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Ex cava della Brina, Zangani: “Nuova convenzione chiaramente sbilanciata a favore del privato”

Angelo Zangani, ex assessore all’Ambiente del Comune di Santo Stefano, interviene in merito alla nuova intesa tra Comune e parte privata sull’ex cava della Brina. “Negli anni ’80 la società concessionaria ottenne l’autorizzazione all’escavazione della Cava della Brina con l’obbligo di ripristinare la collina al termine dei lavori. Nel 2015 (era assessore all’Ambiente lo stesso Zangani, ndr), su richiesta della stessa società, il Comune stipulò una nuova convenzione che prevedeva il riempimento dell’area con criteri di ambientalizzazione, evitando così la realizzazione di una discarica. La convenzione garantiva inoltre al Comune la possibilità di acquisire gratuitamente la proprietà dell’area, pari a oltre 120.000 metri quadrati – scrive Zangani -. Dopo nove anni di conflitto, oggi appare difficile capire perché sia stato mantenuto un contenzioso così lungo, considerando che la società Castagna ha sempre rispettato la convenzione del 2015, come confermato dagli organi di controllo Asl e Arpal, che non sono mai intervenuti per irregolarità. Secondo molti osservatori, la sindaca Sisti, consapevole del rischio di dover riconoscere alla società risarcimenti economici molto elevati, avrebbe preferito ‘gettare la spugna’, accettando una nuova convenzione ben più favorevole al privato”.

L’ex assessore ritiene nuova convenzione costituisca “un accordo vantaggioso per il privato, non per il Comune”, scrivendo Zangani che “il rappresentante della società, dopo aver superato in sede legale tutte le contestazioni, si è probabilmente convinto a rinunciare al ricorso per il recupero dei danni, soddisfatto dei vantaggi ottenuti con la nuova convenzione. Tra questi, la proprietà definitiva di 120.000 metri quadrati di terreno a fronte di un corrispettivo di soli 31.000 euro, cifra che difficilmente trova un parametro oggettivo di riferimento. A ciò si aggiungono la durata indefinita della nuova convenzione, rispetto ai dieci anni della precedente, e l’assenza di un sistema di controlli comunali in grado di prevenire eventuali danni ambientali o gestionali. Di fatto, Comune e cittadini sono stati esclusi da ogni possibilità di verifica durante e dopo i lavori”.

“La lotta contro la convenzione del 2015 fu portata avanti dalla Sisti ben prima della sua elezione a sindaca, senza mai proporre alternative concrete. Anche quando le veniva chiesto – persino in sedi istituzionali – si era sempre rifiutata di rispondere. Durante le primarie del Partito democratico, il tema della cava – sostenuto da un comitato di cittadini – le permise di rafforzare il consenso e vincere le elezioni”, si legge ancora nella nota di Zangani, il quale ritiene che “se la strumentalizzazione della convenzione del 2015 aiutò la Sisti nella sua ascesa politica, gli atti che oggi l’hanno portata a firmare una nuova convenzione chiaramente sbilanciata a favore del privato potrebbero invece segnare la fine del suo mandato”. L’ex assessore rileva poi che “nessuna sentenza ha annullato la convenzione del 2015 né imposto la stipula di una nuova così squilibrata” affermando che “sarebbe dunque opportuno che gli organi competenti – oltre ai consiglieri di maggioranza e opposizione – verificassero a fondo la fondatezza di tutti gli atti”.

“Infine, che dire di coloro che, dentro e fuori le istituzioni, hanno diffamato chi aveva seguito correttamente l’iter amministrativo? Il contributo economico previsto dalla società – 160.000 euro a compensazione – appare ridicolo se rapportato al valore dell’area e agli interessi pubblici sacrificati. Se è vero, come affermato dall’assessore Giannarelli e come risulta agli atti, che il valore complessivo dell’operazione per il conferimento di materiale invenduto da Inerteco si aggiri sui 15–20 milioni di euro, la sproporzione diventa ancora più evidente”, scrive ancora Zangani, che esprime poi critiche anche sull’incarico per la firma della nuova convenzione: “è stato affidato a un legale esterno – scrive -, quando il segretario comunale è perfettamente titolato a svolgere questa funzione”.