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Parcheggi, il Comune cancella l’area verde a 50 centesimi e la gialla sale a 1 euro all’ora. L’opposizione presenta una mozione per bloccare l’aumento
No all’aumento delle tariffe dei parcheggi a pagamenti sul suolo cittadino. Questa la posizione dei consiglieri comunali di opposizione rispetto alla delibera con cui l’amministrazione comunale ha deciso nelle scorse settimane di eliminare a partire dal 1° gennaio 2025 la zona verde da 0,50 euro l’ora trasformandola in zona gialle e di alzare il costo di quest’ultima da 0,75 a 1 euro all’ora. Rimane a 1,50 euro la zona rossa, che comprende soprattutto il centro e la zona di Piazza Europa (vedi nell’immagine sottostante la situazione attuale).
Un provvedimento preso, peraltro, attraverso una delibera di giunta il cui oggetto è la concessione dei parcheggi di interscambio di Piazzale Pozzoli e Piazza d’Armi e pertanto passato quasi del tutto inosservato.
Quasi, appunto, perché invece i consiglieri di minoranza hanno notato quelle poche righe molto significative all’interno delle 6 pagine di testo della delibera e hanno deciso immediatamente di presentare una mozione con cui impegnare il sindaco e la giunta a tornare sui loro passi rinunciando all’aumento delle tariffe della sosta.
Le tariffe della sosta in vigore sino al 31 dicembre 2024
“L’atto della giunta – ha spiegato la capogruppo Pd Martina Giannetti illustrando il contenuto della mozione della minoranza – è del 28 ottobre e nel documento sulla gestione dei parcheggi di interscambio da parte di Atc Mobilità e parcheggi è stata inserita la modifica del costo dei parcheggi per tutti i cittadini. La riapertura dei parcheggi di interscambio è apprezzabile in quanto contribuiranno ad avere meno auto in centro città, ma l’amministrazione lo fa ancora una volta senza condivisione e senza gradualità colpendo in particolare le periferie, dove va a scomparire da zona verde, e i commercianti. Senza dimenticare che anche la gratuità di sole 12 ore dei parcheggi di interscambio è un modo goffo e inefficace per andare incontro alle esigenze di chi lavora in città”.
Per il consigliere dem Marco Raffaelli, per disincentivare davvero l’utilizzo dell’auto privata bisognerebbe mettere in campo altre soluzioni. “Invece quello al quale abbiamo assistito è un vero e proprio colpo di mano dell’amministrazione che ha inserito questo provvedimento nelle pieghe di un altro atto, cercando di farla passare sotto traccia. Anche questa decisione – ha dichiarato Raffaelli – arriva a valle di un percorso pasticciato: ricordiamo cosa è accaduto lo scorso anno sul divieto ai mezzi Euro 4… Oggi, invece, registriamo questa volontà di aumentare i prezzi per fare cassa e parcheggi interscambio che rimangono praticamente vuoti. Hanno detto che le 12 ore gratuite vanno incontro ai bisogni dei lavoratori, mentre noi ritenevamo si dovesse arrivare a 14 ore: chi lavora sino alle 19 o alle 20 così non ha il tempo di ritornare al parcheggio entro la fine della gratuità… La giunta continua a fare pasticci, danneggiando il commercio, in questo caso anche e soprattutto nelle periferie, come a Migliarina e Canaletto, dove il costo della sosta è passato da 0,5 a 1 euro. E così il Comune continua a mettere le mani nelle tasche degli spezzini: dopo l’aumento dell’Irpef, l’Imu per i canoni concordati e la Cosap, presto ci sarà quello delle tariffe idriche e poi anche quello per la sosta”.
