 354 milioni a 722 milioni di euro, senza nessun passaggio parlamentare. Un esempio di democrazia da manuale. La nuova versione – si legge nella nota dell’associazione – tomberà totalmente ogni possibilità di razionalizzazione della base e di demilitarizzazione delle aree inutilizzate. Uno scenario sconcertante, al quale occorre rispondere con determinazione”.
“Come se non  bastasse ci troviamo di fronte alla proposta di coprire uno scandalo ambientale come la discarica di Campo in ferro, senza nessuna proposta di bonifica reale. In sostanza le tonnellate di materiali tossico nocivi che sono tutt’ora stoccati in quell’area rimarranno a contatto con falde e infiltrazioni marine. Alla faccia della sostenibilità.
Per questo, fin dai prossimi giorni, intenderemo costruire una chiamata generale di tutte le realtà in lotta nel nostro territorio e non solo, affinché si costruisca una mobilitazione permanente su questa vertenza, per dare spazio di confronto democratico e partecipato, elementi che fino ad oggi sono stati sconfessati proprio dai nostri rappresentanti istituzionali. Dal silenzio assordante del sindaco a quello di parlamentari e di esponenti di governo”, concludono i Murati vivi.