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Prezzi più bassi e oggetti magici da scovare
|La fiera di San Giuseppe sboccia come un fiore: gli spezzini non rinunciano a grandi occasioni e tradizioni
Il sole ha baciato l’apertura della fiera di San Giuseppe che fino al 19 marzo animerà la città. L’edizione di quest’anno sembrerebbe essere partita con il piede giusto sotto più punti di vista: migliaia le presenze sin dall’apertura delle 8, per le fasce di prezzo, quantomeno per capi d’abbigliamento, bigiotteria, pelletteria per tutti i portafogli. A troneggiare le scritte “outlet”, “prezzo irripetibile” e “sconto fiera”. In queste settimane la presenza della fiera limitata agli infrasettimanali, aveva creato un po’ di malumore e soprattutto sui social in molti si aspettavano stalli vuoti e numerose assenze. Numeri alla mano, però, le postazioni sono state occupate tutte e gli spuntisti sono stati poco più di settanta. Stando a quanto riferito, le oltre seicento postazioni sono state tutte occupate. Gli ultimi arrivati hanno finito di sistemarsi attorno all’ora di pranzo, circondati dalle persone che, nonostante i furgoni in movimento, si infilavano qua e là pur di passare. Alcuni spuntisti non hanno trovato posto perché gli stalli a disposizione erano terminati.
Impossibile non notare anche i palloncini colorati con tanti personaggi dei cartoni, altri più generici ma che comunque spingono i bimbi a volerne uno. Nonni, genitori e zii cedono ai piccoli che comunque sono stati attirati anche dalla postazione della Polizia di Stato in Piazza Verdi, dai grandi bus storici di Piazza Europa e dalle numerose ambulanze presenti in tutta la fiera. A manifestazione cominciata da pochissimo proprio un’ambulanza, della Pubblica assistenza della Spezia, ha raggiunto Viale Italia per soccorrere un ciclista di circa 30 anni, rimasto coinvolto in un sinistro stradale in fase di ricostruzione da parte della Locale. Il giovane poi è stato accompagnato in ospedale in codice giallo.
In divisa e in borghese le forze dell’ordine pattugliano l’intera fiera e sin dal mattino la Polizia locale ha eseguito una serie di controlli che riguardano la documentazione, l’esposizione dei prezzi. Nel pomeriggio sempre gli agenti hanno bloccato un uomo che aveva sottratto un portafogli nella zona di Passeggiata Morin.
Tra le bancarelle non mancano i colori primaverili e il profumo tipico di dolci, carni e griglie fumanti. C’è tanta tipicità di varie regioni italiane: Puglia, Sicilia, Toscana e Umbria. Non solo è ormai più che consolidata la presenza delle birre artigianali, ma la Fiera di San Giuseppe è soprattutto sinonimo di tradizione: collane di nocciole e mele di Pippo rispondono “presente” – al costo di 2 euro la singola e 5 tre – e croccante quest’anno dai 3,50 euro l’etto. Per collane e mele caramellate si tratta di un gradito ritorno, in passato infatti se ne trovavano sempre meno. I prezzi per mangiare pare rimangano stabili, la coppia panino e birra arriva e supera i 10 euro, ma c’è da scommetterci che in tre giorni di fiera chi potrà sonderà più volte il terreno per trovare il farcito migliore al prezzo più vantaggioso.
Rimanendo in tema di cibo, gli appassionati di formaggi e prodotti di norcineria non rimarranno delusi: l’offerta è ampia e più che abbordabile con prodotti che partono dai 10 euro. Dando uno sguardo invece alle altre merci: i banchi rispettano i dettami della primavera con capi più invernali e altri leggerissimi. Sbocciano colori chiari, spuntano i pois, primeggiano il cotone e la viscosa, con un occhio alle magliette scherzose, molte attività propongono dei maglioncini con la scritta “No vabbè”, oppure delle t-shirt semplicissime con uno slogan inequivocabile “Se volevo esse paziente mi facevo ricoverare” nella zona di Via Cadorna. Qualche ambulante punta già all’estate con costumi da bagno di tutti colori e prezzi per una spesa massima di 40 euro. A colpire sull’abbigliamento in generale, sono le fasce di prezzo che parrebbero più contenute rispetto all’anno scorso: non mancano gli stockisti più conosciuti che pare abbiano abbassato in generale i prezzi. Per filati misto cashemire si parte dai 10 euro, fino a un grado di purezza più elevato che può arrivare ai 60 euro. Molti i richiami ai modelli delle marche più di lusso ma chi cerca “la firma” avrà a disposizione anche quella con tanto di etichetta certificata. Pelle e cuoio dalla vicina Toscana non mancano. In molti casi i prezzi sono esposti ed essendo il primo giorno per ulteriori sconti sarà necessario aspettare, anche se in alcuni casi molti capi sono stati “visti e presi”. Trattandosi di un mercato, le taglie e i modelli potrebbero essere limitati. In passato uno dei pezzi forti della fiera erano biancheria e tendaggi con i filati più diversi. Anche per questa edizione c’è l’imbarazzo della scelta a prezzi concorrenziali: si parte dai 5 euro.
La fiera non sarebbe da considerarsi tale se non si aprisse la tradizionale caccia agli oggetti “magici”: utensili da usare tutti i giorni per cucinare, tagliare e pulire facendo il minimo sforzo. Decine di presentatori cercano di invogliare i clienti ad acquistare panni, scope miracolose, tritatutto verticali, piastre che reprimono odori di ogni tipo, evitano schizzi di grasso, mandoline super efficaci e un guscio in silicone che grazie ai suoi fori fa da coperchio alla pentola ma anche di sfruttare il vapore, oppure un ovetto dotato di un rullo della dimensione di pochi centimetri che promette di pulire anche i vetri, rimuovere i peli degli amici a quattro zampe e le briciole da ogni angolo. Ore e ore di dirette ma questi ambulanti con il microfono vicino alla bocca offrono un miracolo a poco più di 10 e 15 euro.











