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Lavoro, quasi seimila entrate fra febbraio e aprile. Mille in meno di un anno fa, una su cinque a tempo indeterminato

Il 28% delle assunzioni sarà rivolto a giovani under 30, mentre il 21% coinvolgerà lavoratori immigrati. Fra i numeri emerge un dato sempre più preoccupante: la quota di assunzioni destinate a dirigenti, specialisti e tecnici si attesta al 12%, significativamente inferiore alla media nazionale del 20%, indicando una minore domanda di profili altamente qualificati rispetto ad altre aree del Paese.

La puntuale analisi mensile dei dati del Sistema Informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro, offre uno spaccato sulle dinamiche occupazionali in entrata nella provincia della Spezia, in Liguria e a livello nazionale. Da una prima occhiata appare chiaro che le previsioni per febbraio 2025 evidenzino un calo delle entrate programmate, segnale di un mercato del lavoro in fase di rallentamento rispetto all’anno precedente.

A livello provinciale, le imprese spezzine prevedono 1.400 assunzioni nel mese di febbraio 2025, con una riduzione di 90 unità rispetto allo stesso periodo del 2024. Nel trimestre febbraio-aprile, le entrate complessive stimate ammontano a 5.680, con una contrazione di 1.040 unità rispetto all’anno precedente. Un andamento che secondo i dati incrociati, rispecchia una tendenza più ampia che coinvolge l’intera regione: in Liguria, le entrate previste per febbraio sono 9.100, mentre a livello nazionale il fabbisogno occupazionale delle imprese si attesta a 404.000 unità. L’incidenza dei contratti a tempo indeterminato o di apprendistato nel territorio spezzino (il cosiddetto lavoro stabile) si ferma al 22%, mentre il 78% delle nuove assunzioni sarà con contratti a termine. Anche questo dato è in linea con la tendenza nazionale, dove il lavoro a tempo determinato continua a rappresentare la formula contrattuale più utilizzata dalle imprese, evidenziando una certa cautela nel consolidare i rapporti di lavoro.

Generico febbraio 2025

 

Dal punto di vista settoriale, il 63% delle entrate nella Spezia si concentrerà nei servizi, il che non è una novità visa l’alta incidenza territoriale del settore terziario. Il 67% delle assunzioni avverrà inoltre in imprese con meno di 50 dipendenti, un segnale che conferma il ruolo predominante delle PMI nel tessuto economico locale. Tuttavia, la quota di assunzioni destinate a dirigenti, specialisti e tecnici si attesta al 12%, significativamente inferiore alla media nazionale del 20%, indicando una minore domanda di profili altamente qualificati rispetto ad altre aree del Paese. Un altro aspetto critico, di cui si è parlato molto anche negli scorsi mesi, riguarda le difficoltà di reperimento del personale: il 56% delle imprese spezzine segnala problemi nel trovare candidati idonei, un fenomeno che si riflette anche a livello nazionale e che potrebbe essere indice di un disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Il 28% delle assunzioni sarà rivolto a giovani under 30, mentre il 21% coinvolgerà lavoratori immigrati. La richiesta di laureati rimane relativamente contenuta (9% delle entrate previste), a conferma di un mercato del lavoro ancora incentrato su profili professionali meno specializzati.

Tra i settori con maggiore domanda occupazionale a febbraio, spiccano i servizi di alloggio, ristorazione e turistici (360 unità), le industrie meccaniche ed elettroniche (210), il commercio (160), le costruzioni (160) e i servizi alle persone (120). La concentrazione dell’occupazione nei servizi turistici riflette la vocazione economica del territorio, mentre la stabilità del comparto manifatturiero indica una domanda solida, seppur non in crescita.

Il quadro occupazionale spezzino mostra una contrazione delle opportunità lavorative rispetto all’anno precedente, in linea con una più generale tendenza nazionale. La predominanza dei contratti a termine e la difficoltà di reperimento di competenze specializzate evidenziano croniche fragilità strutturali del mercato del lavoro locale, che si inseriscono in un contesto più ampio di incertezza economica e di cautela da parte delle imprese.

 

Bollettino Excelsior febbraio 2025