L’industria Difesa è una questione privata: l’ex Oto Melara ha più dipendenti di tutti gli enti di Marina
Sono 384 i dipendenti civili di Marinarsen e 191 quelli del Comando marittimo Nord. A seguire tutti gli altri, dal CSSN in giù.
Rimangono 1.182 dipendenti civili legati agli enti della Marina Militare nell’area della Spezia. Continua inesorabile il calo degli occupati pubblici nel settore difesa, per decenni primo sfogo occupazionale della città, in un periodo storico in cui l’industria armiera – Leonardo in testa – torna ad assumere a grande ritmo. A due anni dall’annuncio del ministro Guido Crosetto, durante Seafuture 2023, di un piano di rilancio in corso di definizione per l’arsenale marittimo, i numeri degli effettivi tra i capannoni della base cavouriana raggiungono un nuovo minimo storico.
Il punto è che la sola ex Oto Melara ha oggi più dipendenti – quasi 1.400 – di tutti gli enti legati alla Marina Militare quando negli anni Ottanta i soli operai dell’arsenale (oltre duemila) erano più dei metalmeccanici della Melara. A oggi sono 384 i dipendenti civili di Marinarsen secondo i dati desumibili dalla distribuzione dei fondi benessere destinati al personale nel 2025. Scesi sotto quota quattrocento, come prevedevano i sindacati due anni fa di questi tempi quando, proprio in occasione dell’inaugurazione dell’ottava edizione della fiera delle tecnologie navali, avevano inscenato una protesta di fronte a Porta Principale per chiedere assunzioni e un’accelerazione sul turn over.
Quest’anno quella piazza è stata, per così dire, ‘ereditata’ dal movimento pacifista, anche in virtù delle rassicurazioni arrivate dal governo su un piano di rilancio dell’arsenale, con sempre maggiore peso del privato. Intanto però gli arsenalotti si confermano in via di estinzione. Negli ultimi dieci anni i dipendenti sono dimezzati, un quinto rispetto al 2000 quando erano oltre 1.800. Se il programma di ammodernamento sulle strutture arsenalizie è partito – bacini, capannoni, gru, barcheporte e officine – dal punto di vista occupazionale si è sempre più vicini al punto di non ritorno.
Per rimanere nell’area di arsenale e base navale, ci sono 130 impiegati nell’ambito della Stazione navale che offre assistenza alle navi all’ormeggio, 20 alla direzione del Genio militare e 11 al Centro telecomunicazioni. Tra Ufficio tecnico fari, che ha responsabilità su tutti proiettori italiani, e Comando zona fari sono meno di trenta gli impiegati (23 e 6 rispettivamente). Un impiegato civile anche presso il Comando delle contromisure mine all’interno della caserma Giovannini.
Attualmente il secondo ente per numero di impiegati è il Comando marittimo Nord con 191. Nell’area della vecchia Piazza d’Armi lavorando anche i 135 dipendenti della Direzione di commissariato, i 35 impiegati al Comando logistico e 28 presso la Direzione amministrativa. Egual numero di addetti per i circoli sottufficiali e ufficiali: 24 a testa. Dodici gli occupati al Dipartimento di medicina legale (vecchio Marispedal) e quattro presso il presidio infermieristico. Dodici anche i civli del Comsubin. Il Centro di supporto e sperimentazione navale ne ha 141. Dell’area spezzina fanno parte anche il Cima di Aulla (103 dipendenti) e la Stazione elicotteri di Luni (50).








