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Il presidio, le parole dal palco: il Festival della Mente parte nel segno di Gaza

Nel segno della drammatica situazione di Gaza e della Palestina l’apertura del XXII Festival della Mente. Non solo per il presidio organizzato da “Riconvertiamo Seafuture” tra Comune e tensostruttura di Piazza Matteotti, ma anche per come il tema è entrato pienamente nei saluti istituzionali.

Apertura Festival della Mente 2025 - Manifestazione per la Palestina

“Palestina libera”, “Netanayahu assassino”, “Sarzana sa da che parte stare, niente armi dal nostro mare”, alcuni dei cori levatisi dai manifestanti e che hanno fatto da sottofondo agli interventi inaugurali sul palco nel tendone gremito. Gli attivisti hanno inoltre esposto, assieme a bandiere palestinesi – una della quale firmata dalla sindaca Ponzanelli -, gli striscioni “Stop al genocidio. No alla fiera delle armi. Fermiamo Seafuture” e “La guerra parte da Spezia. Fermiamola ora”, diffondendo altresì volantini per la manifestazione spezzina del 27 settembre, “con la quale chiederemo che Seafuture (29 sett.-2 ott., ndr) venga riconvertita al civile, così come era nata, prima di diventare una mostra esclusivamente militare dentro l’arsenale”, ha dichiarato Marco Cataruzza di Riconvertiamo Seafuture. Alla manifestazione del 27 seguiranno altri giorni di mobilitazione fino al 2 ottobre. “Iniziative promosse anche in relazione all’invito a Seafuture della Marina militare di Israele, scandaloso, nonché di Marine militari di altri Paesi, come Libia, Egitto e Arabia saudita, che violano i diritti umani”, ha detto ancora Cataruzza. I manifestanti hanno infine avuto un momento di interlocuzione con il prof. Paolo Magri (si veda la foto sotto), presidente del comitato scientifico dell’Ispi, che di lì a poco sarebbe salito sul palco per la lectio “La rivoluzione invisibile di Trump”.

Apertura Festival della Mente 2025 - Manifestazione per la Palestina

Ma andiamo ai saluti d’apertura. “Il Festival della Mente è una delle espressioni più alte dell’identità di Sarzana, una città dove la cultura non è un orpello occasionale, ma un’abitudine quotidiana, un bene condiviso, una necessità radicata nella storia e viva nel presente. Ed è con questo spirito che Sarzana si è candidata a diventare Capitale italiana della Cultura 2028”, ha detto la prima cittadina Ponzanelli. Così poi sul tema dell’edizione ’25 del festival: “L’invisibile è ovunque, una dimensione immensamente più grande di ciò che percepiamo, ma è anche quello che colpevolmente scegliamo di non vedere. Questo accade ogni giorno e comporta serie conseguenze, in particolare mette a rischio un bene preziosissimo: la verità, e senza verità non c’è conoscenza, non c’è libertà, non c’è democrazia”, ha detto la sindaca, che ha parlato con timore di “una realtà diventata questione di opinione, in cui i fatti contano sempre meno”. Quindi l’arrivo a Gaza: “C’è poi un altro rischio, che corriamo ogni giorno, ogni minuto: quello di vedere ma non guardare veramente. Quante volte scorrendo il nostro smartphone in tutti questi mesi, tra una ricetta e una notizia qualsiasi, ci siamo imbattuti in immagini atroci. Gaza distrutta, folle di bambini con un contenitore in mano e le lacrime agli occhi all ricerca di cibo – ha detto Ponzanelli, suscitando un forte applauso della platea -. La morte, l’orrore ci passano davanti agli occhi… non smettiamo mai di guardarli davvero! La maggior parte di noi non è esperto di politica internazionale, ma quelle immagini ci parlano, come madri, come padri, come esseri umani prima ancora che come cittadini, e non dobbiamo mai stancarci di guardarle davvero e di dire che quello che vediamo è inaccettabile, che la protezione dei civili, dei bambini non è negoziabile, mai. Non stanchiamoci mai di dirlo”.

