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Sarr si è rialzato ancora: “Riparto da dove avevo lasciato. Il concetto di accontentarsi non esiste”

Dopo la doppia rottura dell’omero, il portiere è tornato in campo sin da inizio ritiro e si gioca le sue carte: “Bisogna sempre alzare l’asticella. Il passato non si può cambiare, inutile lamentarsi. Se lo vuoi, lo puoi fare”

Ha voltato pagina Fallou Sarr, il portiere dello Spezia che è pronto a giocarsi le sue carte dopo una stagione sfortunatissima e dolorosa, che lo aveva visto partire da numero uno della squadra di D’Angelo, fino alla rottura dell’omero nella prima partita di settembre, replicata qualche mese dopo quando stava per rientrare in gruppo. Non ha mai perso il sorriso, Fallou, così come non ha mai perso quella voglia di rialzarsi che ha fatto la differenza nella sua carriera, dove di ostacoli da scavalcare ce ne sono stati tanti. 

Sono passati 331 giorni da quello Spezia-Cesena, che in città tutti ricordano per il gol di Bertola dopo oltre 100 minuti, ma che per Sarr era stata l’ultima presenza in maglia bianca. “Si riparte da lì, da dove avevo lasciato”, racconta a Città della Spezia il numero uno senegalese. “Sta andando tutto bene. La squadra sta lavorando bene, ci stiamo integrando, stiamo conoscendo i nuovi. Ci stiamo preparando per questa nuova stagione, abbiamo fatto un ottimo ritiro. La squadra è in fase di costruzione, dei tasselli mancano e serve un po’ di tempo per conoscerci e integrarci al meglio, ma la strada è quella giusta”. 

 

Fallou Sarr

 

Il gruppo è ancora in fase evolutiva, ma le fondamenta restano solide: “Alcuni giocatori importanti sono andati via, ma l’ossatura dello scorso anno è rimasta. Conosciamo il mister, sappiamo come vuole giocare, e questo ci aiuta a ripartire da basi solide. I nuovi si stanno inserendo bene e lo spirito è quello giusto”. Sarr parla con lucidità di gioco e prospettive. Sa che il ruolo del portiere oggi non si esaurisce più tra i pali, ma si allarga anche alla costruzione dal basso e alla capacità di leggere il gioco, che quest’anno potrebbe vedere uno Spezia ancora più verticale, pronto a sfruttare le qualità balistiche del portiere senegalese: “Il gioco in profondità può essere un’arma in più. Se impariamo a sfruttare le qualità di giocatori come Artistico e Vlahovic, possiamo fare male anche in verticale e non solo orizzontalmente. È solo l’inizio, ma conoscendoci meglio potremo esprimere tutto il nostro potenziale”, prosegue. 

In lizza per una maglia da titolare, Sarr lavora anche da chioccia con i più giovani portieri Mascardi e Leonardo, che lo osservano da vicino e ascoltano i suoi consigli: “Mi piace lavorare con loro, sono molto positivi, disponibili, vogliono spingere forte come me. Ci troviamo bene a lavorare insieme, ridiamo molto e fa sempre piacere”, spiega scherzando il portiere, a due passi proprio dai suoi compagni di reparto, che ripartiranno da una statistica importante, quella della miglior difesa dello scorso campionato. Che non spaventa Sarr: “La cura dei dettagli deve essere maniacale. Se oggi fai dieci domani devi fare undici, se fai venti devi fare ventuno il giorno dopo. Se sei stanco, devi almeno rimanere a venti. Se fai trenta clean sheet devi superarti e farne trentuno l’anno dopo, così come se fai trenta gol devi migliorarti. L’obiettivo è sempre alzare l’asticella. Non esiste il concetto di accontentarsi, è inconcepibile”, ribadisce Fallou. 

 

Niccolò Pasta e Sarr

 

E proprio questa mentalità gli ha permesso di superare i brutti colpi subiti lo scorso anno, quando di rientro dalla rottura del crociato ha dovuto fare i conti con la frattura dell’omero. Senza però mai perdere di vista l’obiettivo: “Il meccanismo è lo stesso. Se l’obiettivo è chiaro e ben definito, tutto quello che succede lungo il percorso è indifferente. Non è piacevole passare quello che ho passato io, ovviamente, non è divertente, ma è il prezzo da pagare per raggiungere ciò che desideri. Se lo vuoi, lo puoi fare. Lamentarsi non serve a niente, il passato non lo puoi cambiare, devi tirare dritto per la tua strada”, insiste Sarr. Ma in una stagione che ricomincia, restano lì gli obiettivi non portati a termine nell’anno precedente. E per il portiere un ‘sogno’ è sempre vivo: quello di mettere a segno un assist. “Anzi due!”, scherza. “Uno con le mani e uno con i piedi”. 

Dopo tanta sfortuna, ora è tempo di riscatto. Fallou Sarr è pronto a riprendersi ciò che il destino gli ha tolto, con la determinazione di chi ha imparato a non mollare mai. Serio, ambizioso, trascinato da una fame che non conosce tregua, è pronto a tornare protagonista. Per sé, per la squadra, e per quel sogno ancora lì, a portata di mano, o, in questo caso, di guanto.