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esposito e d'angelo sono già da hall of fame
|Dal sogno serie A all’incubo C, Pio per sempre, il salvagente Roberts: un folle 2025 per lo Spezia
Una serie di scontri diretti con il destino che potevano cambiare la storia del club aquilotto ancora una volta. In meglio, ma anche in peggio.
Mai come nel 2025 per consegnare una copertina all’annata dello Spezia Calcio servirebbe un puzzle da mille pezzi. Dodici mesi folli quelli di Via Melara, praticamente in ogni settore. Dagli uffici del Ferdeghini allo stadio Picco, dal Delaware a Boston passando per la California, una serie di scontri diretti con il destino che potevano cambiare la storia del club aquilotto ancora una volta. In meglio, ma anche in peggio. A risolvere la partita è arrivato Thomas Roberts, il nuovo proprietario del club dallo scorso maggio, garante di una continuità che non va mai data per scontato nell’eterno business in perdita del pallone.
Il finanziere formatosi a Princeton è il presente, la sua storia si scrive anche in questi giorni in cui bisogna prendere l’elefantiaca dimensione finanziaria del monte ingaggi per metterla a dieta e contemporaneamente dare a Roberto Donadoni gli strumenti per inizia un nuovo ciclo che guardi in alto, come hanno saputo fare Volpi e, a modo loro, anche i Platek.
L’ala del Milan che cambiò la storia del calcio europeo è un altro dei protagonisti a sorpresa di questa imprevedibile annata. Il presidente Charlie Stillitano gli ha lanciato una cima per contrastare la forza centrifuga che lo aveva spinto lontano da quel vortice che è l’ingrato mestiere dell’allenatore. Ora è lui a provare l’ormeggio di un gruppo che ha dato l’impressione di essere sfilacciato e mal raffazzonato in estate. Roberts, Stillitano e Donadoni: se il destino vorrà, magari in futuro un trio da hall of fame.
Sono invece già volti che l’anno al termine consegna a imperitura memoria quelli di Pio Esposito e Luca D’Angelo. Gli spezzini sanno cose del più promettente centravanti italiano degli ultimi vent’anni che il resto del calcio italiano inizia solo adesso a scoprire o magari nega per stupide dinamiche di tifo. Vuole sopra ogni cosa giocare a calcio e farlo bene, gode della felicità che una vittoria produce negli altri. Milano e la serie A non corrodano questa energia, questo il solo augurio possibile.
L’unico augurio possibile a D’Angelo è invece di vederlo giocarsi di nuovo la massima serie presto. Magari non contro lo Spezia, in modo da poterlo tifare come hanno fatto molti pisani pochi mesi fa. Il suo carattere schivo ne fa un personaggio autentico, in un ambiente dove c’è chi fa di ogni parola un’autopromozione. Non c’è partita secca che possa offuscare il sentimento più profondo.
I play off persi contro la Cremonese sono la Trieste di una nuova generazione di tifosi. Ma il silenzio irreale dello stadio Picco che accompagnò lo Spezia di Mandorlini negli spogliatoi nel 2002, ventitré anni dopo si è tramutato in un lunghissimo applauso consolatorio. Uno dei momenti più intensi di sempre, puntellato dal commiato di Pio che con poche parole sincere ha sancito un legame che potrebbe davvero sopravvivere al giro del mondo che il suo talento gli potrebbe garantire.
Il 2025 sarà ricordato dal punto di vista aziendale come l’anno delle tre proprietà. Tra la spola di Philip Platek dagli Stati Uniti, per tenere accesa la fiammella della presenza della famiglia newyorchese, all’arrivo di Thomas Roberts, ecco il passaggio di Paul Francis e la breve parentesi di FC32. La scorsa primavera lo Spezia ha rischiato di incappare in seri problemi finanziari che potevano sfociare anche in procedure di infrazione e penalizzazioni, se non peggio. Decisiva la transizione gestita da Gazzoli e Corradino e infine l’asso nella manica di Stillitano. Oggi presidente non con mero potere consultivo, dopo aver indicato con piglio la scelta di Donadoni.
E’ stato anche l’anno della svolta per lo stadio “Alberto Picco”, del debutto della Curva Piscina coperta, dei cento eventi extracalcistici nell’area hospitality della tribuna, del record storico di abbonamenti. Dei progetti per il centro sportivo di Follo, di cui a metà 2026 dovrebbero conoscere tempistiche e modalità di messa in pratica. Il prossimo ottobre saranno 120 anni di vita per il club, che nel 2008 ha iniziato un’epoca di rinascita che ne ha elevato gli standard. Tra economia e fenomeno sociale, in qualche modo l’orchestra suona ancora su quello spartito.