Franco Vaira, consigliere di Avantinsieme, ha puntato il dito contro il caos che ravvisa nella gestione della mobilità. “Abbiamo tutti a cuore la lotta all’inquinamento in centro città e al contempo il sostegno agli operatori economici. Ma con i provvedimenti della giunta guidata dal sindaco Peracchini ci sono più disagi che altro: abbiamo assistito negli ultimi mesi al disastro generale nel settore del trasporto pubblico locale, che non prevede praticamente corse dopo le 20. E infatti alla sera, dopo che durante il giorno si vedono auto costantemente in doppia fila o parcheggiate anche nelle aiuole, scatta il liberi tutti con la possibilità di lasciare la vettura nelle corse degli autobus e il risultato che spesso non si riesce a camminare nemmeno sul marciapiede. Senza considerare minimamente le esigenze di chi ha un’auto Euro 4. Aumentare il prezzo della sosta per disincentivare l’uso dell’auto è come aumentare il costo delle sigarette: non c’è mai stato un risultato in questo senso, chi smette lo fa per l’informazione, non per gli aumenti. Quello che serve è ben altro”.
Per Andrea Montefiori, altro esponente del Partito democratico, la delibera contestata rappresenta una contraddizione in quanto “si dice di voler disincentivare la presenza di auto in centro, ma si mettono sullo stesso piano il centro e le periferie, riducendo in maniera sensibile la differenza di costo per la sosta che c’è stata sino a ora. Così la tariffa gialla è meno competitiva ed è sempre più chiaro che l’obiettivo vero è quello di fare cassa. Il gettito in più a casa sarà destinato? A investimenti nel trasporto pubblico? Un Tpl che peraltro è da ripensare – ha sostenuto Montefiori – perché nonostante sia stata assegnata una nuova gara pochi mesi fa i percorsi e le frequenze sono quelli del 2003. In compenso oggi ci troviamo con due cattedrali nel deserto, perché i parcheggi di interscambio sono vuoti: dopo 2 anni di cantieri per raddoppiarne la capienza non è stata fatta nessuna campagna per rilanciarne l’utilizzo. Oggi paghiamo 60mila euro al mese per il servizio navetta con strutture di sosta inutilizzate”.
Nell’azione della giunta Roberto Centi, capogruppo di Leali a Spezia – Avs rivede “il modus operandi tipico del centrodestra ligure. C’è una totale mancanza di visione sul trasporto pubblico: o si fa qualcosa di veramente green oppure è meglio lasciare le cose come sono. Altrimenti si mette in difficoltà il commercio. I tempi di percorrenza tra la stazione e Via Chiodo sono gli stessi di 20 anni fa, prima che venissero messe in atto molte modifiche alla viabilità. Se si vuole incidere in meglio bisogna agire in maniera coordinata. E poi c’è una totale mancanza di rispetto della forma: l’unica norma contenuta nella delibera è nascosta al punto 5 del dispositivo, nonostante sia il concetto che più incide sui cittadini, il commercio e le periferie. E guarda caso l’atto è stato pubblicato appena sono state chiuse le urne delle elezioni regionali. E’ il metodo di questa destra: anche Toti aveva infilato la norma sul Gaslini diffuso in una riga del bilancio, mentre avrebbe meritato pagine e pagine vista la sua importanza”. Centi ha raccontato di aver visto il parcheggio di Piazza d’Armi molto spesso vuoto, ma anche di aver assistito a lunghe code perché la macchina non emetteva biglietti.
L’ultima voce della presentazione della mozione è stata quella di Massimo Lombardi, per Spezia bene comune – Rifondazione comunista. “Ho sottoscritto convintamente questo documento: in un momento di crisi economica generale bisogna combattere lo scollamento che c’è tra il palazzo e i cittadini. Far passare di nascosto l’aumento del costo della sosta in città e nelle periferie è grave. E poi abbiamo parcheggi di interscambio vuoti perché le persone non ne hanno compreso la funzione, a causa di una carenza di comunicazione evidente. Il commercio fatica perché chi amministra la città da oltre 7 anni fa di tutto per non aiutare i negozianti”, ha concluso Lombardi.
La mozione sarà presto oggetto di discussione in consiglio comunale e c’è da scommettere che ci sarà un confronto acceso tra maggioranza e opposizione.










