Cerimonia in Mediateca
|Alla monaca buddhista Cristiana Ciampa Tsomo il Premio Montale fuori di casa – Sezione speciale
L’Associazione Percorsi ETC annuncia che mercoledì 23 aprile 2025, alle ore 17:00, presso la Mediateca regionale ligure “Sergio Fregoso” della Spezia (Via Firenze 37), si terrà la cerimonia di conferimento del Premio Montale Fuori di Casa – Premio Speciale 2025 alla Ven. Bikshuni Cristiana Ciampa Tsomo (Cristiana Costa), monaca pienamente ordinata nella tradizione buddhista tibetana mahāyāna.
“Un evento profondamente simbolico che si inserisce nelle celebrazioni per i 100 anni dalla pubblicazione di Ossi di Seppia, la raccolta con cui Eugenio Montale inaugurava il suo viaggio poetico tra il senso e il nonsenso dell’esistere – osservano dal Premio -. In quello stesso spirito di ricerca e trasformazione, il Premio 2025 rende omaggio a un’esistenza dedicata alla consapevolezza, alla meditazione e al dialogo interculturale e interspirituale”.
Interverranno Adriana Beverini e Barbara Sussi, presidente e vice presidente del Premio Montale Fuori di Casa.
Ven. Cristiana Ciampa Tsomo, originaria della Spezia, dopo la laurea in Filosofia e anni di ricerca personale, ha abbracciato la via del buddhismo tibetano, trasferendosi all’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia. Lì, sotto la guida del Lama Geshe Jampa Gyatso, ha intrapreso un cammino di studio e pratica durato 14 anni, culminato con l’ordinazione monastica. Vive attualmente in ritiro meditativo sulle Madonie, in Sicilia, dove continua la sua pratica e il suo approfondimento della disciplina del Chöd, insegnata dal Lama Lodro Tulku.
Il Premio Speciale 2025 le viene conferito “per il cammino di consapevolezza verso il Risveglio compiuto nella sua vita, e per il valore del dialogo che ha promosso tra filosofia buddhista e filosofia occidentale. Un confronto che – nel rispetto reciproco – può offrire chiavi nuove per affrontare la sofferenza e la crisi di senso del nostro tempo, come sostenuto anche dal sociologo Frédéric Lenoir.”
A rendere ancora più significativa questa scelta, le parole della stessa premiata, che ha riconosciuto nella poesia di Montale – fin dai tempi del liceo – un “punto d’accesso” alla propria ricerca interiore. “È come se Montale – scrive – in alcune tra le sue poesie mostrasse di aver già preliminarmente assimilato e integrato gli studi che le esperienze meditative ci danno talvolta: effetti/istanti di incontro con l’ignoto… Montale espone infatti il suo personale stile liberatorio/allucinatorio con accenti di tale profonda eleganza e sincerità da evocare in noi la passione per la consapevolezza originaria della ‘natura della verità’.”
“Il Premio intende così valorizzare un’esperienza di vita che è anche un atto poetico, un gesto di pace e di verità vissuto in coerenza e silenzio, lontano dai riflettori ma ricco di senso”, sottolineano ancora i promotori.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.



