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Radar e telecamere per sorvegliare mura, ormeggi e mare dell’arsenale e della futura “base blu”

La Marina Militare sonda il mercato. Il sistema completato da un centro di controllo con schermi da 65 pollici e sette chilometri di fibra ottica.

Sei radar e nove telecamere per sorvegliare le due darsene dell’arsenale marittimo e la zona degli ormeggi interessata dal progetto Basi Blu. La Marina Militare sta sondando il mercato per dotare la base spezzina di un nuovo sistema di sicurezza unificato a cui afferiscano la videosorveglianza, un apparato radar locale, il controllo degli accessi dalle porte dell’arsenale, i sistemi anti intrusione perimetrale e le comunicazioni interne. Una serie di occhi e orecchie che convergano verso una sala di controllo con due schermi da 65 pollici a disposizione degli operatori. Una mole di dati da condividere con Marintranet, la rete della forza armata, e conservare all’interno di server dedicati.

Le zone interessate sarebbero la torre di controllo, la prima e seconda darsena, i moli Varicella e Lagora e la banchina Scali. L’architettura prevede un radar per tenere sotto controllo gli specchi d’acqua con capacità di scoperta fino a 2,8 chilometri. Altri cinque per sorvegliare l’interno della base, in grado di segnalare la presenza di una persona in un raggio di 400 metri e di un’imbarcazione o vettura fino a 600 metri, con una frequenza di otto rilevamenti per secondo.

I cavidotti dell'arsenale

Sistemi certificati ‘safe for human exposure’ secondo gli standard della Federal communication commission americana. Quello dell’inquinamento elettromagnetico è un aspetto che spesso genera preoccupazione nella popolazione che vive a ridosso della base, soprattutto nel borgo di Marola.

Sulle banchine e i posti d’ormeggio previste sette telecamere a lunga distanza per sorvegliare le banchine e i punti di ormeggio e due per gli specchi di mare prospicenti la base navale. Il tutto cablato attraverso 7 chilometri di fibra ottica utilizzando i cavidotti già esistenti, che corrono sotto la strada da Pianello di Marola fino all’area di Maritele, passando attraverso le vasche di San Vito.

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