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Il programma Basi Blu parte dal parcheggio di lunga navigazione: 200 stalli e nuove torri faro
Riqualificazione di un’area di 5.000 metri quadri alle spalle dei moli Varicella. SIM Marina: “Opera attesa da anni”.
Prima dei moli e delle infrastrutture collegate, è il paragrafo “g” del disciplinare tecnico del programma Basi Blu il primo a diventare realtà. Dal 3 novembre partiranno gli interventi di riqualificazione del parcheggio di lunga sosta nell’area Varicella, dove i marinai lasciano le auto quando partono in missione. Sosta che in alcuni casi si protraggono per mesi e che a volte si sono concluse con brutte sorprese per i legittimi proprietari dei veicoli, che hanno denunciato in passato furti e danneggiamenti e la presenza di topi che aveva preso dimora nei vani motore e negli abitacoli.
“E’ un’opera attesa da tempo più volte sollecitata dal nostro sindacati – sottolinea SIM Marina -, che ha raccolto le segnalazioni degli equipaggi delle unità navali impegnate per lunghi periodi fuori sede. L’intervento interesserà un’area di circa 5mila metri quadrati e prevede una serie di migliorie strutturali e funzionali tra cui l’ampliamento dell’area di sosta,
la completa asfaltatura del piazzale e la realizzazione della segnaletica orizzontale per circa 200 stalli”. Sarà inoltre installato un nuovo impianto di illuminazione con torri faro e un sistema per la raccolta e la regimentazione delle acque piovane. “Il progetto rappresenta un passo concreto verso il miglioramento delle condizioni logistiche per il personale militare, garantendo maggiore efficienza e sicurezza in una delle aree più frequentate della base”.
Con l’inizio dei lavori, l’area verrà temporaneamente chiusa per circa due mesi, periodo stimato per il completamento dell’opera. Per quanto riguarda l’ampliamento della base navale nelle aree dei moli Varicella, il primo passo sarà lo smaltimento delle decine di relitti accumulatesi in anni in cui l’area di San Vito in particolare è stata usata come deposito di galleggianti non più utilizzati o utilizzabili.
Del procedimento si è occupata Agenzia Industria Difesa che, al secondo incanto, ha aggiudicato 49 relitti di vario genere e di varie epoche (alcune bettoline risalgono addirittura all’Ottocento) alla ditta Valcart srl di Bergamo, che ha fatto suo il lotto per 3.400 euro. Si stima che dai 46 relitti in metallo (i restanti sono in vetroresina) possano essere recuperate circa 2.011 tonnellate di materiale ferroso riciclabile.
Al momento il galleggiante di maggiore stazza conservato in arsenale è l’ex rifornitore di squadra Vesuvio, oggi ormeggiato presso la Calata Duca degli Abruzzi e per cui la prossima fase sarà la demilitarizzazione affidata alla LCN srl che ha vinto l’appalto. Per il Vesuvio, come per le altre unità maggiori dismesse negli scorsi anni, il destino sembra essere l’affidamento a una ditta specializzata che la trasporti in un cantiere estero per la demolizione.









