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Ordigni bellici davanti a Panigaglia, il comitato: “L’impianto va dismesso. C’è una sudditanza che deve terminare”

Il ritrovamento di ordigni bellici nei fondali antistanti il rigassificatore di Panigaglia continua ad alimentare la polemica sulla presenza dell’impianto nel golfo spezzino. A intervenire nuovamente è il Comitato per l’immediata dismissione del rigassificatore, che in una nota definisce i comunicati diffusi da Snam “mistificazioni della realtà” e contesta le rassicurazioni fornite dalla società.

“Non crediamo affatto – si legge nella nota – che Snam abbia svolto costanti attività di ricognizione e monitoraggio nell’area del rigassificatore di Panigaglia. Ci sorprende che si parli di cinquant’anni di campagne batimetriche per scoprire la presenza di residuati bellici, quando l’individuazione è resa necessaria dai dragaggi previsti per nuove attività e nuovi business”.

Secondo il Comitato, la scoperta degli ordigni conferma la pericolosità di un impianto che “è indifendibile, collocato a terra in una baia di un golfo densamente antropizzato e dove ancora oggi permangono residui della seconda guerra mondiale”.

Il portavoce Fabio Ratto sottolinea i rischi che potrebbero verificarsi in caso di contatto tra una nave gasiera e gli ordigni inesplosi: “Meglio non pensare a cosa sarebbe potuto accadere. È tragicamente imbarazzante constatare che neppure adesso siano intervenute le autorità preposte alla sicurezza e alle autorizzazioni. L’interesse nazionale dovrebbe essere quello di tutelare i cittadini, non il business”.

Il Comitato ribadisce quindi la richiesta di dismissione immediata dell’impianto di Panigaglia, denunciando quella che definisce “una biasimevole sudditanza che deve terminare”.