Apertura Festival della Mente 2025 - Manifestazione per la Palestina

“Questa manifestazione nasce nel 2004: è passata un’epoca, ma il festival è ancora qua, con la formula di ventidue anni fa, cioè persone che parlano e persone che ascoltano, non formule tecnologiche, social o altri strumenti. Cosa significa questo? Che quella del Festival della mente è una formula di successo e che la gente ha bisogno ancora di queste forme in cui la parola e l’ascolto predominano, perché questo fa parte della storia dell’uomo; è la tradizione orale, il trasmettere il sapere attraverso la parola”, ha osservato nel suo intervento Andrea Corradino, presidente di Fondazione Carispezia, che in uno dei passaggi si soffermerà anche sul tema dell’invisibile: “Credo possa veramente stimolare ragionamenti in tutte le materie toccate dal festival”, ha osservato. “Fondazione Carispezia – ha poi concluso – conferma con orgoglio il proprio impegno nella promozione della cultura e della coesione sociale, sostenendo il Festival della Mente come un appuntamento di riferimento non solo per il nostro territorio ma anche a livello nazionale”.

Apertura Festival della Mente 2025 - Manifestazione per la Palestina

Parola poi alla Regione, rappresentata dall’assessore Giacomo Raul Giampedrone, che ha esordito chiedendo “un applauso a tutti gli invisibili delle guerre”. L’amministratore regionale ha quindi osservato: “Il Festival della mente è una manifestazione ormai radicata in città, nella provincia, nella regione e adesso di caratura nazionale e anche internazionale, merito questo di tutta l’organizzazione, della direttrice Marietti, della Fondazione, della sindaca Ponzanelli, di chi l’ha preceduta. Un evento che in ogni edizione ha saputo dare spunti straordinari per spegnere un attimo il telefono e lavorare con le meningi”. Infine da Giampedrone una riflessione sul tema dell’edizione ’25, “molto affascinante – ha detto -, sia nei suoi aspetti positivi, sia in quelli più negativi”, che ha visto l’assessore riprendere Le città invisibili di Italo Calvino.

Apertura Festival della Mente 2025 - Manifestazione per la Palestina

Testimone infine alla menzionata direttrice del festival, Benedetta Marietti. “Leggendo una raccolta di saggi di Arundhati Roy, intitolata Il mio cuore sedizioso, ho trovato una citazione che riguarda l’invisibile e che dà il senso della funzione che può avere oggi un festival di approfondimento culturale in tempi non facili come i nostri: ‘Quel che sta accadendo nel mondo va, al momento, al di là del regno della comprensione umana. Sono gli scrittori, i poeti, gli artisti, (e gli scienziati, gli storici, i filosofi, gli antropologi aggiungo io) che possono stabilire i collegamenti, che possono trovare il modo di riportarlo nel regno della comprensione comune. Che possono tradurre i diagrammi del cash flow e i brillanti discorsi da riunione di consiglio di amministrazione in storie vere di gente vera con vite vere. Storie di che cosa significa perdere la propria casa, la terra, il lavoro, la dignità, il passato e lo stesso futuro di fronte a una forza invisibile. È un nuovo spazio che ci viene offerto oggi, un nuovo tipo di sfida, un nuovo genere di arte che può rendere palpabile l’impalpabile, tangibile l’intangibile, e visibile l’invisibile‘. Ma in questi tempi bui, cosa possiamo fare per guardare al futuro con desiderio e speranza? Una possibile risposta arriva sempre da Arundhati Roy, con l’augurio che le sue parole di speranza ci accompagnino in queste tre giornate del festival insieme ai pensieri importanti e alle voci preziose delle relatrici e dei relatori: ‘Amare. Essere amati. Non dimenticare mai la propria insignificanza. Non assuefarsi mai all’indicibile violenza e alla grossolana disuguaglianza della vita attorno a te. Cercare la gioia nei posti più tristi. Inseguire la bellezza fin dentro la sua tana. Non semplificare mai le cose complicate e non complicare mai quelle semplici. E, soprattutto, guardare. Cercare di capire. Non distogliere mai lo sguardo. E mai, mai dimenticare’ “. (in corsivo, le citazioni di A. Roy)

Apertura Festival della Mente 2025 - Manifestazione per la Palestina