Alberto Scaramuccia, la voce della storia spezzina ci ha improvvisamente lasciati
Con profondo cordoglio, la redazione del quotidiano Città della Spezia saluta Alberto Scaramuccia, scomparso improvvisamente ieri all’età di 77 anni. Collaboratore storico della nostra testata, è stato molto più che un autore: è stato una voce, una guida, un punto di riferimento per chiunque abbia voluto conoscere e comprendere le radici della città. Un amico e una memoria storica, sempre pronto a raccontare e raccontarsi sia pubblicamente che nelle tante chiacchierate condivise anche ultimamente in redazione. Una mancanza che si sentirà a lungo per noi ma anche per i tanti che lo hanno conosciuto e apprezzato.
Nato nel 1947, si era laureato in Lettere e Filosofia presso l’Università di Pisa, intraprendendo poi una lunga carriera come insegnante di italiano e latino, dal 1971 al 2003. Non a caso lo chiamavano il professore e aveva fra gli altri un legame molto sentito con la scuola Media Fontana dove insegnò a lungo. Quella della storia della Spezia è stata una vocazione, il frutto sempre maturo di una passione che ha coltivato con rigore, generosità e instancabile dedizione.
Autore prolifico, ha lasciato in eredità 27 pubblicazioni, decine di saggi, e oltre 1300 articoli incentrati sulla storia spezzina, molti dei quali pubblicati proprio su queste pagine nella sua amata rubrica settimanale “Una storia spezzina”. Scriveva con immaginazione, ma anche con cuore e sapeva ridare vita a episodi dimenticati, restituendo volti e voci al passato della città.
Tra i suoi lavori più significativi ricordiamo La Spezia ai tempi del colera (2007), la pentalogia sulla Spezia nella Grande Guerra (2014–2018), e Arsenale (2019), scritto in occasione del 150° anniversario dello storico stabilimento militare, simbolo della trasformazione urbana e sociale spezzina. Nel 2023 aveva curato l’opera Rime irriverenti – Tra politica, satira e spezzinità, una raccolta di poesie ottocentesche inedite di Ubaldo Mazzini, dimostrando ancora una volta il suo talento nel riscoprire e valorizzare le tracce culturali della città.

Alberto Scaramuccia è stato uno storico della gente, capace di parlare a tutti, senza mai rinunciare alla profondità dell’indagine e alla serietà del metodo. Nei suoi articoli si intrecciavano l’amore per la Spezia, la curiosità intellettuale e l’impegno civile. Ha formato generazioni di lettori e studenti, lasciando un segno tangibile nella coscienza collettiva cittadina. Grande amante del tennis, che praticò da ragazzo, negli ultimi anni seguiva con interesse le gesta di Lorenzo Musetti e quelle del suo allenatore Simone Tartarini, che definiva “un fante de Ciassa Brin”.
Ci mancheranno le sue parole, la sua competenza e il suo stile garbato. Ma continueremo a leggerlo, a studiarlo, a ricordarlo, certi che ogni pietra, ogni strada e ogni memoria della Spezia risuonerà ancora a lungo della sua voce.
Alberto lascia l’inseparabile moglie Stefania, i figli Ilaria e Luca e gli amati nipoti Martina, Sara, Pietro e Davide. I funerali, in cerimonia strettamente civile, si terranno mercoledì al tempio crematorio dei Boschetti alle 10.30.
Alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che lo hanno conosciuto, il più sincero abbraccio da parte di tutta la redazione di Cds.



