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Traffico illecito di rifiuti verso l’Africa: cinque indagati, scattano le misure cautelari

Nei giorni scorsi i Carabinieri Forestali di Borghetto Vara hanno reso esecutiva una ordinanza di misure cautelari emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Genova nei confronti di cinque persone (di cui quattro di nazionalità nigeriana e  nata in Svizzera), due delle quali sono risultate irreperibili e destinatarie. Per tutti loro è stato fissato l’obbligo di dimora nei comuni di rispettiva residenza aggravato dal divieto di uscire dall’abitazione in orario notturno, unitamente all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre volte alla settimana (con riferimento a quattro degli indagati) e l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria (con riferimento ad uno degli indagati).

Le misure cautelari sono state emesse in seguito a seguito di indagini che risalgono allo scorso febbraio. Sono infatti accusati di avere svolto una attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, destinati anche ad essere trasferiti nel continente africano. ln particolare, in base alle indagini svolte dai Carabinieri Forestali e coordinate dalla PDA di Genova, cui è stato applicato un Pm della Procura della Repubblica della Spezia, sono state accertate da marzo 2023 più operazioni di raccolta presso persone fisiche e aziende nella Provincia della Spezia, nonché di trasporto, cessione, stoccaggio, smaltimento, abbandono (oltre a due tentativi di esportazione di Nigeria) di rifiuti, pericolosi e non pericolosi, costituiti principalmente da rifiuti solidi urbani, apparecchiature elettriche ed elettroniche, ingombranti, veicoli in disuso e parti di veicoli.

Nel corso delle indagini sono stati accertati altresì 22 episodi di raccolta e trasporti illeciti di rifiuti (perpetrati da marzo 2023 a novembre 2024). Nel faldone anche due spedizioni illecite di rifiuti pericolosi e non pericolosi privi della documentazione attestante l’avvenuta sanificazione o della documentazione attestante la funzionalità, in violazione del divieto di esportazione ex art. 36 Reg. CE 1013/2006, nonché una reiterata attività di demolizione di veicoli in disuso in violazione dell’articolo 6 comma 2 del d.lvo 209/2003.