Logo

Temi del giorno:

Eros, politica e modelli di Renato Guttuso in mostra alla Firmafede di Sarzana: “Un artista della contemporaneità”

Sarà inaugurata nel pomeriggio alla Fortezza Firmafede di Sarzana la mostra Renato Guttuso – Il colore della realtà, anteprima nazionale dedicata a uno dei protagonisti più intensi e coerenti della pittura italiana del Novecento. L’esposizione, aperta al pubblico fino al 2 giugno 2026, presenta quaranta opere tra dipinti, disegni e lavori grafici e si inserisce nel percorso culturale avviato negli ultimi anni negli spazi della Cittadella, al cui piano inferiore da una settimana è già visibile l’antologica di Giuseppe Veneziano. Nell’anteprima di questa mattina il sindaco Cristina Ponzanelli ha sottolineato il valore simbolico e politico della scelta culturale: “Sono orgogliosa di essere qui a presentare questa esposizione di un artista straordinario, che ha ispirato l’arte contemporanea, e di una città che sa essere all’altezza delle proprie ambizioni”. Citando anche l’esposizione del quadro del Pinturicchio al Museo Diocesano ha ricordato come fino a poco tempo fa sarebbe sembrato impensabile ospitare a Sarzana tre mostre di questo livello in contemporanea, ringraziando l’assessore alla Cultura Giorgio Borrini, Pietro Folena, Lorenzo Canova e tutti coloro che hanno reso possibile questa direzione “verso una candidatura credibile a Capitale della cultura 2028”. Un ringraziamento particolare è andato anche al territorio: “Essere ambiziosi richiede di destinare risorse e di avere il sostegno di un tessuto economico e sociale molto ampio. Siamo passati dal fare eventi in modo continuativo al farli in modo contemporaneo, unendo qualità artistica e quantità ottimale”.

Apertura mostra Guttuso

L’assessore alla Cultura Giorgio Borrini ha richiamato invece il legame tra la storia della città e il progetto culturale della Fortezza. “In una seduta del comitato per Sarzana Capitale della cultura – ha detto – Pietro Folena ha ricordato come la nostra città abbia avuto un ruolo importante nel Novecento, a partire dai fatti del 21 luglio, espressione dell’impavidità che la caratterizza. Portare qui un artista così importante conferma la qualità del lavoro fatto nel tempo sulla Fortezza”. Borrini ha inserito Guttuso in una linea coerente che comprende Gian Carozzi, Giorgio de Chirico e, prima ancora, Picasso, ricordando come la mostra di Giuseppe Veneziano rappresenti invece l’espressione della contemporaneità. “È un tentativo virtuoso di raccontare il territorio anche attraverso l’arte. Questa mostra, pensata e prodotta per questo spazio, è un tassello importante”.

Lorenzo Canova e Giorgio Borrini

Pietro Folena, presidente di MetaMorfosi Eventi, ha poi evidenziato il valore dell’operazione anche per la storia della società: “È la prima volta che affrontiamo un progetto su Renato Guttuso e siamo lieti di farlo nei nostri vent’anni di attività proprio in questi spazi, che nel tempo sono migliorati e oggi sono all’altezza”. Folena ha ricordato come Guttuso sia stato riscoperto di recente dopo essere stato a lungo letto attraverso una narrazione riduttiva, legata alla sua adesione al realismo e al Partito comunista, contrapposta all’astrattismo delle grandi polemiche culturali del dopoguerra. “Questa interpretazione è caricaturale: Guttuso era un uomo della contemporaneità e del suo tempo. Da qui il senso del titolo della mostra perché la realtà viene interpretata con la forza del colore”. Un’anteprima nazionale che, secondo Folena, può aprire un nuovo dialogo intorno alla figura dell’artista, capace di unire “un grande impegno civile a un sentimento profondissimo dell’umano e in particolare dell’umano femminile”. Fondamentale in tal senso il sostegno degli Archivi Guttuso, che hanno messo a disposizione opere importanti. Folena ha infine ribadito la sua adesione convinta al progetto “Sarzana capitale della cultura” e il valore strategico di mostre di queste dimensioni per l’attrattività della città.

Lorenzo Canova

Il curatore della mostra, Lorenzo Canova, ha infine restituito un ritratto complesso di Guttuso: uomo politicamente impegnato e animato da grandi passioni civili ma anche intellettuale finissimo e artista capace di analizzare con lucidità e innovazione la cultura del suo tempo. “Era un ricercatore della pittura, capace di dare forza al messaggio” ha spiegato, soffermandosi su elementi centrali del percorso espositivo come la politica, l’eros, il sogno, il collage e i continui rimandi alla storia dell’arte, in cui il corpo e in particolare il corpo femminile diventano luoghi di tensione emotiva e simbolica. Il percorso – realizzato con Elisabetta Sacconi – ripercorre quarant’anni di ricerca dell’artista, dall’impegno civile alle nature morte fino alla grafica realizzata in collaborazione con lo stampatore Alberto Caprini. Con Guttuso la Fortezza Firmafede completa così un’offerta culturale che, soprattutto nel periodo delle festività, rappresenterà un valore aggiunto per la città.

Renato Guttuso, Stretto di Messina: Scilla, 1949, olio su tela, cm 65x92 Collezione privata  © Renato Guttuso, by SIAE 2025