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Teja: "Ho subito un'aggressione fascista da consiglieri di minoranza e pubblico"
|Mozione in consiglio contro il corteo di CasaPound: si attenderà la decisione di prefetto e questore. Dopo il voto l’opposizione lascia l’aula e scoppia il parapiglia
E’ finito con una gran confusione e con uno scontro sia verbale che fisico tra consiglieri comunali, il dibattito andato in scena in consiglio comunale sulla mozione urgente con cui l’opposizione di centrosinistra chiedeva al sindaco e alla giunta di attivarsi presso Prefettura e Questura per negare l’autorizzazione alla manifestazione nazionale di CasaPound annunciata per il 17 maggio alla Spezia e di prendere le distanze dall’iniziativa.
Come da prassi prima di andare ad affrontare i contenuti della mozione l’aula è stata chiamata a valutare l’urgenza della discussione e a intervenire a sostegno di tale necessità è stata la capogruppo del Partito democratico, Martina Giannetti.
“La mozione nasce dall’urgenza in termini di tempo, ma anche dalle deliberate intenzioni che stanno alla base di questa iniziativa. Poche ore fa – ha spiegato Giannetti – abbiamo appreso che si terrà alla Spezia un corteo nazionale di CasaPound, “Defende Europe”. E’ allarmante il contenuto del testo che annuncia lo svolgimento della manifestazione, perché tra le altre cose ci sono inneggi razzisti e xenofobi, marcatamente neofascisti, e si chiede l’abolizione della Festa della Liberazione. Alla base c’è il tentativo di realizzare gli intenti reazionari che spesso vengono minacciati e che oggi vengono messi in maniera cruda nero su bianco, chiedendo che una pagina gloriosa per tutti noi come il 25 aprile venga messa in discussione, denotando una collocazione al di fuori dei limiti costituzionali e una forte lesione della memoria storica di una città come la nostra, Medaglia d’oro al valor civile e orgogliosamente nota come Porta di Sion, peraltro utilizzando parole orribili come remigrazione. Riteniamo che questa sia una battaglia da combattere come consiglio comunale, da tutti noi, e l’urgenza deriva anche dal fatto che la prossima seduta potrebbe essere il 12 maggio: solo stasera possiamo discutere di questo tema con un reale effetto pratico. Chiediamo di riflettere su questi temi, per ordine pubblico e per dovere istituzionale”.
Per la maggioranza di centrodestra ha preso la parola il consigliere Domenico Zito, esponente della Democrazia cristiana.
“Sono molto lontano da questi concetti anti-tutto espressi da parte di CasaPound, che è un movimento politico, non una partito. Ma non sono d’accordo con l’urgenza di discutere la mozione perché a giorni ci sarà un incontro in Prefettura con il questore, come chiesto dall’amministrazione comunale. Sono rimasto colpito da parole come remigrazione ed Europa potenza – ha proseguito Zito ridendo e facendo riferimento al testo di CasaPound -, che non ho mai sentito. Ripeto, sono lontano da messaggi di apologia del fascismo, ma non penso sia urgente questa discussione perché la decisione deve essere presa da parte degli organi preposti: spetta al rappresentante del governo e del responsabile delle forze dell’ordine. Quindi aspettiamo di vedere cosa dicono, se ci sono situazioni di sospetta apologia di fascismo o sentori di una manifestazione violenta o il rischio di guerriglia con altri gruppi, come accaduto in passato in altre città”.
La votazione ha rispecchiato pedissequamente gli schieramenti, con la maggioranza compatta contro l’urgenza e l’opposizione che ha votato a favore, così come Fabio Cenerini e Gabriella Crovara, ex membri della maggioranza comunale, e i numeri hanno portato alla bocciatura dell’urgenza.
“In quest’aula non si è capito cos’è l’urgenza – ha dichiarato Cenerini prendendo la parola -. E’ probabile che non ci sarà un consiglio comunale prima del 17 maggio, e qua rappresentiamo la città. Non si può decidere sempre a botte di maggioranza. Io non condivido il contenuto della mozione del centrosinistra, ma ho votato a favore dell’urgenza: questa è una assemblea politica, questore e prefetto sono altra cosa”.
