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Il vessel reloading a Panigaglia nel decreto del governo: “Adeguamento per caricare le bettoline”
Dopo i traghetti con le autocisterne in arrivo le navi “small scale” che riforniranno nel golfo e faranno la spola con Oristano e forse Porto Torres.
Accelerazione decisiva del progetto di vessel reloading per il rigassificatore di Panigaglia. Il decreto del governo pubblicato ieri, 10 novembre 2025, in Gazzetta Ufficiale dalla presidente Meloni e dai ministri Pichetto Fratin (ambiente), Adolfo Urso (made in Italy) e Matteo Salvini (trasporti) lega definitivamente i destini dell’impianto spezzino al progetto di metanizzazione della Sardegna aprendo la strada a un nuovo traffico di bettoline di gas naturale liquefatto tra la Spezia e i futuri rigassificatori di Oristano e Porto Torres.
Un progetto partito da alcuni anni in contemporanea con il truck loading, attivo ormai da qualche mese, e di cui si vanno tirando le fila. Il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima pubblicato lo scorso anno aveva già tracciato la strada di “un collegamento tra i depositi costieri in costruzione e in autorizzazione (in Sardegna, ndr) e i terminali di rigassificazione operanti in Italia che si stanno dotando di un sistema di reloading”. Tra questi proprio Panigaglia che ha avviato da tempo le operazioni tecniche per la modifica dei bracci di carico presso il pontile principale dell’impianto in modo da garantirsi la capacità di invertire il flusso e far fluire il gas criogenico all’interno di navi metaniere di piccola taglia, con capacità compresa tra duemila e trentamila metri cubi, che poi prenderebbero la rotta dell’isola.
Una virtual pipeline che garantisca ai sardi di accedere al metano a un prezzo controllato e in linea con quello degli utenti del continente. Un collegamento tutta gestito da Snam, che ha siglato negli scorsi giorni con gli azionisti di Higas, società proprietaria del deposito costiero di gas naturale liquefatto di Oristano, un accordo propedeutico all’acquisizione del 100% del capitale sociale dell’azienda che preveda anche “l’ampliamento e la conversione dell’attuale deposito costiero in terminale di rigassificazione galleggiante”, si legge in una nota.
La spola tra la Spezia e Oristano servirebbe “il segmento centro-sud industriale e termoelettrico, le utenze delle province di Oristano, Medio Campidano, Sulcis-Iglesiente e Citta’ Metropolitana di Cagliari”, si legge nel decreto. Ma non si esclude anche una seconda direttrice di traffico verso Porto Torres “nell’ipotesi della riconversione a gas metano della centrale termoelettrica di Fiume Santo […] con capacità netta di stoccaggio adeguata a servire il segmento nord industriale e il bacino di consumo della città metropolitana di Sassari”.
Lo schema prevede che tra i rigassificatori di partenza siano, oltre a Panigaglia, anche quello di Livorno. L’unico però ubicato a terra rimarrebbe quello spezzino. Il governo prescrive infatti che “i nuovi terminali di stoccaggio e rigassificazione da collocare nell’isola ai sensi del citato art. 60, comma 6, siano costituiti da unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione (FSRU), in modo da minimizzare l’impatto sul territorio“. Prossimo passo la definizione del quadro regolatorio del servizio di virtual pipeline tra Panigaglia e Sardegna da parte di Arera. L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente ha tempo 180 giorni per pronunciarsi sulla sostenibilità degli investimenti.