A quel punto il consigliere di Leali a Spezia/Avs Roberto Centi ha chiesto una sospensione per una riunione dell’opposizione in cui decidere il da farsi “di fronte al comportamento irrispettoso delle prerogative della minoranza”. Un richiesta alla quale dapprima il presidente del consiglio comunale Salvatore Piscopo ha risposto negativamente sulla base del diniego percepito tra la maggioranza, salvo poi ritornare sui suoi passi affermando di aver capito che era stata richiesta una conferenza dei capigruppo.
Al rientro in aula, la decisione della minoranza è stata illustrata dal consigliere Pd Dino Falugiani. “Prendiamo atto della posizione della maggioranza nel respingere l’urgenza e pertanto abbandoniamo la seduta. La problematica dell’urgenza era politica, non di ordine pubblico: noi rappresentiamo la città, Medaglia d’oro e Porta di sion, e il fatto che non ci si esprima su una banda di neofascisti è un fatto di gravità estrema. La verità – ha concluso – è che la maggioranza non si vuole esprimere lasciando che tutto verta su questioni di ordine pubblico, sul resto non si esprime e si nasconde dietro motivazioni che non stanno in piedi”.
Parole che hanno stimolato l’intervento del sindaco Pierluigi Peracchini, mentre nella sala iniziava a scatenarsi il caos.
“Abbiamo chiesto immediatamente la convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza – ha ribadito – e di lezioni di questo tipo non ne abbiamo bisogno”, ha replicato, tra applausi e grida.
Tutto finito? Macché! Anzi, a quel punto è scoppiato il parapiglia, con Piscopo che ha invocato a più riprese l’intervento dei “vigili” per riportare ordine in sala.
Ma il patatràc era già successo, con lo scontro prima verbale e poi fisico tra alcuni consiglieri di opposizione e alcuni esponenti del pubblico da una parte e il consigliere di Vince Liguria, Oscar Teja, dall’altra.
“Sono stato toccato in maniera pesante e tra il pubblico c’era chi mi bestemmiava contro: è stata un’aggressione fascista!”, ha tuonato dal microfono, prima di chiedere una busta di ghiaccio secco da mettere sulla mano sinistra.
Immediati i comunicati di condanna dell’accaduto e di solidarietà al collega da parte degli esponenti di Vince Liguria e della maggioranza.
“L’aggressione avvenuta in consiglio comunale da parte dell’opposizione è gravissima e inaccettabile. Non si può minacciare verbalmente e soprattutto intimidire fisicamente un consigliere solo perché esprime la sua libera opinione in un consesso istituzionale. I consiglieri di opposizione che si sono resi responsabili di tali atteggiamenti – hanno scritto l’assessore Manuela Gagliardi e il coordinatore provinciale di Vince Liguria, Loris Figoli – devono immediatamente scusarsi e i partiti di cui fanno parte prendere le distanze e stigmatizzare tali condotte. Non si può, né si deve in alcun modo tentennare davanti a un atteggiamento così aggressivo e violento, un dibattito civile e democratico non può sfociare in atti tanto gravi. La massima solidarietà e vicinanza al consigliere e amico Oscar Teja per la violenza subita”.
“Il consigliere Teja, colpevole soltanto di aver espresso liberamente il suo voto e la sua opinione, è stato aggredito con una violenza inaccettabile, che richiama proprio quei metodi autoritari che chi si proclama paladino della democrazia dovrebbe invece condannare.
Siamo di fronte a eventi gravissimi che testimoniano come, troppo spesso, chi si erge a difensore della democrazia sia il primo a negarla nei fatti, imponendo un pensiero unico e intollerante. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al consigliere Teja e ribadiamo che nessuna forma di violenza può essere tollerata nel confronto politico e istituzionale”, hanno dichiarato unanimemente i membri della maggioranza.














